Il Vicenza esce dalla sfida contro la Giana Erminio con una consapevolezza granitica e tre punti che profumano di sentenza definitiva sul cammino stagionale. Al termine del match, il tecnico Fabio Gallo è apparso visibilmente soddisfatto ai microfoni della stampa, sottolineando l'importanza cruciale del risultato ottenuto in una trasferta che nascondeva diverse insidie tattiche.
L'allenatore ha voluto elogiare la gestione dei momenti chiave della gara, rimarcando come la lucidità sia stata la dote principale dei suoi uomini, capaci di colpire con precisione chirurgica. Per Gallo, il valore di questa affermazione è inestimabile, tanto da dichiarare apertamente che «abbiamo messo una pietra clamorosa su questo campionato», evidenziando la solidità del percorso fatto finora.
Un passaggio fondamentale dell'analisi post-partita ha riguardato l'apporto dei subentrati, che hanno saputo interpretare al meglio lo spartito richiesto dal mister portando quella verve necessaria a chiudere la contesa. La freschezza atletica e mentale di chi è partito dalla panchina è stata, secondo il tecnico, l'elemento che ha permesso di mantenere alta l'intensità fino al triplice fischio.
Curiosa la statistica che ha visto i biancorossi andare a segno per tre volte sfruttando il gioco aereo, un aspetto che in passato era stato oggetto di qualche critica o mancanza. Con un pizzico di ironia, il mister ha commentato la capacità dei suoi di adattarsi alle diverse situazioni offensive, spiegando come «dicevamo che non riuscivamo a farli da lontano così li abbiamo fatti di testa».
La distribuzione delle reti tra i vari reparti è un altro motivo di vanto per Gallo, che rifugge l'idea di una squadra dipendente da un unico finalizzatore d'area. La sua filosofia di gioco punta infatti sulla partecipazione collettiva alla fase realizzativa, un concetto di calcio totale dove ogni giocatore deve sentirsi potenzialmente decisivo negli ultimi sedici metri.
L'allenatore ha ribadito con forza questa visione, chiarendo che la ricerca del singolo primato individuale non rientra nei suoi piani prioritari. «A me non interessa avere un capocannoniere da venti gol, voglio che siano tutti partecipi», ha affermato, mettendo al centro del progetto la cooperazione e la coralità della manovra biancorossa.
Un focus particolare è stato dedicato alla prestazione di Carraro, elemento che nel corso dei mesi ha scalato le gerarchie diventando un perno insostituibile della mediana vicentina. Il tecnico ne ha lodato l'intelligenza tattica e la capacità di mettersi in discussione per migliorare i propri punti deboli, elevando così il rendimento di tutto il centrocampo.
Nonostante l'elogio al singolo, Gallo ha voluto precisare che la forza del collettivo trascende le assenze individuali, evitando di legare i risultati positivi o negativi alla sola presenza di un giocatore. Secondo il mister, Carraro «è un giocatore fondamentale, lo è diventato con il lavoro e intelligenza», ma la struttura della squadra deve saper reggere ogni urto.
Qualche piccola ombra è stata però gettata su una disattenzione difensiva che ha sporcato parzialmente la prova del pacchetto arretrato. Il tecnico non ha nascosto un certo fastidio per alcune lacune che iniziano a presentarsi con troppa frequenza, richiamando i suoi difensori a una maggiore concentrazione sui riferimenti e sulle marcature preventive.
L'autocritica è stata diretta e senza filtri, con l'allenatore che ha ammesso come la squadra sia stata in parte negligente in certe situazioni di gioco. «Siamo recidivi, abbiamo preso un po’ troppi gol in questo modo», ha ammonito Gallo, indicando nel lavoro quotidiano sui movimenti di reparto la via maestra per eliminare questi cali di tensione.
Riguardo all'atteggiamento agonistico mostrato in campo, il mister è stato categorico nel pretendere il massimo spirito di sacrificio da parte di ogni componente della rosa. La determinazione feroce vista contro la Giana Erminio non è stata casuale, ma il frutto di una richiesta pressante fatta durante tutta la settimana di preparazione.
Sulla questione della fame agonistica, Gallo è stato molto esplicito: «La squadra ha giocato con la bava alla bocca? Dovevano altrimenti gliela facevo uscire io». Questa grinta deve essere la costante per un gruppo che vuole arrivare fino in fondo senza cali di pressione, coinvolgendo anche il calore del pubblico che continua a seguire i colori biancorossi.
Infine, il tecnico si è concesso un momento di leggerezza e di scherno affettuoso nei confronti di Costa, uno dei pilastri tecnici della formazione veneta. Con un sorriso, ha raccontato il breve scambio di battute avuto con il calciatore negli spogliatoi, rivelando di avergli detto che «finalmente gli ho fatto vincere un campionato».
Mentre il campionato prosegue con i suoi verdetti, Gallo preferisce staccare la spina per gli impegni familiari, lasciando agli avversari l'onere di inseguire. Il pensiero dell'allenatore è volato infatti al compleanno della figlia, chiudendo ogni discorso sulle altre squadre: «Il Brescia? Io vado a festeggiare, il Brescia che faccia un po’ quello che vuole».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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