Vincenzo Maiuri ha scelto di tornare a parlare della dolorosa eliminazione subita dal suo Audace Cerignola per mano del Crotone, visitando lo studio di Stadio Aperto su Telesveva. Il tecnico ha voluto anzitutto indirizzare gratitudine verso tutti coloro che hanno contribuito al percorso compiuto nella stagione appena conclusa, allargando lo sguardo ben oltre la sua figura personale.
«Desidero ringraziare per i complimenti, che condivido pienamente con l'intero nucleo di lavoro, lo staff tecnico, i calciatori, la dirigenza e ovviamente la base tifosale» ha dichiarato Maiuri. «Nel momento in cui abbiamo affrontato difficoltà significative, i tifosi sono rimasti costantemente al nostro fianco, senza mai farci sentire come se fossimo all'altezza inferiore delle aspettative».
La permanenza di Maiuri sulla panchina gialloblù, durante quei mesi iniziali pieni di risultati negativi consecutivi, rappresenta un episodio non frequente nel panorama calcistico italiano. Un aspetto che ha lasciato un'impronta profonda nel tecnico.
«Che valore attribuisco a questo gesto della società, a questa fiducia dimostrata nei momenti in cui le cose non giravano come sperato? È qualcosa che mi riempie veramente di orgoglio» ha proseguito Maiuri con tono riflessivo. «Nel nostro paese, quando arrivano le difficoltà, è uso comune cercare rapidamente un cambio in panchina. Io avrò sempre una profonda riconoscenza verso questa società per la visione che hanno avuto nei confronti del mio operato. Certamente in quelle cinque gare iniziali c'è stata anche sfortuna, ma la vera gratitudine va rivolta alla squadra che, mediante il capitano Martinelli in primis, ha espresso un atteggiamento costantemente positivo verso di me».
Il recupero è stato netto e misurabile dai numeri. Dopo la fase problematica iniziale, il gruppo ha trovato una stabilità che ha proseguito nella seconda parte del torneo.
«Nel ritorno abbiamo complessivamente raccimolato trenta punti. Nonostante cinque sconfitte consecutive in trasferta, alcune delle quali sicuramente non meritate dal punto di vista tecnico, queste fanno parte di un evoluzione progressiva di una squadra che abbiamo dovuto quasi completamente ridefinire, soprattutto durante il mercato di gennaio» racconta Maiuri. «C'è stato un percorso di crescita condiviso, e questo è l'aspetto più significativo».
Il contratto di Maiuri ha una durata di un anno ancora da sviluppare, ma il momento delle lacrime post-eliminazione ha alimentato interpretazioni circa un possibile addio. Il tecnico ha voluto fare chiarezza sui suoi sentimenti in quella circostanza.
«Quelle lacrime sono scaturite in maniera completamente naturale» spiega Maiuri, tornando su quel momento cruciale. «Erano l'espressione di una voglia condivisa, non solo personale, ma di tutta la squadra e dell'ambiente circostante, di proseguire il cammino e di spingerci verso il massimo della capacità. Quando ci si relaziona con un gruppo di lavoro, prima di uno scontro competitivo, dentro gli spogliatoi e fuori, si parla, si osservano gli sguardi, si percepisce l'atteggiamento di chi indossa quella maglia e il desiderio autentico di ottenere un risultato positivo. È naturale che, qualora il proposito non riesca a concretizzarsi, emerga un'ondata emotiva conseguente».
La sincerità emotiva rappresenta per Maiuri un elemento fondamentale della sua personalità professionale.
«Io sono conformato in questo modo e apprezzo davvero questo mio aspetto caratteriale poiché emerge in maniera autentica» continua. «Per quanto concerne la questione della società, ho avuto possibilità di confrontarmi con coloro che potrebbero diventare i prossimi proprietari dell'Audace. È evidente che sarà necessario approfondire con attenzione ogni singolo aspetto. L'emozione che ho manifestato al termine della partita non rappresentava un saluto alla tifoseria, tutt'altro. Ho comunicato ai potenziali nuovi soci che devono impegnarsi con forza nel mantenimento del maggior numero possibile di elementi di questa rosa, perché la continuità dal punto di vista lavorativo rimane fondamentale ed è il pilastro su cui costruire il prosieguo».
La visione di Maiuri sulla ricostruzione del progetto è pragmatica e consapevole delle difficoltà operative.
«Riprogrammare interamente la squadra, stravolgendo la composizione, rappresenta una sfida molto più ardua» osserva il tecnico. «Per questo motivo ritengo essenziale preservare l'impianto costruito».
La figura di Elio Di Toro, il direttore sportivo, acquista ulteriore rilievo in questa prospettiva futura. Il suo contratto è in scadenza e la sua permanenza rappresenta un elemento cruciale.
«Elio ha compreso gesti di straordinaria importanza per il nostro cammino. È un individuo che, oltre a essere un direttore di eccezionale competenza, possiede valori caratteriali rari e pregevoli» dice Maiuri con stima evidente. «Si trova in una fase terminale contrattuale e rappresenta la pietra angolare per un'evoluzione continuativa del progetto e vincente, rispetto agli obiettivi che verranno stabiliti. È chiaro che il successo può manifestarsi in molteplici forme: può significare anche per una squadra che si prefigge la permanenza raggiungerla effettivamente».
L'attesa per gli sviluppi della transizione societaria mantiene un'atmosfera di serenità nel gruppo.
«Rimaniamo in uno stato di osservazione attenta verso come evolvono le dinamiche, con fiducia consolidata perché siamo consapevoli che chi sta per assumere il controllo dell'Audace Cerignola sono soggetti seri, originari dalla comunità locale, che nutrono una preoccupazione genuina per le fortune della loro squadra» conclude Maiuri. «Occorre fornire loro lo spazio temporale necessario anche per articolare valutazioni relative alla componente tecnico-gestionale del progetto».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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