L'Arzignano Valchiampo esce dal confronto casalingo contro il Lecco con il sapore amaro di una sconfitta che brucia, maturata in un pomeriggio che sembrava destinato a un epilogo ben diverso. Al termine della gara valida per la trentunesima giornata, il tecnico Daniele Di Donato non ha nascosto la propria delusione per un risultato che, a suo avviso, premia eccessivamente gli ospiti in una sfida che avrebbe meritato ben altra sorte.
L'analisi dell'allenatore parte proprio dall'episodio che ha deciso la contesa, una disattenzione fatale che ha spianato la strada ai blucelesti. Secondo la visione del mister, la squadra ha pagato a caro prezzo un brevissimo blackout, sottolineando con rammarico come l'esito della sfida sia stato condizionato da un errore proprio più che da un'azione travolgente degli avversari.
«Purtroppo ci siamo fatti gol da soli. E’ stata una partita secondo me da zero a zero», ha esordito Di Donato ai microfoni della sala stampa, evidenziando come l'Arzignano avesse mostrato una buona spinta durante la prima frazione di gioco, per poi subire un calo fisiologico nella ripresa che è risultato decisivo ai fini del tabellino finale.
Il tecnico ha puntato il dito contro quei pochi minuti di gestione errata del possesso palla, un frangente in cui la compagine di casa non è stata capace di congelare il gioco, prestando il fianco alla ripartenza vincente del Lecco. Una volta in svantaggio, la reazione non è stata sufficiente a scardinare il muro difensivo eretto da un avversario esperto nel proteggere il bottino.
Oltre al risultato, a preoccupare l'ambiente gialloceleste è l'infortunio occorso a Toniolo, uscito anzitempo dal rettangolo verde. Di Donato ha speso parole di grande stima per il calciatore, auspicando che i controlli strumentali dei prossimi giorni possano escludere complicazioni serie per un elemento che finora era stato tra i più positivi della stagione.
«Spero non sia nulla di grave per il ragazzo che non merita questa cosa», ha dichiarato l'allenatore, visibilmente colpito dall'accaduto. L'attesa per gli esami medici terrà tutti con il fiato sospeso, nella speranza che il difensore possa tornare presto a disposizione per dare il suo contributo in questo finale di campionato così intenso.
Tornando sugli aspetti tattici, il mister ha mosso critiche precise alla manovra offensiva, apparsa troppo compassata e priva di quella brillantezza necessaria per sorprendere una difesa chiusa. La circolazione del pallone è stata individuata come il principale punto debole della giornata, condizionata forse da un eccessivo timore reverenziale.
Secondo Di Donato, la squadra non ha saputo esprimere il consueto agonismo sulle fasce, mostrandosi insolitamente bloccata. «A prescindere dalle assenze, oggi non mi è piaciuta la circolazione della palla che è stata molto lenta», ha spiegato il tecnico, attribuendo questi cali di rendimento anche alla giovane età media della rosa, soggetta a fluttuazioni nel rendimento.
Il sentimento predominante nel post-gara è però la rabbia per una strategia che non è stata tradotta correttamente sul campo dai calciatori. L'allenatore ha ribadito di aver studiato il match per aggredire un Lecco che arrivava al Dal Molin in un momento di evidente difficoltà, un'occasione d'oro che l'Arzignano ha però gettato alle ortiche.
Il rammarico è profondo proprio perché l'avversario, pur essendo strutturato per palcoscenici di alta classifica, appariva vulnerabile e alla portata. «Sono arrabbiato perché avevo preparato una partita e non siamo stati coraggiosi nell’interpretarla», ha rimarcato il tecnico con fermezza, evidenziando la mancanza di audacia nelle scelte di gioco.
Questa sconfitta lascia ferite profonde nello spogliatoio, non solo per i punti persi ma per la consapevolezza di non aver sfruttato un turno favorevole tra le mura amiche. Per Di Donato, la sfida contro i lombardi resterà una ferita aperta: «E’ un rammarico che mi porterò dentro», ha concluso l'allenatore, consapevole che ora servirà una reazione immediata.
Il percorso dell'Arzignano richiede ora un cambio di passo mentale, tornando a quel coraggio che era stato il marchio di fabbrica della squadra nelle precedenti uscite. La velocità d'esecuzione e la determinazione nei duelli individuali dovranno essere le basi da cui ripartire per evitare che questo passo falso condizioni il cammino futuro.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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