La squadra del Chieti F.C. 1922 ha rotto il silenzio con una lettera aperta indirizzata ai propri tifosi e alle istituzioni calcistiche, a seguito della retrocessione sancita dalla Corte Federale d'Appello attraverso una penalizzazione che ha fatto scivolare il club nelle zone basse della classifica di Serie D, compromettendo definitivamente la permanenza nella categoria.

I calciatori hanno spiegato di aver atteso prima di farsi sentire pubblicamente: "Abbiamo scelto di prenderci qualche giorno di silenzio perché, dopo il verdetto finale, l'amarezza avrebbe potuto portarci a pronunciare parole dettate più dalla delusione che dalla lucidità".

Prima di avanzare le proprie rimostranze, i giocatori hanno tenuto a riconoscere un passo in avanti compiuto dal Dipartimento Interregionale sul fronte della tutela dei calciatori dilettantistici. Il riferimento è alla nuova normativa che impone alle società il deposito delle liberatorie entro il 31 gennaio, a dimostrazione del pagamento degli stipendi relativi alla prima parte di stagione. Secondo la squadra, si tratta di "una forte tutela per noi tesserati delle società dilettantistiche", e il riconoscimento è netto: "Dopo tanto tempo, anche noi atleti di Serie D abbiamo finalmente trovato sostegno da parte della Lega, che ha introdotto questa nuova regola con l'obiettivo di salvaguardare i nostri interessi e garantire maggiore serenità e chiarezza durante la stagione sportiva".

Tuttavia, è proprio sul piano delle tempistiche procedurali che i calciatori rivolgono una richiesta formale al Dipartimento Interregionale. La lettera invita l'organo competente a chiudere le proprie istruttorie "entro una data compatibile con il regolare svolgimento del campionato, evitando che decisioni così importanti arrivino a ridosso del termine della stagione". Il problema, nella fattispecie, è risultato evidente: il verdetto che ha segnato il destino del Chieti è stato emesso a soli tre giorni dalla conclusione del torneo.

Particolarmente amara, nel racconto dei giocatori, è la vicenda dei play-out. Inizialmente rinviati, gli spareggi salvezza sono stati successivamente cancellati del tutto, privando la squadra dell'opportunità di giocarsi la permanenza in categoria attraverso il rettangolo di gioco. La penalizzazione inflitta in sede giurisdizionale ha così sostituito il campo come arbitro finale del verdetto sportivo.

"La retrocessione determinata dalla penalizzazione inflitta dalla Corte Federale d'appello rappresenta per noi un'enorme amarezza, soprattutto per il modo e i tempi in cui questa decisione è arrivata, impedendoci di lottare fino all'ultimo per il nostro obiettivo sportivo", si legge nella lettera.

I calciatori hanno precisato con chiarezza che la loro critica non riguarda il merito della sanzione: "Ribadiamo che la nostra frustrazione non deriva dalla penalizzazione in sé. Non spetta a noi stabilire se la decisione presa sia giusta o sbagliata". Il punto contestato rimane esclusivamente quello procedurale e cronologico: "Riteniamo però che le tempistiche adottate siano state eccessivamente tardive e che questo non ci abbia permesso di giocarci fino in fondo il nostro obiettivo sul campo".

Nonostante la situazione di incertezza che ha caratterizzato il finale di stagione, la squadra sottolinea di aver onorato fino all'ultima giornata il proprio impegno agonistico, scegliendo di non falsare la classifica con prestazioni non adeguate. Un aspetto che i calciatori evidenziano con orgoglio, insieme allo sforzo profuso nell'inseguire una salvezza che sarebbe apparsa, nelle circostanze date, quasi miracolosa.

"Questo gruppo ha gettato il cuore oltre l'ostacolo. Abbiamo dato tutto per inseguire quello che sarebbe stato un vero miracolo sportivo, ed è grande il rammarico per non aver avuto la possibilità di provarci fino alla fine", scrivono.

La parte più emozionale della lettera è rivolta alla città e alla tifoseria. I giocatori esprimono gratitudine per l'affetto ricevuto nel corso della stagione e riconoscono il peso simbolico di rappresentare una piazza dalla storia importante: "Col tempo ci avete dato fiducia e avete capito quanto per noi fosse un onore rappresentare una piazza storica come Chieti".

