Il tempo, nel calcio, scivola via con regole tutte sue. Ci sono stagioni che sembrano non finire mai e poi ci sono parentesi di quarantotto, forse settantadue ore, in cui un'intera vita sportiva si ribalta. Fai le valigie, svuoti l'armadietto con l'amaro in bocca, e un attimo prima di chiudere la porta il telefono squilla di nuovo.

È la spietata e affascinante legge delle "porte girevoli" del pallone, una giostra su cui Francesco Cattani è appena salito, vivendo sulla propria pelle una delle settimane più frenetiche della sua carriera.

Fino a qualche ora fa, il tecnico faceva i conti con il tritacarne della Serie D. La sua avventura alla guida del Progresso si è schiantata contro un avvio di campionato da incubo: tre miseri punti in sette giornate, il fardello di cinque sconfitte consecutive e quella sensazione, tipica di quando i risultati non arrivano, di avere il destino segnato. La società rossoblù ha staccato la spina, affidando la scossa a Francesco Salmi. Un esonero fa sempre male. È un lutto sportivo che solitamente richiede tempo, divano e riflessione per essere metabolizzato.

Solitamente, appunto. Perché nel calcio dilettantistico, dove le domeniche non aspettano nessuno, non c'è tempo per i rimpianti. Mentre a Castel Maggiore si consumava il divorzio, a pochi chilometri di distanza, nella provincia modenese, un'altra panchina saltava in aria. Il Medolla San Felice, scosso dalla sberla per 3-1 subita dal Brescello Piccardo, decideva di dare il benservito a Gianluca Luppi.

Ed è qui che le linee temporali si incrociano. Il Medolla ha bisogno di una guida esperta, di un normalizzatore capace di ridare un'anima a una squadra che finora ha balbettato (9 punti in 7 gare nel Girone A di Eccellenza). Cattani ha bisogno di rimettersi subito in tuta per cancellare le scorie del Progresso. Un incastro perfetto, consumato nel giro di un battito di ciglia.

Niente anno sabbatico, niente attese logoranti fino a gennaio. Cattani torna in quell'Eccellenza che conosce come le sue tasche, terreno già arato con successo ai tempi di Formigine e Terre di Castelli. La dirigenza biancoverde lo ha accolto invocando "nuovi stimoli e rinnovate ambizioni", la classica formula di rito che nasconde un messaggio chiarissimo: mister, salvaci la stagione.

Da una panchina all'altra, da una delusione a un'opportunità, senza nemmeno avere il tempo di disfare il borsone. È la vita dell'allenatore di provincia: precaria, folle, appesa al filo di un risultato. Ma in fondo, per chi è malato di calcio, il profumo dell'erba di un nuovo campo è sempre l'unico antidoto possibile per curare le ferite di un esonero. Buon viaggio sulle montagne russe, mister Cattani.

Sezione: Eccellenza / Data: Ven 16 ottobre 2026 alle 11:00
Autore: Maria Lopez
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