Il valzer delle panchine in casa NovaRomentin registra un nuovo, clamoroso capitolo. Giuliano Melosi ha lasciato l'incarico di allenatore della prima squadra dopo aver guidato il team in una sola occasione ufficiale. Un'avventura lampo, conclusa nel giro di pochissimi giorni e destinata a entrare negli annali come una delle esperienze più brevi della stagione calcistica piemontese.
La rottura è arrivata all'indomani della sconfitta subita contro il Chisola, match che evidentemente ha convinto la dirigenza della necessità di un ulteriore cambio di direzione. La società ha formalizzato la separazione esprimendo gratitudine a Melosi per la collaborazione prestata, pur nella brevità del mandato, e ha immediatamente ufficializzato il nome del successore.
A riprendersi le redini tecniche della squadra sarà Marco Molluso, figura già nota nell'ambiente NovaRomentin e chiamato a quello che rappresenta, di fatto, un clamoroso ritorno. Una nomina che appare dettata dall'urgenza del momento e dalla necessità di affidarsi a un profilo capace di inserirsi rapidamente nelle dinamiche dello spogliatoio.
Il calendario non concede respiro. Domenica prossima, infatti, la NovaRomentin affronterà la Lavagnese in trasferta, in una gara che assume contorni cruciali per le ambizioni di permanenza nella categoria. La classifica non lascia margini di errore e l'appuntamento ligure viene percepito internamente come un vero e proprio snodo dell'intera annata sportiva.
È proprio in vista di questo impegno che la dirigenza ha optato per il dietrofront, scegliendo di riportare in panchina un tecnico che già conosce dinamiche interne, caratteristiche dei giocatori e pressioni dell'ambiente. L'obiettivo dichiarato è ottenere una risposta immediata, tanto sul piano dei risultati quanto su quello della coesione del gruppo.
Per Melosi si chiude quindi un'esperienza professionale atipica, segnata dall'impossibilità concreta di lasciare un'impronta. Il tecnico non ha avuto il tempo di sviluppare un progetto né di incidere sugli equilibri tattici e psicologici della squadra. La sua permanenza è stata troppo breve persino per permettere una valutazione approfondita del suo operato.
Questo continuo avvicendamento in panchina fotografa con nitidezza lo stato di tensione che attraversa il club piemontese. La stagione si sta rivelando particolarmente travagliata e le scelte tecniche appaiono sempre più condizionate dall'emergenza e dalla ricerca spasmodica di soluzioni rapide.
Ora la palla passa a Molluso, chiamato a un compito tutt'altro che semplice: ricompattare un gruppo provato dai risultati altalenanti e dagli scossoni organizzativi, e soprattutto trovare la chiave tattica e motivazionale per affrontare al meglio una sfida dalla quale potrebbe dipendere buona parte del futuro sportivo della NovaRomentin.
La trasferta di Lavagnese rappresenta quindi un banco di prova immediato per il tecnico reinserito e per l'intera compagine piemontese. Una partita da dentro o fuori, nella quale servirà dimostrare carattere, lucidità e capacità di reazione. Il margine d'errore è ridotto ai minimi termini e ogni punto conquistato potrebbe rivelarsi prezioso nella lotta per la salvezza.
La dirigenza ha scelto la strada della continuità interrotta, preferendo un volto noto alla scommessa su un profilo nuovo. Una decisione pragmatica, che punta sulla conoscenza reciproca e sull'assenza di tempi di adattamento. Resta da capire se questa scelta si rivelerà vincente o se rappresenterà soltanto l'ennesimo tentativo disperato di invertire una tendenza negativa.
La storia recente del club racconta di un periodo complicato, fatto di cambiamenti repentini e di risultati discontinui. In questo contesto, il ritorno di Molluso assume i connotati di un'ultima carta da giocare prima che la situazione diventi irreparabile. Il tempo stringe, la classifica incombe e la sfida di domenica si profila come un crocevia fondamentale per il prosieguo della stagione.
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