Alle difficoltà di rendimento sul campo, per il Trapani si aggiunge ora una crisi che investe l'impianto di gioco. Nella giornata di venerdì 6 novembre il Libero Consorzio di Trapani ha notificato alla società granata la Determina n. 301, un provvedimento che impone di lasciare lo stadio Provinciale entro martedì 10 novembre. L'atto, secondo quanto riferito dal club, vieta anche lo svolgimento della gara casalinga contro l'Athletic Club Palermo, in programma domenica 15 novembre, e prospetta il cambio delle serrature con l'intervento della forza pubblica.

Il documento è stato inoltrato dal Consorzio a Prefettura, Questura, Federazione e Lega, oltre che alla stessa società palermitana, avversaria dei trapanesi nel prossimo turno interno.

Nel comunicato ufficiale diffuso in serata, il Trapani colloca la vicenda all'interno di una disputa giudiziaria già avviata. Una settimana fa, afferma la società, il Tribunale di Trapani ha respinto la richiesta di sfratto avanzata dal Consorzio, condannandolo al pagamento delle spese. Secondo la sentenza richiamata dal club, il rapporto tra le parti è un contratto di concessione e non un affitto, e il verbale di consegna prevede il rinnovo. Per i granata, l'ente starebbe ora tentando di ottenere con un atto amministrativo ciò che non ha ottenuto in aula.

Il club contesta poi il contenuto della Determina su più fronti. Il primo riguarda la proroga della concessione: il 3 giugno 2025, ricorda la società, il Consorzio aveva scritto, con la firma dei propri funzionari, di essere disponibile a prorogarla "fino al 19/02/2027". Nel provvedimento di oggi, sostiene il Trapani, quella lettera non compare più e si afferma che nessuna proroga sia mai stata concessa. La società parla di affermazione falsa e annuncia che la smentirà documenti alla mano.

Il secondo fronte è quello dell'utilizzo dell'impianto nei mesi scorsi. Da fine febbraio fino al termine della stagione, riferisce il club, il Trapani ha disputato nello stadio tutte le gare casalinghe, mentre il rappresentante del Consorzio sedeva al tavolo della Questura e approvava i piani di sicurezza di ogni partita. Ora, osserva la società, gli stessi uffici sosterrebbero che in quel periodo lo stadio fosse occupato "senza titolo". Il Trapani ricorda inoltre di aver ricostruito l'impianto con quasi due milioni di euro, documentati fattura per fattura.

Infine, la società rileva che la Determina non indica alcun pericolo per la struttura né alcun rischio accertato da chi si occupa di sicurezza: l'unica urgenza individuata sarebbe la partita del 15 novembre.

Diffida, ricorso e presenza in stadio

Sul piano operativo, il club ha già definito la propria strategia. Nel comunicato si legge: "Abbiamo diffidato il Consorzio a ritirare l'atto entro domenica alle 12. Lunedì depositeremo il ricorso al TAR, con richiesta di sospensione urgente."

Per la mattina di martedì 10 novembre, data fissata per il rilascio dell'impianto, la società annuncia la propria presenza sul posto: "Martedì 10 novembre, alle 9:30, saremo allo Stadio Provinciale: tutta la società, con il Presidente in testa. Il Consorzio non ha alcun diritto di fare quello che pretende di fare. Diffidiamo il Libero Consorzio, e chiunque agisca per suo conto, dal mettere piede nell'impianto e dal toccare serrature, ingressi e beni della società prima che un giudice si sia pronunciato. Ogni forzatura sarà denunciata, e chi l'avrà ordinata o eseguita ne risponderà personalmente. Chiederemo al Questore la presenza della Polizia di Stato e della DIGOS: vogliamo che tutto avvenga sotto gli occhi dello Stato".

La dirigenza ha rivolto un invito diretto anche alla tifoseria: "Chiamiamo la nostra gente. Martedì 10 novembre, dalle 9:30, vi chiedo di esserci davanti allo Stadio Provinciale, e di venire in tanti, con i colori granata, e senza un solo gesto fuori posto: la nostra forza è esserci tutti, a viso aperto. Trapani vedrà con i suoi occhi chi difende il Trapani Calcio e chi lo vuole fuori dal suo stadio".

Parallelamente, nella stessa giornata di venerdì il Trapani ha inviato un'istanza formale all'Assessore regionale delle Autonomie locali e della Funzione pubblica della Regione Siciliana, autorità che vigila sui Liberi Consorzi. Al documento la società ha allegato la lettera del 3 giugno 2025 sulla proroga fino al 19 febbraio 2027, la nota del 22 gennaio 2025 con cui un dirigente del Consorzio avviava il conguaglio dei lavori sul canone, la nota del 1° giugno 2026 nella quale il club veniva ancora definito "concessionaria", la sentenza del Tribunale e la Determina odierna.

Alla Regione il club chiede di acquisire dal Consorzio tutti gli atti relativi allo stadio e di verificare per quale ragione la Determina 301 cancelli la proroga redatta dagli stessi uffici, e come sia possibile annunciare un procedimento di rinnovo e, nello stesso foglio, disporre il rilascio dell'impianto. La società domanda inoltre l'apertura di un tavolo istituzionale e, qualora le verifiche confermassero quanto emerge dai documenti, l'esercizio dei poteri di vigilanza previsti dalla legge, fino alla nomina di un commissario.

Il Trapani avverte infine che atti di questo genere espongono l'ente a cause e risarcimenti milionari, a carico di risorse pubbliche, e alimentano tensioni in città. Il club ha annunciato che la vicenda sarà segnalata anche alla Corte dei conti, perché il conto non ricada su chi vive a Trapani.

La partita contro l'Athletic Club Palermo resta fissata per domenica 15 novembre. Nei prossimi giorni saranno decisivi la scadenza della diffida, il ricorso al TAR e la mattinata di martedì davanti ai cancelli del Provinciale.

Sezione: Serie D / Data: Ven 06 novembre 2026 alle 19:15
Autore: Antonio Sala
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