Carlo Gioielli non ha bisogno di presentazioni. Per tanti anni è stato il 10 per eccellenza in Campania, il fantasista buono per tutte le stagioni e da preservare in teca al fianco di tanti mostri sacri che hanno fatto la storia del calcio regionale. Oggi, a 39 anni, è più semplicemente lo zio di Francesco, un altro elemento che ha ripreso il volo verso il professionismo dopo una stagione straordinaria all'Afragolese (in realtà aveva già accumulato qualche panchina in serie A col Napoli). Si sbaglia però chi pensa che il suo percorso sia finito qui. Il suo desiderio è ancora quello di divertirsi e di sentirsi leader, e anche per questo il gruppo dell'Equipe Campania di stanza a Quarto lo ha accolto con tutti gli onori. 

"Adesso sono in attesa di capire se continuare col Quarto Calcio 1968, l'altra squadra cittadina, dopo l'ultimo campionato insieme in Prima Categoria - premette -. C'è anche l'ipotesi di un ripescaggio in Promozione, vedremo. Sono arrivato a dicembre e ho totalizzato sei gol. Complessivamente è stata una annata positiva, peccato per la finale play-off persa con la Folgore Cappella. Nonostante la categoria, abbiamo incontrato avversari molto attrezzati e con giocatori importanti in rosa. Diciamo che il nostro girone di Prima Categoria ha messo in evidenza una buona qualità. Il mio futuro? Per motivi personali, non ho più la possibilità di fare l'Eccellenza, non potendo più essere libero il pomeriggio ed essendo costretto ad allenarmi solo la sera. Ma va bene così". 

"Venire all'Equipe Campania è un piacere e un dovere -  continua -. Faccio parte dal primo giorno di questo progetto e non potevo mancare nemmeno quest'anno. Tornare qui è sempre emozionante e stimolante come la prima volta, Antonio Trovato conosce bene questi miei sentimenti".

"L'obbligo di tre under in Eccellenza? Io nel 2005-06 ho iniziato da fuori quota ad Altamura e venendo impiegato da trequartista - ricorda -. Questo significa che quella chance me l'ero guadagnata e non c'erano i vincoli assurdi di oggi. Giusta la battaglia dell'Aic e di Antonio a favore della meritocrazia". 

"Mio nipote Francesco Gioielli? Sono molto orgoglioso di lui - chiude -. Mi dispiace solo che il Napoli non è riuscito a valorizzarlo come meritava. Dopo un bella annata ad Afragola è finalmente arrivata la serie C col Monopoli. Mi auguro adesso che possa riconfermarsi e crescere ancora. Tatticamente siamo diversi perché io sono sempre stato un classico trequartista, lui è una mezz'ala. Ma ha anche lui il fiuto del gol e questo ci accomuna". 

Sezione: Esclusiva NC / Data: Mar 14 luglio 2026 alle 15:50
Autore: Stefano Sica
vedi letture