In casa Picerno si vive un momento di forte riflessione e ripartenza dopo le ultime decisioni maturate a livello societario per dare una scossa all'ambiente.

Il direttore generale della società lucana, Vincenzo Greco, è intervenuto ai microfoni di TMW Radio nel corso della trasmissione 'A Tutta C' per fare il punto sulla situazione.

«Veniamo da più sconfitte conseguite nell'ultimo periodo, un dato molto negativo per quelle che sono le prestazioni della squadra. A questo aggiungerei il gran numero di gol subiti: al momento siamo una delle difese più perforate del campionato di Serie C e questi dati preoccupanti ci hanno portato a fare la scelta dell'esonero di mister Claudio De Luca, a cui vanno i miei ringraziamenti per fatto l'anno scorso e nella prima parte di campionato».

Un avvicendamento doloroso ma ritenuto indispensabile per invertire la rotta e salvaguardare il cammino intrapreso dal club.

«Come tutti gli allenatori che sono alle prime esperienze nel calcio professionistico, ha ancora bisogno di fare un percorso di crescita per migliorare. E' un dispiacere averlo esonerato: non sono un direttore abituato a fare queste cose, è la seconda volta che mi capita in otto anni in cui sono a Picerno».

Il dirigente ha poi approfondito i retroscena di questa scelta, sottolineando le condizioni messe a disposizione dello staff tecnico e la soluzione temporanea adottata.

«L'anno scorso mi portavo qualche rammarico e rimorso per la scelta fatta, adesso no. Non dico di avere la coscienza a posto, ma non ho rimpianti perché ho riconfermato lo stesso gruppo della scorsa stagione e il mister ha avuto a disposizione tutti gli elementi per continuare il lavoro intrapreso nella passata stagione. La scelta di far guidare la squadra all'allenatore in seconda non è definitiva: non potevamo lasciare la squadra allo sbaraglio».

Ora il calendario propone un impegno di altissima caratura contro una delle candidate principali al salto di categoria.

«La Salernitana è una grande squadra, una società con un passato glorioso perché ha giocato anche in Serie A e ha una delle tifoserie numericamente e a livello di passione più importanti in Italia. La Salernitana ha una rosa costruita per vincere questo campionato, sarà una gara complicata».

Vincenzo Greco ha poi analizzato il clima in casa avversaria e le motivazioni con cui il Picerno si approccia a questa sfida.

«Stanno avendo delle difficoltà sia sul piano ambientale che sul piano del gioco: ci sono stati malumori e delle tensioni. Questa gara si prepara da sola: noi siamo la squadra più piccola e giovane del girone, ora affrontiamo la formazione sulla carta più forte del campionato. Per me è meglio affrontare queste gare, piuttosto che una squadra che magari come noi è in corsa per la salvezza».

Il discorso si è poi allargato all'elevato numero di cambi in panchina che sta caratterizzando la terza serie nazionale.

«Non so i singoli casi e i motivi che hanno spinto le società ad esonerare gli allenatori, ma mi rendo conto che in C a volte si cerca di dare la possibilità ad allenatori giovani che magari affrontano il campionato per la prima volta e non hanno una grande esperienza. Mi vengono in mente De Luca, Espinal della Casertana o Belmonte della Folgore Caratese».

Un fenomeno legato alla fretta di ottenere riscontri immediati e alle forti sollecitazioni provenienti dall'esterno.

«Quando si vede che le cose non funzionano come ci si aspettava in estate, si cerca di correre subito ai ripari e fare affidamento ad allenatori più esperti che possono darti più garanzie sulla gestione della squadra durante il campionato. Ci sono società che parlano di progetto e programmazione, ma quando non arrivano i risultati decidono di cambiare a causa delle pressioni di tifoseria, stampa o proprietà».

Passando all'analisi complessiva del raggruppamento, Vincenzo Greco conferma le storiche insidie del raggruppamento meridionale.

«Il Girone B si è equiparato al Girone C perché al proprio interno ha tre squadre retrocesse dalla B, ma credo che il C rimanga quello più complicato e difficile. Ci è toccata solo la retrocessione del Bari, ma ci sono squadre come Catania, Salernitana e Cosenza che hanno la capacità di poter investire tanto e costruire rose per puntare alla vittoria del campionato o alla qualificazione ai Playoff».

Un raggruppamento contrassegnato da piazze blasonate, grande partecipazione di pubblico e un equilibrio costante.

«Il livello competitivo è molto alto e c'è tanto dispendio di energie nervose. In ogni gara ti tocca affrontare squadre con tifoserie importanti, ogni gara diventa difficile da gestire anche sotto questo aspetto. C'erano quasi 5.000 spettatori a vedere Barletta-Picerno, mentre negli altri gironi spesso non succede. Il Girone C è quello in cui le società spendono di più. Il campionato di quest'anno è equilibrato, i risultati non sono scontati: si può vincere o perdere contro chiunque, non c'è una squadra che dà la sensazione di poter vincere a mani basse e non existe nemmeno una cenerentola».

Spazio anche al tema delle novità tecnologiche introdotte nella categoria, con un giudizio critico sull'utilizzo del Football Video Support.

«Ho ascoltato attentamente l'intervista di Criscitiello e condivido tutte le sue parole anche sulla gestione delle società e sulle strutture. Apprezzo tanto gli sforzi che la presidenza Marani ha fatto per la Serie C, per dare a questo campionato un'importanza notevole. Esprimo il mio disappunto per la tecnologia durante le partite, ma solo per un aspetto: manca la possibilità di riprendere le azioni in maniera ottimale».

Le carenze infrastrutturali rischiano infatti di limitare la chiarezza delle decisioni di campo.

«I campi non offrono la possibilità alle telecamere di riprendere al meglio tutte le azioni e questo genera dei dubbi. Penso al gol annullato a Cicerelli in Potenza-Catania: le immagini non hanno dato la possibilità all'arbitro di valutare la posizione del giocatore. Siamo molto attenti nel velocizzare il gioco, ma poi perdiamo 5-6-7 minuti per valutare delle azioni dubbie. Preferirei tenersi l'eventuale errore dell'arbitro e investire i soldi dell'FVS per altre cose che possono essere più utili per il campionato e per le nostre società».

Infine, il direttore generale del Picerno si è espresso sui profili accostati alla panchina lucana per la successione a De Luca.

«Abbiamo una progettualità da seguire. Cerchiamo di portarla avanti con l'individuazione di giocatori e allenatori utili a questo progetto tecnico. Stimo tanto entrambi i tecnici. In questo momento abbiamo altre idee, ci stiamo confrontando con tecnici disposti a sposare il nostro progetto non solo per avere un incarico, ma per formare i giovani calciatori e farli crescere».

La società prende tempo per individuare il profilo ideale, senza farsi prendere dall'affanno.

«Non abbiamo la fretta di scegliere l'allenatore da mettere alla guida della squadra. Affronteremo il prossimo match con Di Deo in panchina, poi nei prossimi giorni sceglieremo l'allenatore che guiderà il Picerno fino a fine campionato».

Sezione: Serie C / Data: Gio 22 ottobre 2026 alle 16:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
vedi letture