Il calcio dilettantistico si conferma sempre più una fucina vitale di talenti, un vero e proprio serbatoio a cui il professionismo guarda con crescente e vorace interesse. Se fino a qualche anno fa la Serie D veniva considerata un mondo a sé stante, oggi le società di Serie C prendono costantemente appunti, e i club di Serie B iniziano a fare sul serio, pronti ad accaparrarsi i profili più promettenti prima che il loro valore schizzi alle stelle. In cima alla lista dei desideri di molti direttori sportivi c'è un nome che in questo avvio di stagione sta letteralmente infiammando il Girone H: Gianfranco Giuliodori.

Terzino destro di ruolo, polmoni d'acciaio e un fiuto per le giocate decisive che farebbe invidia a un'ala offensiva. L'impatto del classe 2004 con la maglia rossonera della US Palmese 1914 è stato semplicemente devastante. I numeri, d'altronde, parlano da soli e non mentono mai: tre reti e tre assist messi a referto nelle primissime battute dell'annata sportiva. Un bottino clamoroso per chi di mestiere dovrebbe innanzitutto presidiare la difesa, ma che interpreta la posizione con una propensione all'attacco degna del calcio moderno.

Tra Italia e Argentina: una gavetta che ha forgiato il carattere Nato in Argentina nel giugno del 2004, Giuliodori (22 anni compiuti da poco) si è forgiato calcisticamente a cavallo tra il Sudamerica e l'Italia, assorbendo la rinomata garra argentina e unendola alla disciplina tattica del calcio nostrano. Il suo non è stato un percorso garantito da comode scorciatoie, bensì una classica e sana storia di gavetta: dalle esperienze formative con Casalbordino e Il Delfino Curi, passando per piazze ambiziose come L'Aquila e Pineto.

Il vero battesimo di fuoco, quello che ne ha testato la tenuta mentale, è arrived però con la maglia della Reggina. In prestito dall'Audace Cerignola – club pugliese che ne aveva fiutato per primo le enormi potenzialità acquisendone il cartellino – Giuliodori ha dimostrato di non soffrire le enormi pressioni di uno stadio esigente come il "Granillo". In Calabria si è ritagliato un ruolo da protagonista assoluto, rivelandosi un talento esplosivo, maturo ben oltre la sua età e tatticamente duttile.

L'esplosione a Palma Campania e le sirene cadette La scorsa estate, alla ricerca della definitiva consacrazione, è arrivata la chiamata della Palmese. La dirigenza campana ha costruito una rosa ambiziosa e ha puntato forte sul laterale italo-argentino, rendendolo un pilastro del proprio scacchiere. Sotto l'ombra del Vesuvio, Giuliodori ha trovato l'ambiente ideale per sprigionare tutti i suoi cavalli: le recenti e strepitose prestazioni in campionato – non ultima quella contro il Bisceglie dove ha incantato tifosi e addetti ai lavori – sono la prova di forza di un giocatore ormai in totale fiducia.

Ed è proprio la categoria, la Serie D, a stargli ormai decisamente stretta. Le sue sgroppate sulla corsia di destra non sono passate inosservate. Se le società di vertice della Lega Pro hanno già iniziato a tempestare di chiamate il suo entourage, la vera notizia di mercato è il forte pressing di diversi club di Serie B. Le formazioni cadette sono ingolosite dall'opportunità di assicurarsi un terzino ancora giovanissimo, strutturato fisicamente, con ampi margini di miglioramento e già letale negli ultimi venti metri avversari.

Da promessa a certezza il passo è breve. Gianfranco Giuliodori corre veloce sulla sua fascia destra, e sembra aver già inserito la freccia per il grande salto: il professionismo che conta lo aspetta a braccia aperte.

Sezione: Serie D / Data: Gio 22 ottobre 2026 alle 09:00
Autore: Chiara Motta
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