Obiettivo: riuscire a trovare costanza nelle prestazioni. Non tanto a livello di giocate e gol, ma nel minutaggio dopo una prima parte di stagione scandita da piccoli problemi muscolari e ricadute. Può essere riassunto così il pensiero di Frenci Qeros, talentuoso attaccante del Fanfulla che però solo a sprazzi è riuscito fino ad ora a far ammirare le proprie qualità alla tifoseria bianconera. Residente a Sant’Angelo, il 20enne albanese a Lodi si è subito trovato alla grande con i nuovi compagni dopo un anno lontano da partite ufficiali. Nel precampionato tutti ancora ricordano le sue giocate nell’amichevole con la Giana Erminio. Poi i primi problemi fisici che lo hanno portato a disputare fino ad ora 320’ suddivisi in sette partite: di queste, due da titolare, alla settima ed ottava giornata contro Mezzolara e Mantova, mentre nelle altre (Sasso Marconi, Correggese, Progresso, Alfonsine e Savignanese) è subentrato dalla panchina.
“Ormai sono al terzo rientro dall’infortunio in questa stagione, ho tanta voglia di fare bene – spiega -. Quando si torna in campo dopo dei problemi fisici si ha sempre un po’ di paura, soprattutto ora che i campi sono pesanti e si viene da infortuni muscolari ripetuti. Con i minuti che passano però un po’ ci si dimentica di quello che è stato e poi si viene presi totalmente dalla partita”.
Se il campo presenta qualche insidia, con i compagni, specialmente quelli che come lui occupano costantemente la metacampo offensiva, l’armonia è massima.
“Mi trovo molto bene con tutti. Ovviamente all’inizio ci dovevamo conoscere e io dovevo riprendere il ritmo partita. Radaelli attacca molto gli spazi, ho piena sintonia con lui, così come con Scaramuzza. Con Gibillini ho giocato invece alcuni minuti contro la Correggese (partita del nuovo rientro dopo due partite ai box, ndr) e con lui ovviamente avendo giocato di meno devo ancora trovare la giusta amalgama”.
L’ultima esperienza in competizioni ufficiali, come tutti sapranno, Qeros l’aveva vissuta a Malta nel 2018. Un calcio completamente diverso da quello italiano e da quello giocato dal Fanfulla dove si chiede tanto sacrificio agli esterni offensivi del 4-3-3 di mister Ciceri.
“A Malta attaccavamo e basta. Qui invece si guarda molto alla tecnica e ancora di più alla tattica, c’è molta attenzione ai particolari. Ho imparato in questi mesi al Fanfulla che c’è tanto lavoro anche in ripiegamento che devo fare, non posso pensare solamente a quello che farò quando siamo noi ad offendere, ma devo anche dare una mano ai compagni in fase difensiva. È un processo che ha richiesto del tempo, contando poi gli infortuni, ma sono contento che il mister mi stia dando tanta fiducia. Ora l’obiettivo è ripagarlo trovando continuità, minuti e buone prestazioni. Oltre ovviamente ai gol. Questo Fanfulla può arrivare in alto, può sicuramente pensare di arrivare nelle prime posizioni”.
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