La Cavese esce dal campo senza punti al termine della sfida esterna contro il Bari, incassando un pesante tre a zero che lascia un fortissimo rammarico in casa metelliana. Nonostante una prova interpretata a tratti con buona personalità, la formazione campana ha pagato a caro prezzo le troppe disattenzioni difensive e una mancata incisività nell'area di rigore avversaria.

Al termine del match disputato in terra pugliese, il tecnico Cristiano Masitto si è presentato davanti ai microfoni della stampa con un'analisi lucida e priva di alibi, esternando tutto il proprio disappunto per l'andamento della contesa e per la gestione di alcune fasi chiave del match.

«Non sono contento, sono molto arrabbiato. Il Bari in ogni occasione ci ha punito, questa è la classica partita dove la puoi giocare fino a domani ma non segni mai e questo non va me. Ci vuole cattiveria, e non solo sottoporta, non mi accontento solo dei 60' fatti bene perché abbiamo preso gol nuovamente su palla inattiva perdendo la marcatura. Abbiamo avuto 4-5 occasioni a tre metri dalla porta e non abbiamo avuto la forza, la voglia e la tenacia di fare gol. E abbiamo giocato contro una squadra che in tre occasioni ci ha punito e anche nel recupero ha avuto la grande forza e voglia di non voler prendere gol: ecco da questo dobbiamo imparare».

Nel corso dell'incontro con i media, l'allenatore ha poi spiegato le motivazioni tattiche che lo hanno spinto a variare l'assetto della squadra, soffermandosi in particolar modo sull'impiego del doppio terminale offensivo e sull'apporto fornito da specifici elementi della rosa nell'economia del gioco.

«Diarrassouba non stava bene e aveva un problemino, le altre scelte sono state dettate dalla partita. A Campobasso abbiamo fatto una discreta partita dal punto di vista di quello che avevamo provato e dell'organizzazione però ci vuole personalità e corsa. Secondo me, in questa partita, Esposito poteva aiutarci da play e noi abbiamo tanto bisogno di questo. Abbiamo lavorato con il doppio attaccante, Fusco e Alberti, la nostra idea era quella di arrivare a mettere palle importanti dal lato di Macchi. Non mi piace quando non si segue il piano gara perché perdiamo tanti palloni facilmente e ci fanno correre».

Proseguendo nella disamina dell'incontro, il condottiero dei campani si è concentrato sul lavoro svolto dagli attaccanti in fase conclusiva, sottolineando come la squadra debba assolutamente evitare di uscire mentalmente dalla gara di fronte alle prime avversità o agli episodi sfavorevoli.

«Con la doppia punta, le occasioni che abbiamo avuto, sono state dettate proprio dalla presenza in area e lì il lavoro è stato fatto bene. Non mi attacco all'arbitro e non mi attacco all'episodio: hanno rivalutato e rivisto la spinta, non dovevamo subire il terzo e il quarto gol. Già per la seconda volta usciamo dalla partita e questa cosa non mi sta bene».

L'ex calciatore ha ribadito a gran voce l'esigenza di mostrare un atteggiamento nettamente più determinato nei momenti decisivi delle sfide, rimarcando come i continui cali di tensione rischino di compromettere seriamente il percorso di crescita della compagine metelliana sia tra le mura amiche che in trasferta.

«Questa è una partita delicata da valutare, perché se diciamo che siamo stati bravi mettiamo in pericolo anche le prossime. Se si ripetono sempre gli stessi errori c'è qualcosa che non quadra. Tra il primo e il secondo tempo abbiamo parlato e ci siamo detti che la partita era ancora lunga e che avevamo sbagliato due gol: bisogna avere pazienza durante la gara e più fame. Posso fare i complimenti per la prestazione ma voglio più cattiveria agonistica sia quando giochiamo in casa e sia fuori. Noi lavoriamo durante la settimana per fare i punti, siamo arrivati a tirare a due metri dalla riga e con il tipo di cattiveria che dico io dobbiamo fare gol».

In chiusura del suo intervento, il mister della Cavese ha proiettato immediatamente l'attenzione verso il prossimo impegno di campionato, evidenziando come il potenziale espresso a fiammate debba trovare una stabilità costante per raggiungere i risultati prefissati dalla società.

«Abbiamo lavorato come abbiamo pensato la partita e fatalità dopo aver preso il gol ci siamo sciolti, andati avanti di venti metri, e siamo diventati quello che vedo come potenziale. Il potenziale debole e quando ci siamo sciolti come a Cambobasso ma quando la squadra si aiuta e segue il piano gara è quella che mi ha fatto vedere il potenziale. Non devono e non possono bastare venti minuti sopratutto se sei reduce dalla sconfitta in Coppa Italia. Io vorrei giocare domani contro il Cerignola, non si deve vedere l'ora di giocare la prossima partita».

Sezione: Serie C / Data: Sab 22 agosto 2026 alle 19:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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