Il Real Forio si appresta a vivere una stagione storica, quella che segnerà il debutto nel campionato di Serie D dopo la trionfale cavalcata in Eccellenza. A tracciare la linea programmatica per il futuro del club biancoverde è Vito Manna, responsabile dell’area tecnica, che in una recente intervista rilasciata al quotidiano «Il Dispari» ha sottolineato l’importanza di strutturare al meglio ogni aspetto del sodalizio ischitano.
Manna parte proprio dai pilastri del progetto, confermando la piena sintonia con i vertici societari: «Grazie a Gaetano per l’invito e per essere sempre vicino al mondo biancoverde. È stato quasi un mese di festa meritato per quello che abbiamo fatto. Si è concluso questo periodo post season con la premiazione al Gran Galà del calcio dilettanti organizzato dall’AIC e dall’Equipe Campania: mister Sanchez alle-natore dell’anno e alcuni calciatori entrati nella top 11 e in altre classifiche. In questi giorni ci siamo seduti col presidente per riorganizzare l’assetto societario, perché la programmazione parte dall’organizzare prima di tutto la società».
Il dirigente biancoverde insiste sulla necessità di dare seguito al lavoro svolto negli anni precedenti, integrando le figure chiave per rendere il club più competitivo: «Il presidente ha voluto continuare con tre figure fondamentali: Antonio Milanese, che oltre a essere direttore generale è stato indicato anche come vicepresidente, uomo di fiducia del presidente Amato sul territorio. Poi abbiamo strutturato l’area sportiva con un responsabile dell’area tecnica che lavora a stretto contatto con il direttore sportivo Pisani e l’allenatore Carlo Sanchez».
Parlando delle prospettive tecniche e del mercato, Manna ammette che l’obiettivo primario è non stravolgere la base che ha vinto il campionato, ma apportare innesti mirati: «La riunione per quanto riguarda l’area tecnica l’abbiamo fatta con mister Sanchez e lavoriamo a stretto contatto con lui sulle scelte della rosa. Abbiamo piena sintonia. Il nostro obiettivo e di progetto tecnico è mantenere un’identità territoriale e di continuità rispetto agli anni passati. Questo va contemperato con la nuova categoria e con le difficoltà che sorgono sotto vari punti di vista: la logistica, il gioco degli under, l’organizzazione del reparto under. Stiamo facendo valutazioni su tutti questi aspetti».
Il responsabile tecnico non si nasconde di fronte alle insidie di un girone che si preannuncia estremamente complesso, citando l’esempio di realtà che hanno investito molto in passato: «La rosa manterrà identità territoriale e continuità rispetto all’anno scorso, ma ci sarà bisogno di innesti che possano reggere l’urto di una categoria superiore e di un girone tra i più difficili. Lo dico chiaramente: nel girone H squadre come il Pompei e le Sarnese, allestite con budget importanti, sono arrivate a giocarsi i playout, dove c’era anche l’Ischia. Il girone G può essere identificato in maniera diversa come ambiente, ma sono tutti gironi ed è un campionato completamente diverso. Dobbiamo fare scelte ponderate, che guardino all’interesse primario della società».
Uno dei temi più caldi, anche in ottica futura, è l’eventuale derby contro l’Ischia, che Manna analizza con grande entusiasmo, pur mantenendo il focus sulla realtà biancoverde: «Una cosa fantastica. Credo sia un risultato storico, non credo ci sia mai stato un derby in Serie D tra Ischia e Forio. Corona tutto quello che quest’anno è stato di straordinario. L’ipotesi di questo derby non può che far bene allo sport isolano, vedere una sfida del genere tra due tifoserie gemellate, tra società che hanno sempre avuto buoni rapporti. Ci sarà sempre la rivalità sportiva, ma io lo vedo come un evento incredibile, una festa sportiva che darà tante emozioni».
Manna riflette infine sull’emozione ancora viva del successo stagionale e sulla determinazione necessaria per la nuova avventura: «Il fischio finale del 18 aprile resterà per sempre. Quella festa, quelle emozioni resteranno per sempre. L’ho detto anche a tutti i ragazzi alla fine: il tempo passa, ognuno potrà fare delle scelte, forse qualcuno non ci incontreremo più, però fermiamo quella data al 18 aprile 2026 per sempre, tutti quanti. Per questo dobbiamo essere felici e orgogliosi di quello che abbiamo regalato a Forio e al calcio isolano. Ce lo portiamo dentro, ognuno di noi».
In chiusura, il dirigente sottolinea come l’approccio alla Serie D debba essere improntato alla prudenza e alla concretezza, senza cedere a facili entusiasmi: «Il fischio finale al 90esimo è un’emozione che porterò per sempre, è stata proprio come aprire un mondo inimmaginabile. Le parole di Vito Manna raccontano un Real Forio che ha imparato a camminare con la testa, legittimamente, vorrebbe ancora stare tra le nuvole del 18 aprile. È questa, forse, la cifra più interessante dell’intervista: la consapevolezza che la festa è finita e che la Serie D non si vince con l’entusiasmo dei tifosi, per quanto prezioso e trascinante sia stato. Manna lo dice senza giri di parole quando ricorda Pompei e Sarnese, squadre con budget importanti finite ai playout: un avvertimento alla piazza, ma anche a se stessi, contro la tentazione di vivere il prossimo campionato come la naturale prosecuzione del trionfo in Eccellenza. Sarà un’altra storia, e bisognerà saper soffrire».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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