Lo stadio "Domenico Francioni" torna protagonista del dibattito cittadino a Latina. L'amministrazione comunale ha avviato le procedure per un nuovo bando di affidamento dell'impianto sportivo e del complesso dell'ex Fulgorcavi, riaprendo una partita gestionale tutt'altro che semplice. A complicare ulteriormente lo scenario si inseriscono le prime indiscrezioni — riportate da LatinaOggi — su un possibile interessamento della Scafatese Calcio 1922, società campana fresca di promozione in Lega Pro, che starebbe valutando l'ipotesi di disputare temporaneamente le proprie gare interne sul manto erboso pontino.

Il motivo sarebbe di natura pratica: il club di Scafati si troverebbe a fare i conti con criticità legate al proprio stadio, che richiederebbe interventi prima di poter ospitare il calcio professionistico di Serie C. In attesa del completamento dei lavori, la società campana avrebbe quindi esplorato la possibilità di appoggiarsi a strutture alternative, e il "Francioni" sarebbe finito nel novero delle opzioni considerate.

Se l'ipotesi dovesse tradursi in realtà, essa si sovrapporrebbe inevitabilmente all'esito del bando comunale: chiunque si aggiudichi la gestione dell'impianto si troverebbe a dover fare i conti con questa variabile imprevista, con tutto ciò che ne consegue sul piano organizzativo e relazionale.

La notizia ha già prodotto un effetto dirompente sulle tribune virtuali della tifoseria del Latina Calcio. Una parte consistente dei sostenitori nerazzurri ha manifestato apertamente la propria contrarietà all'idea di condividere lo stadio di casa con un'altra società, indipendentemente dalle circostanze che la determinerebbero. Il "Francioni", per chi vive di calcio pontino, non è soltanto un impianto sportivo: è un'identità, un riferimento territoriale che si intende preservare nella sua esclusività.

Le difficoltà strutturali e le incertezze gestionali che hanno caratterizzato il percorso recente del club pontino rendono la questione ancora più sensibile. In un contesto già fragile, la prospettiva di cedere — anche solo temporaneamente e parzialmente — gli spazi del proprio stadio viene vissuta da molti come un ulteriore segnale di debolezza istituzionale.

A inasprire il clima contribuisce un elemento che va oltre la semplice logistica. La Scafatese Calcio 1922, con la sua promozione in Lega Pro, è stata inserita nello stesso girone C di Serie C in cui milita il Latina. Le due squadre sono quindi dirette concorrenti nel medesimo campionato. L'eventualità che una squadra avversaria possa disputare le proprie partite casalinghe proprio al "Francioni" — dove il Latina gioca e si allena — rappresenta un cortocircuito difficile da digerire, tanto per i tifosi quanto, presumibilmente, per la dirigenza del club di casa.

Un campo neutro che diventa terreno amico dell'avversario, almeno agli occhi di chi a Latina il calcio lo segue con passione: è questa la sintesi provocatoria, ma non del tutto infondata, con cui la questione viene percepita negli ambienti sportivi locali.

Al centro di questa vicenda multiforme resta il provvedimento comunale. Il nuovo bando per l'affidamento dello stadio "Domenico Francioni" e del complesso dell'ex Fulgorcavi è il fulcro attorno al quale ruotano tutti gli altri elementi: le aspirazioni dei potenziali gestori, le esigenze della Scafatese, le preoccupazioni della tifoseria nerazzurra e il futuro prossimo del calcio a Latina.

Chi si aggiudicherà la gestione dell'impianto dovrà affrontare una situazione già ingarbugliata in partenza, navigando tra istanze sportive, pressioni della comunità locale e vincoli amministrativi. La questione, per ora, rimane aperta in tutta la sua complessità — e difficilmente si chiuderà in tempi brevi.

Sezione: Serie C / Data: Mer 27 maggio 2026 alle 07:15
Autore: Andrea Villa
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