La delusione è ancora fresca, ma la Fermana non ha intenzione di restare ferma al momento più buio. La sconfitta ai calci di rigore contro la Pietralunghese — formazione che ha poi conquistato la promozione in Serie D — brucia ancora negli spogliatoi del club marchigiano, ma la proprietà ha già tracciato la direzione: risalire immediatamente, tornare tra i professionisti un passo alla volta. Il primo obiettivo è chiaro e non ammette deroghe.
A guidare la pianificazione tecnica sarà ancora Sergio Filipponi, confermato nel ruolo di direttore sportivo. Un segnale di continuità in un momento in cui la società ha scelto di non smantellare, ma di costruire sopra quanto già edificato. Filipponi ha parlato senza filtri, affrontando tanto il peso della sconfitta quanto le aspettative per il futuro.
Ripercorrere quella partita è ancora difficile. "Quando ripenso a quella partita il rammarico è ancora tanto. Abbiamo dominato, ma il calcio sa essere crudele e ai rigori si azzera tutto. L'unica consolazione è aver perso contro una squadra che poi ha conquistato la promozione in Serie D. Per quanto visto sul campo resta tanta amarezza", ha dichiarato il direttore sportivo.
Una sconfitta che, nelle parole di Filipponi, stride con quanto prodotto dalla squadra nel corso del doppio confronto. Nella gara di ritorno in particolare, la Fermana aveva mostrato tutto il proprio potenziale: "Abbiamo creato tantissimo, colpito pali, dominato il possesso e prodotto numerose occasioni", ha ricordato. Ma il calcio, si sa, non premia sempre chi merita di più sul campo.
La volontà di non restare intrappolati nel rimpianto è palpabile. Filipponi lo dice apertamente: "Adesso, però, non possiamo continuare a guardare indietro. Dobbiamo pensare al futuro con ottimismo. La Fermana è una piazza che, per storia, tifoseria e organizzazione, non appartiene a questa categoria, ma dobbiamo essere consapevoli della realtà che ci aspetta".
Un invito alla lucidità, prima ancora che all'entusiasmo. Il prossimo campionato non sarà una passerella: "Sarà un campionato difficile, con società importanti e imprenditori ambiziosi alle spalle di molte squadre. Faremo di tutto per migliorare quanto fatto nella scorsa stagione, anche se sappiamo che vincere non sarà semplice", ha aggiunto il diesse.
Dietro ai risultati sportivi, però, c'è una storia che vale la pena raccontare. Quando Filipponi ha accettato l'incarico, l'ambiente attorno alla Fermana era tutt'altro che elettrico. Lo scetticismo era diffuso, la fiducia della tifoseria andava riconquistata partita dopo partita. I numeri sugli spalti raccontano meglio di qualsiasi statistica il percorso compiuto.
"Mi piace rimanere con i piedi per terra. La soddisfazione più grande è aver riportato entusiasmo. Alla prima partita ufficiale avevamo circa cento tifosi sugli spalti, all'ultima gara in casa eravamo oltre duemila", ha spiegato Filipponi a tuttomercatoweb.com. Un incremento che il direttore sportivo attribuisce a un lavoro collettivo: "Questo significa che tutti hanno fatto qualcosa di straordinario: la società, che non mi ha mai fatto mancare nulla, l'allenatore, lo staff, i giocatori e tutte le persone che lavorano per la Fermana".
Un riconoscimento che include tutti, nessuno escluso. E che fotografa una realtà in cui la crescita dell'entusiasmo popolare viene considerata una vittoria a sé, indipendente dai risultati sul campo. "Quando ho accettato questo incarico c'era molto scetticismo. Io ci ho messo un pizzico di follia, tanta voglia e tanta rabbia positiva. Vedere la crescita dell'entusiasmo della piazza è una vittoria importante. Certo, quella sul campo non è arrivata e questo brucia ancora, perché eravamo una squadra forte e ci credevamo davvero", ha concluso sul tema.
Per la stagione che verrà, la Fermana si presenterà con ambizioni dichiarate ma accompagnate da consapevolezza. "Il presidente è ambizioso e vuole vincere, come lo voglio io. Però bisogna sempre rispettare gli avversari, perché ogni società ha le proprie ambizioni e ci saranno altre realtà importanti che vorranno lasciare il segno. La nostra storia ci impone di essere protagonisti, ma senza mai perdere umiltà", ha detto Filipponi.
Una formula che riassume bene lo spirito con cui il club si appresta ad affrontare la prossima stagione: consci del proprio valore storico, pronti a lottare, ma senza cadere nella trappola della presunzione. La strada verso i professionisti è ancora lunga, ma a Fermo la direzione è tracciata.
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