C'è un tipo di stagione che non si misura soltanto con i gol segnati o i punti conquistati, ma con ciò che un calciatore riesce a costruire dentro sé stesso quando le cose non vanno come previsto. Vittorio Cuomo, attaccante classe 2002, ha vissuto proprio questo tipo di annata: un percorso accidentato, segnato da un infortunio e concluso con la retrocessione della sua squadra, ma anche un anno in cui ha trovato la forza di rialzarsi e di dimostrare, ancora una volta, il proprio valore.
Mancino naturale ma capace di utilizzare entrambi i piedi, Cuomo è un centravanti con caratteristiche fisiche e tecniche ben definite. La sua struttura gli permette di imporsi nel gioco aereo, di proteggere il pallone con efficacia e di fare da riferimento per i compagni nella costruzione della manovra offensiva. All'occorrenza può agire anche da esterno d'attacco, dote che amplia le possibilità tattiche per gli allenatori che decidono di puntare su di lui.
La sua carriera ha preso forma nelle giovanili del Positano, per poi proseguire con la Juve Stabia nel campionato Berretti. Negli anni successivi, Cuomo ha accumulato esperienza in una serie di club tra Eccellenza e Serie D — Sant'Aniello, Vico Equense, Gambatesa, Ilvamaddalena, Locri, Angolana e Turris Molise — costruendo un bagaglio tecnico e umano che lo ha reso un profilo capace di adattarsi a contesti e realtà differenti. L'ultima stagione lo ha visto militare nel Forulum, nel campionato di Eccellenza molisana.
A rendere l'annata ancora più complessa è stato un infortunio rimediato alla penultima giornata del campionato precedente, un ostacolo che avrebbe potuto compromettere non solo la preparazione estiva, ma anche la fiducia in sé stesso. Cuomo, però, ha scelto la strada della pazienza e del lavoro. «Sono contento prima di tutto per essermi ripreso dall'infortunio rimediato lo scorso campionato all'ultima giornata», ha dichiarato l'attaccante, sottolineando come quella guarigione rappresenti, al di là di tutto, il risultato più significativo della stagione.
Il rientro in campo non ha tardato a dare i propri frutti. Pur con uno spazio limitato a causa dello stop fisico, Cuomo è riuscito a lasciare il segno: «In poche partite sono riuscito a rimettermi in mostra con due gol e diversi assist». Numeri che, nel contesto di una stagione travagliata, assumono un peso specifico considerevole e testimoniano la sua capacità di incidere anche quando il tempo a disposizione è ridotto.
A fare da contraltare alla soddisfazione personale c'è però il dispiacere collettivo per come si è concluso il campionato. La retrocessione del Forulum ha lasciato una ferita profonda in tutto l'ambiente, e Cuomo non nasconde il rammarico. «Dispiace tantissimo per la retrocessione, che secondo me è immeritata», ha affermato, prendendo le difese di un gruppo che, a suo avviso, avrebbe meritato un epilogo diverso.
Le sue parole restituiscono anche la misura del legame costruito in pochi mesi con la società e con la piazza. «Auguro alla società di tornare dove merita, perché lo meritano lo staff e la piazza», ha aggiunto, prima di rivolgere un pensiero di gratitudine a chi gli ha accordato la propria fiducia: «Li ringrazio per avermi dato l'opportunità di giocare per questi colori».
Chiusa questa pagina, Cuomo riparte con una consapevolezza in più. La stagione al Forulum è stata dura, ma gli ha restituito continuità, fiducia e la conferma di poter competere ad alti livelli anche dopo un periodo difficile. A ventitré anni, con un curriculum già ricco di esperienze tra Eccellenza e Serie D e la maturità di chi ha saputo affrontare l'avversità senza perdere la bussola, l'attaccante campano si presenta al prossimo capitolo della propria carriera con le credenziali di chi ha ancora molto da dire.
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