Il Tribunale Federale Nazionale ha ufficialmente reso note le motivazioni relative al provvedimento che comporta una penalizzazione di venti punti in classifica per il Messina, oltre a una squalifica di due anni inflitta all'ex presidente Stefano Alaimo. L'organo di giustizia sportiva si è pronunciato in merito a una complessa vicenda societaria e amministrativa, analizzando nei dettagli l'evoluzione delle vicende del club e le conseguenze regolamentari derivanti dal cambio di proprietà avvenuto nei mesi scorsi.

La ricostruzione giuridica evidenzia come la nuova entità societaria, costituitasi dopo la messa in liquidazione della precedente gestione e l'assegnazione del titolo sportivo tramite la procedura federale prevista dalle norme organizzative interne, subentri non soltanto nei benefici tecnici e nell'anzianità di affiliazione, ma anche nella posizione competitiva globale della squadra, che comprende inevitabilmente i risultati maturati sul campo, i debiti pregressi e le sanzioni pendenti.

Nel corso dell'iter procedurale è emerso che le pratiche di tesseramento dei calciatori e l'iscrizione al campionato erano state sottoscritte dall'allora presidente Stefano Alaimo in un periodo in cui lo stesso risultava destinatario di un provvedimento di inibizione temporanea. Tale circostanza ha reso irregolari le posizioni dei tesserati impiegati nel corso della stagione, dato che gli atti compiuti da soggetti squalificati risultano privi di effetto giuridico all'interno dell'ordinamento federale.

I giudici hanno sottolineato che la nuova proprietà, pur essendo subentrata in un momento successivo, aveva il dovere di effettuare verifiche accurate e approfondite sulla regolarità della documentazione e sullo status dei singoli atleti. La giurisprudenza sportiva impone infatti un rigoroso rispetto della diligenza e della conoscibilità delle norme federali, escludendo che la semplice buona fede possa sanare vizî originari derivanti da procedure viziate in partenza.

Nonostante la gravità delle violazioni riscontrate e la rilevante entità delle condotte contestate, il collegio giudicante ha ritenuto opportuno applicare criteri di equità e proporzionalità nella determinazione della sanzione finale. Richiamando i precedenti orientamenti delle sezioni unite, è stata operata una significativa mitigazione rispetto alla richiesta iniziale della Procura Federale, tenendo conto del fatto che il campionato di riferimento risulta ormai concluso e che la penalizzazione assume prevalentemente una valenza afflittiva.

La decisione finale ha così confermato i venti punti di penalizzazione per la società e la pesante sanzione nei confronti dell'ex massimo dirigente, ribadendo con fermezza che la continuità del titolo sportivo trascina inevitabilmente con sé l'intera eredità agonistica, amministrativa e disciplinare della precedente gestione.

Sezione: Eccellenza / Data: Sab 07 novembre 2026 alle 11:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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