Un'analisi approfondita, trasparente e senza filtri per fare il punto sulla situazione in casa dorica dopo un avvio di stagione avaro di soddisfazioni tra le mura amiche.

Ospite della prima puntata del programma "Ancona Social Club" in onda su TVRS, l'allenatore della SSC Ancona Agenore Maurizi ha affrontato a trecentosessanta gradi le dinamiche del momento guidando la compagine marchigiana.

Il tecnico del club biancorosso non si è nascosto e ha voluto assumersi in prima persona ogni responsabilità legata alle difficoltà emerse sul campo: «Io mi prendo tutte le responsabilità. Evidentemente, se la squadra ancora fa fatica, è perché non sono riuscito, insieme al mio staff, a trasmettere quello che è il nostro modo di essere e il nostro modo di intendere il calcio in campo. E, soprattutto, non sono riuscito a trasmettere neanche ai delegati della società quello che è il mio modello di gestione».

Il timoniere dei dorici ha voluto poi rimarcare i principi cardine del suo credo calcistico, evidenziando come l'identità tattica debba necessariamente andare di pari passo con la concretezza dei punti in classifica.

Maurizi ha spiegato con grande chiarezza l'importanza del verdetto del campo per una piazza blasonata: «La mia storia è chiara a tutti, perché sono una persona che non si nasconde. Tutti sanno che voglio proporre un calcio aggressivo, da giocare nella metà campo avversaria, fatto di pressione, verticalità, attenzione e duelli. Siamo all’inizio di un percorso, ma la piazza di Ancona, così come accade in tante altre realtà italiane, giustamente pretende dei risultati. Per questo dobbiamo essere bravi a costruire un cammino che riesca a conciliarsi con i risultati sportivi, che sono poi il succo del nostro lavoro».

A supporto della propria filosofia, l'allenatore biancorosso ha richiamato alla memoria un insegnamento prezioso ricevuto durante il suo percorso di crescita professionale.

Sull'importanza capitale del punteggio finale il mister ha citato una massima del passato: «Possiamo essere tutti belli, bravi e fare le cose migliori del mondo, ma alla fine servono i risultati. C’era un vecchio maestro di calcio, purtroppo scomparso, Franco Ferrari, che è stato il mio mentore nel settore tecnico. Diceva che, se vinci una partita, anche quando hai fatto tutto male, alla fine hai fatto tutto bene; se invece perdi, anche quando hai fatto tutto bene, alla fine hai fatto tutto male».

Un capitolo centrale dell'intervento è stato dedicato alla ricostruzione delle complesse fasi che hanno accompagnato la composizione della rosa durante la sessione estiva.

Il mister dei marchigiani ha ripercorso i passaggi chiave della campagna acquisti: «Innanzitutto, non voglio lasciare spazio a interpretazioni: chi fa questo lavoro deve assumersi la responsabilità di ciò che accade. Detto questo, credo sia giusto anche raccontare le cose per come sono andate. La squadra è stata costruita in due momenti differenti, con due società diverse. Nella prima fase il mercato è stato impostato in un determinato modo, con alcuni protagonisti; nella seconda, invece, le scelte sono state differenti e hanno coinvolto altre persone. Nel passaggio tra le due fasi c’è stata anche la mia operazione. Sono stato in ospedale e poi a casa e, di conseguenza, non ho potuto seguire il secondo mercato come avrei voluto».

Le incertezze societarie vissute in quella fase di transizione hanno inevitabilmente condizionato la pianificazione iniziale concordata con la dirigenza.

In merito ai cambiamenti di rotta rispetto ai piani originali il tecnico ha rivelato: «In precedenza, però, avevamo dato un input preciso che prevedeva la conferma di 11-12 calciatori. Poi, durante quel periodo di passaggio, è successo che molti non vedevano un futuro per l’Ancona e anche noi abbiamo avuto timore che questo potesse accadere. Questo ci ha portato a compiere scelte diverse e a trovare altri incastri».

Nonostante le difficoltà incontrate lungo il cammino, la stima nei confronti del valore dei propri uomini resta immutata, pur richiedendo un cambio di passo caratteriale.

