La retrocessione ha lasciato in eredità al Pontedera non soltanto l'amarezza sportiva, ma anche un vuoto di prospettiva che, a distanza di settimane, il club fatica ancora a colmare. Sul futuro della società granata pesano interrogativi rimasti senza risposta anche nelle rare occasioni in cui la dirigenza si è esposta pubblicamente: in una delle poche conferenze stampa organizzate senza il filtro dei comunicati ufficiali - format che solitamente non lascia spazio al contraddittorio - il presidente Gustavo Nikitiuk, incalzato da domande dirette sui programmi futuri, non è riuscito a fornire indicazioni precise sulla strategia del club.

In questo contesto di incertezza, nei giorni scorsi qualcosa sembra essersi mosso, o quantomeno il tentativo è stato avviato. A far emergere l'ipotesi di un ritorno di Paolo Giovannini alla guida dirigenziale del Pontedera è stato il quotidiano Il Tirreno, che ha ricostruito i contorni di un incontro avvenuto nella giornata di ieri. Al tavolo si sarebbero seduti il sindaco di Pontedera Matteo Franconi, il referente sportivo della proprietà brasiliana Beto Rappa Santo e lo stesso Giovannini, figura non nuova all'ambiente granata: un suo eventuale rientro rappresenterebbe infatti la ripresa di un legame professionale già vissuto tra il 2012 e il 2022, un decennio di presenza nella città della Vespa.

Secondo la ricostruzione del quotidiano, la disponibilità di Giovannini a un possibile ritorno sarebbe totale, ma non incondizionata. Il dirigente avrebbe infatti posto alcune condizioni ben precise come base per qualsiasi accordo: piena autonomia decisionale sul piano della programmazione societaria, un sostegno concreto da parte dell'amministrazione comunale e nessuna interferenza esterna sulle scelte relative all'area tecnica. Diverso, e più sfumato, il discorso legato alla figura del direttore sportivo Simone Quintieri, che nell'eventuale nuovo assetto resterebbe un interlocutore con cui confrontarsi, ma senza potere decisionale ultimo, riservato invece a Giovannini stesso.

Al momento, come era peraltro prevedibile vista la distanza delle posizioni, l'intesa non è stata raggiunta. Le parti, tuttavia, non hanno interrotto i contatti: la trattativa prosegue, nella speranza che nei prossimi giorni si possa arrivare a uno sblocco che consenta quantomeno di dare avvio alle operazioni di mercato, ad oggi ferme.

Se il fronte dirigenziale resta in stallo, non va meglio sul piano squadra. Con l'inizio del ritiro estivo ormai prossimo, il Pontedera non ha ancora un organico definito: la ricerca di giovani calciatori e profili stranieri prosegue senza sosta, in quello che assomiglia più a un casting continuo che a una programmazione sportiva strutturata. Una situazione che stride con la storia e l'identità di una piazza come Pontedera, e che ha finito per esasperare la stessa amministrazione comunale.

Il Comune ha infatti manifestato pubblicamente il proprio disappunto nei confronti del fondo Sportheca, che attraverso la società Br Football Italia detiene il 95% delle quote del club. Una presa di posizione che, tuttavia, non può prescindere da un dato di fatto: fu la stessa amministrazione comunale, lo scorso febbraio, ad avallare l'ingresso del fondo nella compagine societaria granata.

Resta dunque aperta la partita più delicata per il futuro del Pontedera: trovare un punto di equilibrio tra le richieste di chi, come Giovannini, potrebbe riportare competenza ed esperienza in un momento di difficoltà, e gli assetti di potere e di indirizzo che la proprietà brasiliana intende mantenere. Dall'esito di questo confronto dipenderà non solo la scelta del prossimo dirigente, ma la possibilità stessa di avviare in tempi utili un mercato che, ad oggi, resta fermo al palo.

Sezione: Serie D / Data: Gio 16 luglio 2026 alle 14:30
Autore: Maria Lopez
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