Dopo aver archiviato l’ultimo atto della stagione in corso, con la squadra impegnata nei saluti finali attraverso le sedute di lavoro di questi ultimi giorni, il direttore generale del Valmontone, Carlo Susini, ha tracciato un bilancio complessivo del percorso giallorosso in Serie D. Il ritorno nella massima categoria dilettantistica, a distanza di oltre tre decenni, si è concluso con un settimo posto che lascia spazio a riflessioni agrodolci.
«Il voto complessivo direi che è superiore alla sufficienza. È stato un campionato dai due volti perché abbiamo fatto un girone d’andata eccezionale e poi un girone di ritorno non adeguato alle ambizioni di questa società» ha dichiarato Susini ai canali ufficiali della società, analizzando l'andamento altalenante della squadra.
Il dirigente non ha nascosto una punta di delusione per come si è evoluta la seconda parte del torneo, pur riconoscendo la complessità del salto di categoria.
«E’ vero che alcune neopromosse sono crollate, tornando a un anno di distanza in Eccellenza, ma sicuramente c’è un pizzico di rammarico per non aver centrato i play off per appena due punti e non aver mantenuto la posizione che ci eravamo guadagnati nella prima parte di stagione».
Entrando nel merito delle criticità riscontrate nel corso dell'annata, Susini ha evidenziato come il ritorno a Valmontone dopo le esperienze esterne abbia influito pesantemente sulla tenuta fisica dell'organico.
«Il momento peggiore della stagione? È stato certamente quando abbiamo cambiato campo e siamo ritornati a Valmontone. In precedenza ci allenavamo a Zagarolo e giocavamo ad Anagni che hanno terreni molto simili, mentre il manto di Valmontone è morbido: fatto sta che sono aumentati decisamente gli infortuni e ci siamo trovati in alcuni periodi con interi reparti falcidiati. In ogni caso, al di là di una partita col Trastevere, ce la siamo giocata sempre con tutti».
Il direttore generale ha poi ripercorso le scelte tecniche operate nel corso della stagione, soffermandosi in particolare sulla gestione del gruppo e sulle prestazioni fornite nei momenti di massima pressione.
«Devo dire che già prima della sosta di Natale avevo notato una sorta di appagamento nel gruppo e avevo avvisato i ragazzi. Dopo un periodo negativo che ci è capitato nella prima parte del 2026, comunque, non era scontato riprendersi, invece il girone di ritorno lo abbiamo chiuso con un buono slancio e stavamo quasi per riagganciare i play off».
Proprio in questo contesto di difficoltà, la trasferta di Budoni resta impressa nella memoria del dirigente come l'emblema della capacità di reazione dei calciatori.
«Proprio a tal proposito, la partita che ricordo con più piacere dell’intera stagione è stata quella di Budoni: in un momento di classifica molto complesso, la squadra andò in svantaggio nel primo tempo, ma seppe reagire con determinazione e qualità, vincendo una gara fondamentale per stare più tranquilli».
In chiusura, un’analisi dedicata al parco giovani, aspetto su cui il club ha investito con convinzione sin dall'avvio della preparazione estiva.
«Con mister Tiozzo a inizio stagione abbiamo fatto un buon lavoro di selezione e il comportamento degli under è stato complessivamente positivo, poi ovviamente qualche errore sarà stato commesso, ma sono cose fisiologiche. Io credo che qualcuno di loro potrà arrivare anche tra i professionisti».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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