Il Chieti incassa un altro colpo durissimo in questa stagione tribolata, uscendo sconfitto dalla trasferta di Castelfidardo e vedendo complicarsi ulteriormente il proprio cammino nel girone F. La squadra neroverde non è riuscita a dare continuità ai segnali di ripresa, scivolando in una situazione di classifica che ora impone un cambio di marcia immediato in vista delle prossime sfide contro Recanatese e Ostiamare.
Al termine dell'incontro, il tecnico Del Zotti ha espresso tutto il proprio sconforto per un risultato che punisce oltremodo i suoi uomini, ma soprattutto per non aver regalato una gioia alla numerosa tifoseria al seguito. «Dispiace perché anche oggi Chieti come piazza ha dimostrato di essere qualcosa di più di questa categoria. Non averli ripagati in campo ci lascia ancora di più il rammarico per il risultato» ha dichiarato l'allenatore ai microfoni di TVSei.
L'analisi tattica del match evidenzia un approccio poco convinto che ha condizionato l'intera gara, nonostante una reazione veemente nella seconda parte della sfida. Il mister ha puntato il dito sull'atteggiamento iniziale della squadra, rea di aver concesso troppo spazio ai padroni di casa nelle battute d'apertura.
«Dispiace per aver regalato i primi 15-20 minuti, che poi ci hanno compromesso tutto il resto. Dovevamo essere quelli visti dalla mezz’ora in poi, ovvero un po’ più arrembanti, un po’ più aggressivi e capaci di andare dritti al sodo per affondare e chiudere l’azione» ha spiegato Del Zotti, rammaricandosi per la mancanza di concretezza negli ultimi sedici metri.
Il problema principale della compagine teatina sembra essere proprio la finalizzazione, un limite che sta pesando come un macigno sull'economia del campionato. La squadra produce gioco e occasioni, ma fatica terribilmente a trovare la via della rete nei momenti decisivi.
«Purtroppo ci troviamo in un momento in cui, fortunatamente, riusciamo a creare tante situazioni pericolose, però puntualmente non riusciamo a chiuderle e questo poi incide inevitabilmente sul verdetto finale della gara» ha ammesso con onestà il tecnico neroverde, analizzando le difficoltà realizzative dei suoi attaccanti.
Nonostante il distacco dal Sora sia superiore agli otto punti e con l'ombra di una penalizzazione imminente, l'allenatore non vuole sentire parlare di una salvezza ormai compromessa o di una squadra già rassegnata al peggio. Il messaggio lanciato allo spogliatoio e all'ambiente è di totale resistenza.
«Assolutamente no, non deve passare questo messaggio. Altrimenti già prima della gara ci saremmo dati per vinti. Nonostante le assenze di quattro titolari e le difficoltà, gli alibi non ci devono caratterizzare e non sono questi che ci devono portare avanti» ha ribadito con forza Del Zotti, scacciando ogni tentazione di resa anticipata.
La spinta per l'impresa deve arrivare proprio dal legame viscerale con la città e con chi non smette mai di incitare la maglia, anche nei momenti più bui di una trasferta amara. La speranza resta accesa finché la matematica non emetterà la sua sentenza definitiva.
«Lo spirito deve essere quello di lottare fino a quando la matematica non ci condanna. Finché c’è un briciolo di speranza dobbiamo portarla avanti, e la forza ce la devono dare queste persone che oggi hanno fatto tanti chilometri per sostenerci» ha proseguito il mister, visibilmente toccato dal calore del pubblico.
In chiusura, Del Zotti è tornato a sottolineare come il peso della sconfitta sia moltiplicato dal senso di responsabilità verso la piazza. Il rapporto tra squadra e tifosi resta l'unico punto fermo da cui ripartire per tentare un miracolo sportivo che appare difficile ma non impossibile.
«L’immagine di fine gara è dovuta solo al dispiacere di non aver regalato una gioia a chi ci sta sostenendo oltre tutto e tutti. Se una sconfitta già pesa tanto a noi, ci pesa il triplo perché sappiamo quanto la nostra gente ci tenga a questi colori» ha concluso l'allenatore del Chieti.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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