Calma ed esperienza. Non sarà certo il pari interno contro il Progetto S.Elia a ridimensionare il Salerno. Ne è convinto capitan Giubilato convinto che domenica scorsa il pari sia sta un risultato ingiusto: “Eccezion fatta per i primi quindici minuti di sofferenza ritengo che abbiamo fornito una buona prestazione. Sicuramente meritavamo qualcosa in più. C'è rammarico per i due punti persi, ma fortunatamente gli altri non hanno vinto”. A tenere banco è ancora la questione tattica: le quattro punte insieme non hanno funzionato: “E' un po' come la vecchia storia della coperta. In fase offensiva abbiamo molte più soluzioni ma è logico che poi in difesa si soffra di più. Il problema è che su questo modulo abbiamo lavorato poco. Credo si possa migliorare, lavorandoci nel corso della settimana. Ma sono situazioni su cui dovrà riflettere l'allenatore. Se il mister intende utilizzare questo schieramento, può farlo. Certo che una corsa in più da parte di tutti non fa male. Personalmente non faccio il tecnico e non lo farò mai. Ho fatto anche fatica a decidere se fare o meno il corso di allenatore. la verità è che non sopporto i giocatori”. Nel girone di ritorno il Salerno ha subito ben sette reti, tre in più rispetto al girone di andata:”Se andiamo a vedere i gol subiti” - ha dichiarato Giubilato - “la maggior parte non sono arrivati su azioni, ma solo su disattenzioni. Sarebbe meglio restare più concentrati, ma non subire mai gol sarebbe impossibile. Per fortuna abbiamo attaccanti fortissimi: se prendiamo due gol, ne facciamo tre. Un gol mio? Sui calci piazzati abbiamo difficoltà a segnare. Ma per me non è certo importante”. Con il pari interno il vantaggio sul Marino è rimasto inalterato. Si poteva chiudere il campionato: “Dall'alto della mia esperienza, avendo vinto già campionati, sono abituato fino a quando non c'è la matematica non penso che un campionato possa essere aperto o chiuso. parlano i numeri. Quanto punti ci servono? Non facciamo tabelle, ne basta soltanto uno in più della seconda”. E senza pensare alla qualità del gioco: “Abbiamo un obiettivo e come ci si arriva non mi interessa. Ripeto, basta un solo punto in più, anche conquistato all'ultima partita con un autogol. Le critiche? Dipende come le assorbi. Per me sono uno stimolo: c'è da migliorare, lavoriamo per quello”. E a proposito di critiche, molte ne sono state riservate al giovane Maglione dopo la prestazione non esaltante di domenica scorsa: “Non bisogna dimenticarsi che sono ragazzi giovani e giocare qui a Salerno non è certo facile. E' una piazza che a livello emotivo ti toglie qualcosa. Alberto non giocava da cinque mesi poi l'andamento della gara l'ha inevitabilmente condizionato. Per me è più facile perché sono più esperto e posso capire le emozioni. Normale andare in difficoltà. Fossi in lui spererei di farne altre mille di partite così. Maglione è un ragazzo tranquillo e intelligente che sta lavorando benissimo e che è migliorato tanto da inizio anno. Ma bisogna capire che giocare in D qui non è come giocare ad AlbinoLeffe in serie A”.

Sezione: Serie D / Data: Mer 22 febbraio 2012 alle 21:01
Autore: Fabio Setta
vedi letture