Il congedo è affettuoso ma anche carico di dispiacere per quanto accaduto: "Voi tifosi, la città di Chieti e il Chieti F.C. 1922 non meritate tutto questo. Vi auguriamo il meglio, con la speranza che possiate ripartire già dalla prossima stagione". I calciatori concludono esprimendo la speranza di rivedere il club "dove merita di stare", lasciando intendere una fiducia nel futuro del sodalizio abruzzese nonostante la débâcle di questa stagione.

La vicenda del Chieti riaccende il dibattito, già presente in altri contesti del calcio dilettantistico italiano, sulla necessità di coordinare meglio i procedimenti disciplinari e giurisdizionali con il calendario sportivo, affinché le decisioni che incidono sulle classifiche e sui destini delle squadre possano essere assunte in tempi che consentano alle società e agli atleti coinvolti di reagire — o quantomeno di competere — entro i confini naturali del campo da gioco.

questa la lettera integrale della squadra:

Abbiamo scelto di prenderci qualche giorno di silenzio perché, dopo il verdetto finale, l’amarezza avrebbe potuto portarci a pronunciare parole dettate più dalla delusione che dalla lucidità.

Prima di lasciare spazio alle nostre considerazioni, vogliamo sottolineare che la nuova normativa del Dipartimento Interregionale riguardante il deposito delle liberatorie entro il 31 gennaio — attestanti il pagamento delle mensilità relative alla prima parte di stagione — rappresenta una forte tutela per noi tesserati delle società dilettantistiche.

Dopo tanto tempo, anche noi atleti di Serie D abbiamo finalmente trovato sostegno da parte della Lega, che ha introdotto questa nuova regola con l’obiettivo di salvaguardare i nostri interessi e garantire maggiore serenità e chiarezza durante la stagione sportiva.

Oggi scriviamo questa lettera per invitare il Dipartimento Interregionale a concludere, già dalla prossima stagione sportiva, le indagini sul materiale fornito dalle società entro una data compatibile con il regolare svolgimento del campionato, evitando che decisioni così importanti arrivino a ridosso del termine della stagione.

Noi atleti ci siamo ritrovati in difficoltà nel momento in cui il verdetto è stato emesso, come accaduto quest’anno, a soli tre giorni dalla conclusione del torneo.

Ad aumentare il nostro disagio è stata anche la decisione di rinviare inizialmente i Play-Out, per poi vederci negare definitivamente, pochi giorni dopo, la possibilità di conquistarci la salvezza sul campo, attraverso una penalizzazione che ci ha fatto scivolare nelle zone più basse della classifica.

La retrocessione determinata dalla penalizzazione inflitta dalla Corte Federale d’appello rappresenta per noi un’enorme amarezza, soprattutto per il modo e i tempi in cui questa decisione è arrivata, impedendoci di lottare fino all’ultimo per il nostro obiettivo sportivo.

Ribadiamo che la nostra frustrazione non deriva dalla penalizzazione in sé. Non spetta a noi stabilire se la decisione presa sia giusta o sbagliata. Riteniamo però che le tempistiche adottate siano state eccessivamente tardive e che questo non ci abbia permesso di giocarci fino in fondo il nostro obiettivo sul campo.

Questo gruppo ha gettato il cuore oltre l’ostacolo. Abbiamo dato tutto per inseguire quello che sarebbe stato un vero miracolo sportivo, ed è grande il rammarico per non aver avuto la possibilità di provarci fino alla fine.

Ci siamo impegnati ad onorare il corretto svolgimento del campionato fino all’ultima giornata per non falsare la classifica.

Adesso ci riferiamo a chi non ci ha mai abbandonato: i nostri tifosi.

Abbiamo avuto il privilegio di indossare questa maglia. Col tempo ci avete dato fiducia e avete capito quanto per noi fosse un onore rappresentare una piazza storica come Chieti.

Ognuno di noi desidera ringraziare i tifosi e l’intera città. Avete compreso le nostre difficoltà e ci siete rimasti accanto, facendoci sentire costantemente il vostro affetto e il vostro calore.

Voi tifosi, la città di Chieti e il Chieti F.C. 1922 non meritate tutto questo. Vi auguriamo il meglio, con la speranza che possiate ripartire già dalla prossima stagione.
Vi abbracciamo forte, con l’augurio di rivedere presto il Chieti F.C. 1922 dove merita di stare.

La Squadra.

Sezione: Serie D / Data: Mar 19 maggio 2026 alle 17:25
Autore: Elena Carzaniga
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