Alma Juventus Fano, Cicetti: «Il calcio manca a tutti ma...»

08.04.2020 11:30 di Francesco Vigliotti   Vedi letture
Alma Juventus Fano, Cicetti: «Il calcio manca a tutti ma...»

La passione non va mai in vacanza. Se il Covid19 costringe tutti a rimanere a casa non mettendo il naso fuori dalla porta, c’è chi sfrutta la reclusione in vari modi: chi si delizia ai fornelli, chi ne approfitta per leggere libri intonsi, chi darsi alle pulizie (in vista anche della Pasqua) e chi rimane in costante aggiornamento.

Nell’ultima categoria rientra il massofisioterapista dell’Alma Gianluca Cicetti, fresco di Diploma in Football Medicine, attestato ufficiale a firma FIFA. Un riconoscimento che gli valgono le congratulazioni da parte di tutta la società fanese: “Ho deciso di investire questo periodo di stop lavorativo “forzato” frequentando corsi di aggiornamento e dando alcuni esami osteopatici”, dichiara Cicetti che si dribbla tra un test e l’altro per conseguire l’altro obiettivo, il Diploma in Osteopatia.

Ma in cosa consiste esattamente il Diploma riconosciuto dalla FIFA?
“E’ un corso online totalmente in inglese organizzato dalla commissione medica della FIFA – spiega il membro dello staff tecnico granata – , composto da 42 moduli, con 15 lezioni ciascuno ed un esame finale per ogni modulo. I moduli trattano tutte le materie fondamentali attinenti lo staff medico, i vari tipi di infortuni, la prevenzione, il trattamento, l’alimentazione, l’anti-doping, il primo soccorso, l’organizzazione delle trasferte, ecc… Tutte nozioni precipue concernenti il lavoro dei componenti di uno staff medico professionistico e che rientrano appieno nella loro deontologia professionale”.

Come stai trascorrendo la quarantena?
“Sono a casa ormai da un mese con mia moglie. Principalmente passo la giornata a studiare, leggere, cucinare, fare sport e Netflix”.

In questo periodo di emergenza, come ti stai rapportando con i ragazzi?
“Con qualche calciatore ci sentiamo quotidianamente, con altri al bisogno. Fortunatamente quando ci siamo fermati non c’era nessun infortunato e questo ha semplificato il lavoro. Con qualcuno abbiamo approfittato di questa sosta per cercare di sistemare dei vecchi problemini fisici con i quali convivevano da un pò di tempo, tramite protocolli di lavoro mirati”.

Da esperto del settore medico, in questi giorni si parla molto di un possibile spiraglio di riapertura del campionato, anche se l’ISS è molto perplesso. Qual è la tua opinione su questa emergenza che continua ad imperversare?
“Secondo il mio punto di vista, nel mondo del calcio, e non solo, il Covid19 è stato un pò sottovalutato all’inizio. Una volta capita la gravità della situazione si sono prese le giuste misure, interrompendo ogni tipo di attività, anche perché, negli sport di squadra in particolare, rispettare le normative non è semplice. Detto questo, spero che finisca presto. Il calcio manca a tutti. Allo stesso tempo mi auguro che continui la filosofia adottata dai vertici governativi del mettere al di sopra di ogni interesse la salute, il bene più prezioso che abbiamo”.