Sulle qualità del gruppo e sugli aspetti da correggere Maurizi ha sottolineato: «A mio avviso, comunque, abbiamo una squadra molto forte e dotata di qualità tecnica. Ora dobbiamo riuscire a trasmettere ai giocatori maggiore personalità, essere più aggressivi in determinati momenti e soprattutto non perdere così tanti duelli, come è accaduto domenica scorsa. Oggi, nelle statistiche, siamo primi per passaggi e per possesso palla, ma non lo siamo in quelle che erano le caratteristiche che ci avevano contraddistinto nella scorsa stagione».

Il rapporto con lo spogliatoio e la passione viscerale per il lavoro sul rettangolo verde rappresentano la vera molla per la guida tecnica dorica.

Nel descrivere la propria etica professionale il mister si è espresso con estrema sincerità: «Alleno soprattutto perché i calciatori parlano bene di me. Non ho un rapporto particolarmente positivo con i dirigenti sportivi, anche per una mia scelta. Fa parte del mio modo di essere: sono una persona pura e guardo tutto dal punto di vista della passione e dell’amore per questo lavoro. Magari sbaglio, perché forse dovrei essere più legato al potere e ai soldi, ma non ne ho mai fatto un caposaldo della mia vita».

Le ambizioni e le pressioni della piazza richiedono una mentalità vincente e l'obbligo di competere al vertice fino al termine dell'annata.

Il condottiero dell'Ancona ha ribadito il peso della maglia e gli obiettivi stagionali: «Giocare ad Ancona in Serie D significa necessariamente scendere in campo per provare a vincere il campionato. Non credo che un mister che si presenti dicendo di voler raggiungere una salvezza tranquilla possa avere grandi possibilità di allenare in una piazza del genere. Di conseguenza, si costruisce una squadra con un determinato budget perché si vuole essere protagonisti nel campionato. Poi, è chiaro, vincere non è mai semplice».

Non sono mancate precisazioni di natura tattica legate ai vincoli regolamentari legati all'impiego dei giovani calciatori imposti dal campionato.

Sull'adozione dei sistemi di gioco e la gestione degli under l'allenatore dorico ha precisato: «Continuo a dire che l’Ancona ha fatto delle scelte iniziali, così come era avvenuto lo scorso anno. Bisogna poi tenere presente il regolamento della Serie D, che prevede l’impiego obbligatorio di tre under in campo. L’Ancona ha scelto di schierare un under in porta, uno come terzino destro e un altro come trequartista. Quando si cambia sistema di gioco, però, bisogna tenere conto anche di questi elementi».

La flessibilità dell'assetto tattico deve fare i conti con la realtà dei cambi e delle caratteristiche fisiche dei singoli elementi della rosa.

Sulla gestione numerica del campo e sulle variabili durante i novanta minuti Maurizi ha aggiunto: «Si tende a parlare di moduli e numeri, ma il modulo non esiste in senso assoluto, perché non possiamo ridurre un calciatore in carne e ossa a un semplice numero. Le scelte vanno quindi adattate anche in funzione degli under: altrimenti, dove li mettiamo? I tre under rappresentano un aspetto fondamentale per la costruzione della squadra, e non soltanto per l’Ancona, ma per tutte le formazioni. Anche il mister dell’Angelana, nella scorsa intervista, ha raccontato di aver dovuto cambiare assetto dopo l’infortunio di un under. È quello che è successo anche a noi domenica scorsa: dopo l’ingresso di Cocola, non potevamo più cambiare niente».

Infine, uno sguardo proiettato al futuro e al legame contrattuale pluriennale stipulato con la società per costruire fondamenta solide.

Il tecnico della prima squadra ha concluso ribadendo la bontà della programmazione a lungo termine: «Il contratto non mi pesa. La programmazione non può essere fatta anno per anno e se, tra l’altro, tutti sono stati d’accordo nel ritenere che fossi la persona giusta per sviluppare ad Ancona, nell’arco di tre anni, un determinato tipo di lavoro, significa che c’è una visione precisa. Quando si sottoscrive un contratto così lungo, vuol dire che alla base c’è un progetto a lungo termine e questo deve dare certezze e sicurezza anche alla città della solidità del progetto e della società».

Sezione: Serie D / Data: Ven 02 ottobre 2026 alle 06:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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