La ripresa degli allenamenti della Reggina, dopo quattro giorni e mezzo di pausa, coincide con un momento di profonda riflessione. La vittoria dell'Athletic Palermo contro l'Enna ha lanciato un segnale inequivocabile: il campionato non aspetta nessuno e la capacità di prevalere negli scontri cruciali diventa ora discriminante.

È proprio questa l'abilità che è mancata in maniera quasi costante negli ultimi tre anni: saper capitalizzare le occasioni importanti, trasformare i confronti diretti in trampolini di lancio anziché in occasioni mancate. Le due sfide vinte contro la Nissa in questa stagione rappresentano un'eccezione significativa, ma si sono disputate in una fase ancora interlocutoria del torneo, lontano dalla pressione che caratterizza il rush finale.

Il successo brillante ottenuto a Caltanissetta aveva generato l'illusione di una squadra trasformata in macchina da guerra, capace di imporre la propria superiorità in ogni circostanza. Da quel momento, tuttavia, la traiettoria amaranto ha imboccato progressivamente una curva discendente, prima sul piano delle prestazioni tecniche, poi su quello dei risultati concreti. Nel momento cruciale per raccogliere i frutti del lavoro svolto, i meccanismi hanno iniziato a mostrare crepe, fino alla recente vittoria contro la Sancataldese che potrebbe rappresentare l'inizio di una nuova fase.

Le ultime otto giornate serviranno eventualmente a dimostrare se il calo registrato sia stato una coincidenza legata a un fisiologico momento di difficoltà. La classifica attuale vede la Reggina con tre formazioni davanti: il distacco è di tre punti dal Savoia e dalla Nuova Igea Virtus, mentre l'Athletic Palermo, nuova capolista, dista quattro lunghezze.

La matematica offre ancora margini, ma stretti. Con ventiquattro punti ancora in palio, nemmeno un en plein di otto vittorie consecutive garantirebbe la promozione. Tuttavia, un simile percorso netto aumenterebbe considerevolmente le probabilità, considerando che il calendario prevede ancora scontri diretti decisivi tra le rivali: Savoia-Nuova Igea Virtus alla terzultima giornata e Athletic Palermo-Savoia alla penultima. Il 22 marzo, inoltre, è in programma Nissa-Athletic Palermo, con i nisseni attualmente appaiati agli amaranto in classifica.

Dalla ripresa del campionato, la Reggina si trova di fronte a una competizione che assume i connotati di un torneo a eliminazione diretta. Il calendario presenta subito il primo banco di prova: il 15 marzo la trasferta di Barcellona Pozzo di Gotto, seguita il 29 marzo dalla sfida casalinga contro il Palermo. Un solo passo falso potrebbe compromettere definitivamente le aspirazioni di vittoria finale, senza che vi sia margine per recriminazioni: fino a questo momento, il campionato ha concesso alla Reggina numerose opportunità.

La posizione attuale in classifica è figlia di precise responsabilità. La squadra ha sostanzialmente regalato un terzo del torneo alle concorrenti e non è riuscita a prevalere in nessuno dei confronti chiave: lo scontro diretto con il Savoia, il derby contro il Messina e la prova deludente di Lamezia hanno segnato momenti di flessione determinanti.

Un elemento aggravante riguarda la natura delle avversarie: formazioni prive della tradizione, del blasone e del bacino d'utenza paragonabili a quelli amaranto. Questa disparità genera differenti livelli di pressione sulle squadre coinvolte, aumentando paradossalmente il coefficiente di difficoltà per chi porta il peso di aspettative maggiori.

La consapevolezza della situazione storica acuisce l'amarezza del momento, ma rappresenta anche un elemento da metabolizzare rapidamente. Il focus deve rimanere sull'attualità: le partite si giocano sul campo e non si vincono con i blasoni riportati negli almanacchi. Le prossime otto giornate diranno se la Reggina possiede davvero la mentalità vincente necessaria per coronare una stagione iniziata con ben altre ambizioni. Il tempo delle illusioni è finito: ora serve concretezza.

Sezione: Serie D / Data: Sab 07 marzo 2026 alle 11:45
Autore: Anna Laura Giannini
vedi letture