Migliaia di chilometri separano Saint-Louis dalle Dolomiti, ma per Racine Ba quel divario ha smesso di pesare. Il centrocampista senegalese, arrivato a Belluno dopo la parentesi al Cosenza, si sta rivelando uno degli elementi più positivi di questo avvio di stagione per la Dolomiti Bellunesi. Dinamismo, falcata ampia e una spiccata propensione al sacrificio ne definiscono il profilo: Ba corre, lotta, accompagna la manovra e si mette al servizio dei compagni. Una generosità che, più di qualunque dato statistico, ne restituisce l'identità di calciatore.

Ba ha soltanto 23 anni, ma ha già maturato un forte senso di responsabilità. Fuori dal rettangolo di gioco c'è infatti Celine, la sua bambina, che ha mutato il suo modo di guardare al futuro. Il suo percorso, dunque, non è soltanto quello di un giovane africano approdato nel calcio italiano: è la costruzione graduale di un'identità in cui convivono il legame con la terra d'origine e l'apertura verso un nuovo contesto, ormai percepito come familiare.

Il centrocampista non ha dubbi sul proprio inserimento: «Qui mi sono subito sentito a casa. Sto benissimo insieme ai compagni, a mister Andrea Bonatti e, in generale, alle persone legate a questo ambiente. Sono davvero contento».

Il gruppo bellunese arriva da un pareggio in rimonta ottenuto sul campo del "Rigamonti" contro l'Union Brescia, formazione indicata tra le più attrezzate del girone. Ba giudica positivo il rendimento complessivo, senza nascondere la consapevolezza dei margini di crescita: «La squadra finora si è espressa su buoni livelli, ma possiamo crescere. Con tanti giovani in rosa, abbiamo ampi margini di miglioramento. È necessario continuare a lavorare e rimanere focalizzati sui nostri obiettivi».

Il rapporto con l'allenatore è improntato alla piena sintonia. «Il mister è un grande professionista, vuole giustamente che ognuno di noi sia sempre sul pezzo e si concentri sui dettagli. Ha ragione. Perché, in Serie C, sono propio i dettagli a far vincere o perdere una partita. Come è accaduto col Lumezzane: avevamo la gara in mano, ma un errore ci è stato caro», spiega il centrocampista.

Il prossimo impegno vedrà i dolomitici ospitare il Novara domenica 4 ottobre, alle 17.30, allo Zugni Tauro. Ba si attende un confronto impegnativo e invita a non sottovalutare la sfida: «Sarà una partita dura, tosta, difficile. Paradossalmente, a volte è meno complicato interpretare le sfide con squadre di alta classifica, che non quelle contro avversari in lotta per la salvezza. Ma, in generale, dipende soprattutto da noi. Se saremo bravi a mettere in pratica quanto preparato in allenamento, potremo toglierci delle soddisfazioni».

Il paesaggio che circonda la sua nuova casa non lo lascia indifferente. «Adoro queste zone e non vedo l'ora di visitarle in maniera più approfondita, insieme alla mia famiglia e alla mia bambina», confida.

Il pensiero corre però inevitabilmente anche al Paese d'origine, di cui segue con attenzione ogni partita della Nazionale. Ba ricorda con amarezza l'ultima avventura iridata: «Sono legato al Senegal e, quando gioca la Nazionale, la seguo sempre. Peccato per gli ultimi Mondiali: nei sedicesimi di finale, contro il Belgio, abbiamo avuto un po' di sfortuna. Eravamo in vantaggio 2-0 fino a 5' dallo scadere e non siamo riusciti a ottenere la qualificazione. Peccato».

Nota separata: nelle dichiarazioni ho mantenuto verbatim «propio» (probabile refuso per «proprio»), come da regola sulle citazioni integrali; valuta se correggerlo in redazione. Inoltre, nel testo fonte il Novara viene indicato come prossimo avversario allo Zugni Tauro: ho scritto che la Dolomiti Bellunesi lo «ospita», deduzione coerente con il campo indicato.

Sezione: Serie C / Data: Ven 02 ottobre 2026 alle 10:15
Autore: Antonio Sala
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