Nel calcio moderno, la memoria è un lusso e la gratitudine una moneta fuori corso. Puoi essere il simbolo, l'eroe di una cavalcata trionfale, puoi persino stringere al braccio la fascia che rappresenta un'intera piazza. Ma se il "progetto tecnico" cambia direzione, i sentimenti vengono gentilmente accompagnati alla porta.

È la fredda lezione che sta imparando sulla propria pelle Samuele Giallombardo. La notizia della sua risoluzione consensuale con il Bra non è solo un rigo da aggiornare sul tabellone del mercato svincolati, ma la fotografia di quanto sappia essere spietato questo sport.

Riavvolgiamo il nastro. Classe 2004. A ventidue anni compiuti, la maggior parte dei calciatori cerca ancora la propria identità. Giallombardo, invece, a Bra l'aveva non solo trovata, ma incarnata. Oltre settanta battaglie con il giallorosso cucito addosso, l'investitura a capitano, il sudore versato sui campi di provincia fino alla storica e memorabile promozione in Serie C della stagione 2024/25. Giallombardo non era un giocatore del Bra. Era il Bra.

Eppure, tutto questo non è bastato. Sulla panchina è arrivato mister Boschetto, con le sue idee, i suoi schemi e la sua lavagna tattica. E su quella lavagna, per il classe 2004, non c'era più spazio. Il cortocircuito è tutto qui: da una parte un allenatore legittimato a fare le proprie scelte, dall'altra un ragazzo che a Bra aveva messo le radici e che, nonostante il declassamento, avrebbe voluto fortemente continuare a lottare per quei colori.

La "risoluzione consensuale" annunciata nelle scorse ore è, di fatto, solo il termine burocratico e politicamente corretto per certificare un amore interrotto a senso unico. Il giocatore voleva restare, il progetto tecnico lo ha scartato. Fine della favola.

Oggi il mercato degli svincolati si ritrova tra le mani un pezzo raro. Un ragazzo del 2004 che unisce l'esuberanza della gioventù a un bagaglio di oltre settanta presenze da senior, con la mentalità di chi sa come si vince un campionato e come si porta il peso di una fascia da capitano. Chi deciderà di puntare su di lui non prenderà solo un ottimo centrocampista, ma un ragazzo ferito e affamato di rivincite.

Il Bra, dal canto suo, va avanti per la sua strada, come è giusto che sia. Ma sugli spalti e nello spogliatoio, l'assenza di Giallombardo peserà. Perché le tattiche cambiano e gli allenatori passano, ma i giocatori che amano davvero la maglia, nel calcio di oggi, sono una specie in via d'estinzione. E lasciarseli scappare è sempre un azzardo.

Sezione: Serie D / Data: Gio 15 ottobre 2026 alle 21:04
Autore: Maria Lopez
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