Pareggio senza reti allo stadio De Cristofaro, dove ieri Giugliano e Cavese hanno dato vita a uno scontro diretto per la salvezza nell'ambito della ventitreesima giornata del campionato di Serie C. Un punto a testa che non soddisfa pienamente nessuna delle due compagini, ma che lascia strascichi polemici soprattutto in casa ospite, dove il tecnico Fabio Prosperi non ha risparmiato critiche nei confronti della direzione arbitrale.
Il risultato finale certifica l'equilibrio di una partita giocata su ritmi intensi, nella quale entrambe le formazioni cercavano punti preziosi in chiave classifica. Per la Cavese, reduce da una sconfitta che aveva lasciato il segno, la trasferta campana rappresentava un banco di prova delicato, affrontato con la necessaria determinazione nonostante le difficoltà.
Nel post-gara, l'allenatore della Cavese ha offerto un'analisi articolata della prestazione dei suoi, partendo dalle premesse che rendevano complicato l'approccio alla sfida: "Venivamo da una brutta sconfitta, e avevamo forse la partita peggiore da fare adesso, il Giugliano aveva la partita della vita e aspettava la Cavese quasi come la panacea di tutti i male: approcciarla bene non era facile, ma ce l'abbiamo fatta".
Un avvio positivo, dunque, sul piano dell'atteggiamento, anche se nel prosieguo dell'incontro la squadra campana non è riuscita a esprimere tutto il proprio potenziale offensivo. Lo stesso Prosperi lo ha ammesso senza giri di parole: "Poi, nel corso del match abbiamo mancato in qualcosa, o meglio, potevamo essere più incisivi".
Il vero nodo della questione, però, si è concentrato su un episodio specifico avvenuto al minuto cinquantuno, quando il direttore di gara ha ravvisato un tocco di mano da parte di un difensore blufoncè in area di rigore, decretando il penalty in favore del Giugliano. Una decisione che ha fatto infuriare la panchina ospite e che Prosperi ha definito senza mezzi termini: "Ma l'episodio del rigore è stato ridicolo".
Secondo quanto riferito dal tecnico, il ricorso alle immagini televisive non avrebbe fornito elementi sufficientemente chiari per confermare o smentire la valutazione iniziale dell'arbitro: "Mi è stato detto che non si vedeva bene, che l'immagine era grigia e quindi è stata confermata la decisione: io posso solo accettare in silenzio". Una rassegnazione accompagnata da evidente amarezza, mitigata soltanto dal successivo fallimento del tiro dagli undici metri, che ha permesso alla Cavese di mantenere inviolata la propria porta.
Ma le controversie non si sono limitate all'episodio del rigore. Già al decimo minuto del primo tempo, infatti, la partita aveva subito una svolta quando l'arbitro aveva estratto il cartellino rosso nei confronti di Cionek, difensore polacco della Cavese, per un presunto colpo ai danni dell'avversario De Rosa. Un'espulsione che ha costretto gli uomini di Prosperi a giocare in inferiorità numerica per oltre ottanta minuti.
Anche su questo episodio il tecnico campano ha manifestato perplessità: "Ridicola è stata anche l'espulsione di Cionek". E ha concluso con una riflessione più ampia che lascia trasparire un senso di frustrazione per quello che percepisce come un trattamento arbitrale non sempre equilibrato: "A onor del vero, la leggerezza con cui veniamo sempre puniti, mi fa pensare un po'".
Nonostante le recriminazioni, Prosperi ha comunque voluto sottolineare l'importanza del risultato ottenuto in una sfida così delicata per la classifica: "A ogni modo, quello conquistato, è un punto importante, e noi dobbiamo essere bravi a tenere botta su questi episodi". Un invito alla squadra a non farsi condizionare dalle difficoltà e dalle controversie, mantenendo concentrazione e compattezza in vista dei prossimi impegni.
Il pareggio lascia invariate le distanze tra le due formazioni nella zona bassa della graduatoria, in un campionato che si preannuncia combattuto fino alle ultime giornate. Per la Cavese, la capacità di portare a casa un punto in trasferta, pur giocando in dieci uomini per la maggior parte dell'incontro, potrebbe rappresentare un segnale di carattere importante in ottica salvezza, al di là delle polemiche che inevitabilmente accompagnano ogni scontro diretto di questa portata.
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