In casa Campobasso è stato il giorno della chiarezza, con una conferenza stampa fiume indetta per fare il punto sia sulle dinamiche societarie sia sull'andamento della squadra in campionato.

Il presidente del club molisano, Matt Rizzetta, ha preso direttamente la parola per analizzare gli argomenti al centro del dibattito, a partire dalle voci relative a un interessamento per la piazza di Napoli.

«Spero che le dichiarazioni riguardo al nostro progetto a Napoli non abbiano avuto effetti destabilizzanti. Si tratta, però, di un altro progetto che fa parte del nostro portfolio. Voglio parlare delle cose con sincerità, così come ho fatto in estate».

Il numero uno rossoblù ha voluto delineare nettamente le differenze tra le varie operazioni imprenditoriali portate avanti dal proprio gruppo di riferimento.

«Voglio sottolineare un paio di cose: quando sono venuto qui per la prima volta, sette anni fa, si è trattato principalmente di un'operazione personale. Lo stesso vale anche adesso, seppur con il supporto di alcuni soci. Piano piano abbiamo allargato la nostra base, con nuovi progetti davanti a noi, più impegnativi e che coinvolgono maggiormente il nostro gruppo».

Entrando nel dettaglio delle iniziative campane, il patron ha specificato la natura degli investimenti e dei soggetti coinvolti.

«A Napoli abbiamo avviato un progetto legato al basket e ora c'è un interesse per un eventuale progetto calcistico. Quest'ultimo, però, riguarda Underdog Global Partners, non Matt Rizzetta. Sono due operazioni diverse».

La gestione finanziaria delle iniziative nell'ambito sportivo e istituzionale richiede infatti l'intervento di risorse strutturate.

«Nelle operazioni a Napoli sono sempre io a metterci la faccia, ma sono i fondi a finanziarle: nel basket, ad esempio, è previsto un investimento di 500 milioni di euro nell'arco dei prossimi tre-quattro anni. Una cifra che non posso permettermi di sostenere personalmente».

Spostando il focus interamente sul presente e sugli sforzi economici garantiti per la realtà molisana, la dirigenza ha confermato la volontà di intervenire prontamente sul mercato.

«A livello economico, a prescindere dalla mia presenza qui, non stiamo facendo mancare nulla. La riprova è che abbiamo già deciso di prendere due tesserati in più per coprire gli infortuni che ci hanno colpito, nonostante l'attuale posizione in classifica sia ancora ampiamente recuperabile. La mia presenza qui, o la sua eventuale assenza, non misura il mio impegno».

In merito ai rumor inerenti ad accostamenti imprenditoriali e a possibili cambi di proprietà, Matt Rizzetta ha ribadito con fermezza la posizione della società.

«Non so quante volte debba repetir la stessa cosa. Il Campobasso non è in vendita. Questo club è nostro, ma siamo anche imprenditori. Facciamo le nostre valutazioni su tutte le nostre realtà, Campobasso compreso».

L'apertura a eventuali trattative resta legata esclusivamente alla concretezza di proposte ufficiali al momento assenti.

«Abbiamo recentemente ricevuto alcune chiamate. Al momento non ci sono offerte, ma non faccio nomi per evitare speculazioni. Se dovesse arrivare un'offerta seria, la valuteremo a 360 gradi».

Riflessioni profonde sono state dedicate anche al legame personale con l'ambiente e alla prospettiva di rimanere al vertice della società nel lungo periodo.

«Abbiamo un impegno economico da portare avanti e non ci sono problemi. Siamo anche in anticipo sulle scadenze federali. A livello personale, la mia permanenza come presidente verrà valutata a fine campionato».

Il patron non nasconde l'amarezza per un clima che ritiene cambiato rispetto al recente passato, dichiarandosi pronto a qualunque scelta per il bene comune.

«Questo club è una cosa bellissima che abbiamo costruito tutti insieme, tifosi compresi. Finora non mi sono mai sentito un peso per la piazza e non ho mai voluto farle del male. Se si pensa che la mia presenza sia controproducente, sono anche pronto a farmi da parte».

Le considerazioni conclusive sul proprio ruolo verranno comunque posticipate al termine del torneo in corso.

«Ultimamente, però, ho l'impressione che la mia presenza sia perceived più come una cosa negativa che positiva. Queste valutazioni, in ogni caso, le farò a fine stagione, a mente fredda, a meno che non arrivi un'offerta per il club, che al momento non abbiamo ricevuto».

Per quanto concerne la gestione tecnica e la fiducia riposta nell'allenatore Mangia, il presidente del Campobasso conferma la massima continuità operativa.

«Penso che il momento più opportuno per fare un primo bilancio sia al termine del girone d'andata. Siamo dodicesimi e siamo indietro rispetto alle attese, ma abbiamo avuto anche tanta sfortuna, soprattutto sul fronte degli infortuni. Le giornate di squalifica del mister, inoltre, hanno complicato ulteriormente la situazione».

L'analisi dell'ultimo periodo evidenzia margini importanti di miglioramento per risalire rapidamente la china.

«Secondo me, nelle ultime cinque partite abbiamo buttato via quattro punti. Questo dimostra che le potenzialità ci sono e che siamo ancora in tempo per correggere la rotta. Sul mister abbiamo fiducia totale e non abbiamo alcuna intenzione di cambiare. Stiamo lavorando benissimo, consapevoli che possiamo migliorare».

L'attenzione resta alta anche nei confronti degli impegni nelle coppe di categoria, ritenute un traguardo di primissima fascia.

«Inoltre, ricordiamoci che abbiamo ancora la possibilità di giocarci la Coppa Italia, che per me è importante. Mi aspetto sempre una bolgia: ogni gara di coppa per noi deve essere una finale».

Infine, Matt Rizzetta ha tracciato le linee guida del progetto sportivo, facendo leva sull'entusiasmo da recuperare attraverso il lavoro e la sostenibilità.

«Con grande onestà, questo progetto è sempre stato fondato sull'entusiasmo e sull'unità. Ho centinaia di ricordi di momenti bellissimi, che ci hanno sempre spinto a dare tutto e a sacrificarci sul piano personale prima ancora che su quello economico. Sicuramente, in questa stagione sento addosso sensazioni diverse».

Il presidente analizza la percezione del pubblico e la necessità di ritrovare la spinta che ha sempre contraddistinto la piazza.

«Non sento la stessa connessione con la piazza. Le contestazioni, sia chiaro, ci possono stare, ma questa volta sono nate da questioni che ritengo prive di fondamento. Il nostro impegno è sempre stato accolto in maniera bellissima, mentre quest'anno ho percepito dei cambiamenti. Un po' di stanchezza rispetto a qualche anno fa c'è, ma penso anche che sia normale».

Il percorso tracciato dalla dirigenza non intende comunque deviare dai propri principi cardine.

«L'entusiasmo, comunque, si può sempre recuperare, anche se venissi contestato ancora. Il progetto è e rimane lo stesso, basato sulla sostenibilità, senza mai mollare il piano tecnico, sia in campionato sia in Coppa. Ambizioso, sostenibile, genuino».

Sezione: Serie C / Data: Gio 22 ottobre 2026 alle 21:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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