Il pesante tre a zero incassato nella sfida contro il Savoia fa calare un'ombra di forte apprensione in casa Catania, aprendo ufficialmente un momento molto delicato della stagione. Al termine del confronto, la guida tecnica della squadra non ha voluto cercare scorciatoie né alibi, presentandosi ai microfoni per analizzare il momento e fare il punto della situazione: «Il percorso è negativo e sono il primo a riconoscerlo. Con la rosa che ho a disposizione avrei dovuto fare meglio, non cerco alibi. Dobbiamo vincere le partite e restituire entusiasmo a una piazza che, in questo momento, non può averne molto».

Il tecnico dell'undici siciliano ha ammesso apertamente di non essere ancora riuscito a estrapolare il massimo potenziale dal gruppo a sua disposizione, pur mantenendo ben salda la rotta e la convinzione nei propri mezzi: «So che ci sono delle difficoltà e sono consapevole di non aver ancora individuato la soluzione giusta. Ci penso continuamente, anche di notte. Però so dove vogliamo arrivare e per questo vi chiedo di fidarvi di me».

Riavvolgendo il nastro della gara persa contro la formazione campana, l'allenatore ha tenuto a precisare come le proporzioni del punteggio non descrivano appieno l'andamento della sfida disputata sul campo: «Non credo sia stata una partita da 0-3. Per quello che abbiamo creato, avremmo meritato almeno di segnare due gol. A quel punto avremmo avuto un problema in meno da risolvere».

L'indice di produzione offensiva resta infatti una costante statistica da cui partire, sebbene manchi la necessaria concretezza sotto porta per trasformare le occasioni in punti pesanti: «Stiamo tirando più degli avversari, ma continuiamo a prendere gol. Contro il Savoia abbiamo concluso tante volte verso la porta, però non siamo riusciti a segnare. Non è normale produrre così tanto e chiudere una partita senza una rete su azione».

Nonostante le perplessità sollevate dai recenti verdetti del campo, l'idea tattica impostata sul possesso palla rimane una pietra angolare imprescindibile per il mister: «Abbiamo avuto circa il 70% del possesso, esattamente come era successo a Monopoli. Per me il dominio della partita è un principio fondamentale e non ho intenzione di rinunciarci. È qualcosa su cui non transigerò».

Il vero snodo critico risiede dunque nel convertire questo predominio sul piano del gioco in reti effettive, correggendo la mira negli ultimi metri di campo: «In fase di possesso siamo ancora troppo poco lucidi. Abbiamo la palla, costruiamo e arriviamo in determinate zone del campo, ma ci manca qualità nelle scelte finali. Dobbiamo migliorare proprio lì».

Altro elemento di debolezza emerso chiaramente nell'ultimo periodo riguarda la reazione emotiva e caratteriale dell'organico una volta che la gara si incanala sui binari sbagliati: «Quando andiamo sotto facciamo fatica a rimettere in piedi la partita. Questo è un aspetto sul quale dobbiamo lavorare, perché non possiamo permetterci di perdere fiducia dopo aver subito un gol».

Passando ad analizzare il reparto dei nuovi innesti giunti dal mercato, il mister predica cautela e pazienza, ricordando la necessità di attendere la migliore condizione atletica dei singoli: «I nuovi giocatori non possono risolvere tutti i problemi dall’oggi al domani. Dobbiamo valutarne la condizione e inserirli gradualmente. Coda, per esempio, non è ancora al massimo della forma».

Con le trattative ormai definitivamente mandate agli archivi, la concentrazione può spostarsi in maniera esclusiva sulle dinamiche di campo e sull'amalgama dello spogliatoio: «Adesso abbiamo il gruppo definito e possiamo concentrarci sul lavoro. Sicuramente ci sono cose da correggere, dalla qualità delle scelte alla capacità di corsa di alcuni giocatori».

Guardando al rapporto con il pubblico e la piazza, l'allenatore riconosce le difficoltà del momento ma rinnova l'appello all'ambiente affinché non si smarrisca la compattezza: «Capisco perfettamente che chiedere fiducia dopo tre sconfitte possa sembrare una follia, soprattutto a Catania. Ma serve anche un pizzico di follia. Quando ero a Crotone ho ricevuto attestati di stima e so che il lavoro, alla lunga, può pagare».

Nessuna intenzione, dunque, di stravolgere i capisaldi concettuali del progetto sportivo, tenendo lo sguardo ben fisso verso gli indicatori di crescita notati anche nelle serate più storte: «Dobbiamo uscire da queste difficoltà insieme. All’interno di un percorso negativo sto comunque vedendo alcuni segnali interessanti. Il nostro campionato deve basarsi sul dominio del gioco: questo è un principio dal quale non voglio prescindere».

Il messaggio finale traccia la linea guida per il prosieguo dell'annata, combinando autocritica e ferma volontà di ribaltare il trend negativo: «Dobbiamo fare meglio, dobbiamo tornare a vincere e dare entusiasmo ai nostri tifosi. So dove stiamo andando e sono convinto che, lavorando tutti insieme, potremo fare cose importanti».

Sezione: Serie C / Data: Gio 03 settembre 2026 alle 09:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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