Analisi profonda e senza peli sulla lingua quella rilasciata dal presidente del Brian Lignano, Zeno Roma, intervenuto nel corso della recente puntata del programma “Terzo Tempo”. Il numero uno della società friulana ha voluto fare chiarezza sul momento delicato attraversato dalla squadra, spiegando le ragioni del cambio di guida tecnica e tracciando le prospettive future tra mercato e ambizioni di classifica.

In primo luogo, il patron si è soffermato sul profilo prescelto per accomodarsi sulla panchina della prima squadra, delineando i motivi che hanno spinto la dirigenza verso una decisione audace. «La nuova guida tecnica è Emanuele Busetto. Parliamo di un allenatore estremamente giovane, con cui abbiamo ripreso il filo dal punto da cui ci eravamo mossi in passato. Non possiede una vasta esperienza in panchina, avendo guidato l'Adriese per qualche mese nel corso dell'ultima stagione, ma vanta un passato da calciatore di ottimo livello. Ci ha convinti fin da subito e siamo pronti a ripartire. Cercare soluzioni non convenzionali fa parte a tutti gli effetti del nostro dna. Puntare su un profilo di grande esperienza sarebbe stata la scelta più logica e sul tavolo c'erano diversi nomi, tuttavia nessuno di questi riusciva a convincermi fino in fondo; una figura del genere avrebbe magari iniziato a pretendere modifiche sostanziali alla rosa o ad avanzare pretese di grandi stravolgimenti. Abbiamo virato su un profilo giovane, caratterizzato da grande entusiasmo e da una profonda conoscenza della materia calcistica. Si tratta di un ragazzo che studia moltissimo il calcio, con un approccio che ricorda molto lo stile di Moras. Questo aspetto ci ha conquistati: si presenta da noi con estrema umiltà e senza pretese elevate. Ho percepito in lui una determinazione fortissima nel venire qui. Chiaramente si tratta di una scommessa, dato che il ragazzo non ha un bagaglio di esperienza enorme, ma avevamo grandissime motivazioni per compiere questo passo».

Successivamente, il massimo dirigente ha analizzato l'andamento del campionato e le cause che hanno condotto all'esonero del precedente allenatore. «Nel momento in cui si sono giocate soltanto quattro giornate, con ancora trenta sfide a disposizione, non si può affatto parlare di crisi. È innegabile però che ci siano stati segnali chiari sul fatto che qualcosa non stesse funzionando nel verso giusto. Sono stati commessi degli sbagli, altrimenti non avremmo mai maturato la scelta di sostituire la guida tecnica. Bedin mi aveva contagiato sul piano umano con la sua carica e il suo curriculum mi faceva ben sperare. Non riesco a darmi una spiegazione sul perché le cose siano andate in questo modo, ma ciò che ho visto sul campo mi ha fatto preoccupare moltissimo, evidenziando un'involuzione netta sia nella squadra che nel gioco espresso. Nel corso del precampionato avevamo fatto bene, giocando ottime gare sia nelle amichevoli che in coppa, e persino all'esordio in campionato avremmo meritato il successo. Sinceramente non riesco a comprendere perché a Bolzano si sia vista una squadra fantasma: non ho scorto un'idea, non ho visto assolutamente nulla. A San Donà, se possibile, abbiamo fatto ancora peggio. Da parte nostra c'è massima calma, ma confrontandomi con i miei collaboratori mi sono reso conto che non c'erano i margini per proseguire. Non me la sono sentita di andare avanti con Bedin; quando viene meno la convinzione in un progetto, io preferisco fermarmi. Vedremo dove saremo posizionati a fine campionato, ma non credo proprio che occuperemo la posizione attuale».

Ampio spazio è stato poi dedicato al valore effettivo dell'organico allestito per la stagione in corso, oltre che alle mosse di riparazione da effettuare a breve sul fronte calciomercato. «Durante l'estate abbiamo trattenuto elementi che vantavano richieste decisamente importanti. È venuta a mancare la guida tecnica e ci sono state delle variazioni, tanto che avverto la mancanza di alcuni calciatori che non fanno più parte del gruppo. Ciononostante, gli elementi che sono arrivati per sostituirli non sono affatto inferiori. Sono convinto di disporre di una rosa leggermente superiore sia sotto il profilo tecnico che su quello fisico rispetto a quella della passata stagione, con i senatori che danno davvero tutto per questa maglia. Nell'ultimo turno abbiamo affrontato l'Union Clodiense, che è una compagine davvero forte, e siamo stati eroici a chiudere la prima frazione di gara sul punteggio di 2-2. Purtroppo il paragone con Moras si farà, visto il segno profondo che ha lasciato qui da noi. Va detto oggettivamente che siamo un gruppo molto giovane e l'esperienza in determinati contesti diventa fondamentale. Nella sfida contro la Clodiense abbiamo cercato di proporre gioco senza ricorrere ai lanci lunghi; ritengo che questa sia la strada corretta da seguire e vedremo cosa saprà proporre Busetto. Ad ogni modo siamo consapevoli di avere qualche lacuna, sia nella corsia di sinistra che in mezzo al campo, motivo per cui interverremo opportunamente sul mercato».

In conclusione, la chiosa del patron è stata riservata a una nota di polemica riguardo alle vicende extra-campo che hanno condizionato il recente cammino della società. «I sei punti di penalizzazione li metto davanti a qualsiasi altra considerazione: si è trattato di un'ingiustizia palese ed è una vicenda che ancora oggi mi irrita profondamente. Se mi trovassi a dover scegliere tra l'avere sei punti in più nella classifica attuale e quelli che ci sono stati sottratti l'anno scorso, sceglierei senza esitazione quelli della passata stagione. Io il campionato l'ho concluso al quarto posto, non certamente all'ottavo».

Sezione: Serie D / Data: Gio 24 settembre 2026 alle 20:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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