Evoluzioni importanti nell'ambito del procedimento giudiziario relativo alle presunte azioni estorsive messe in atto nei confronti dell'ex patron del Foggia Calcio, Nicola Canonico.

Nel corso dell'ultima seduta dibattimentale tenutasi presso il Tribunale foggiano, sono state acquisite le deposizioni di due collaboratori di giustizia, Matteo Pettinicchio e Giuseppe Francavilla.

I due testi sono stati chiamati dall'accusa per far luce sulla cornice criminale in cui sarebbero maturate le gravi condotte intimidatorie dirette ai danni della famiglia del dirigente.

La posizione al vaglio dei giudici è quella del quarantanovenne locale Danilo Mustaccioli, in stato di custodia cautelare dalla primavera del 2025.

L'imputato deve difendersi dall'accusa di concorso in tentata estorsione con l'aggravante del metodo mafioso verso Canonico, oltre che da addebiti inerenti alle armi, ai danneggiamenti e agli incendi.

Assistito dall'avvocato Massimo Garruto, l'uomo nega con fermezza qualsiasi addebito o partecipazione ai fatti contestati.

Durante il dibattimento, l'ex esponente del clan Li Bergolis, Matteo Pettinicchio, ha riferito di aver conosciuto Mustaccioli in carcere senza però averlo mai identificato come affiliato alle organizzazioni mafiose.

Il pentito ha invece richiamato il profilo di Marco Lombardi quale elemento legato al gruppo di Emiliano Francavilla, citando anche presunti attriti sfociati in progetti di ritorsione poi sfumati.

Sulla stessa linea le dichiarazioni dell'altro collaboratore Giuseppe Francavilla, ex figura apicale del gruppo Sinesi-Francavilla, il quale ha confermato di aver condiviso un periodo di reclusione con Lombardi tra il 2014 e il 2015.

La difesa ha posto l'accento sul fatto che nessuna delle due figure abbia inserito il nome di Mustaccioli all'interno delle dinamiche dei clan egemoni.

L'intera struttura investigativa coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia mira a dimostrare l'esistenza di un piano volto a costringere Nicola Canonico ad abbandonare la società rossonera.

Secondo gli inquirenti, la strategia sarebbe proceduta su due binari paralleli: da un lato la contestazione digitale sui canali social, dall'altro una scia di atti violenti sul territorio.

Nel fascicolo sono confluite le sparatorie contro l'auto del calciatore Davide Di Pasquale nel giugno 2023 e la bomba esplosa nel gennaio 2024 ai danni del veicolo di Emanuele Canonico, figlio del presidente e dirigente del club.

A questo quadro si sommano i successivi roghi e tentati incendi compiuti a marzo 2024 contro le autovetture di un sostenitore ultras e dei dirigenti Giuseppe Severo e Vincenzo Milillo.

Tra gli elementi chiave presentati dall'accusa figura un'intercettazione dell'11 marzo 2024 tra Mustaccioli e Fabio Delli Carri durante alcuni sopralluoghi operativi.

Nello scambio di battute, il primo avrebbe espresso la necessità di adeguare al rialzo il compenso economico per l'esecuzione del danneggiamento, elemento che per la Dda ne certificherebbe il coinvolgimento.

Di contro, l'avvocato Garruto legge in maniera opposta i riscontri processuali e le informative di polizia, sostenendo come la richiesta di cifre superiori abbia portato al suo definitivo allontanamento dal piano.

La rinuncia alle azioni violente e la decisione del Lombardi di virare su un altro soggetto per l'esecuzione, secondo il legale, escluderebbero la configurabilità dei reati addebitati a Mustaccioli.

La vicenda ha già registrato un capitolo cruciale con il giudizio abbreviato per altri tre coinvolti: Marco Lombardi ha incassato 7 anni, 2 mesi e 20 giorni, Massimiliano Russo 5 anni e 6 mesi, mentre Fabio Delli Carri è stato condannato a 5 anni e 10 mesi.

Il processo ordinario a carico di Mustaccioli prosegue ora a Foggia per definire le singole responsabilità e fare piena luce sulle pressioni ai vertici del Foggia Calcio.

Sezione: Serie C / Data: Ven 25 settembre 2026 alle 15:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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