Si chiude con una sconfitta pesante e senza attenuanti la stagione dell'Adriese in Serie D. Il risultato finale contro il Brian Lignano (0-4 in favore degli avversari) rappresenta molto più di una mera statistica: è il sigillo su un'annata travagliata, che aveva già da settimane emesso il suo verdetto più duro, ovvero la retrocessione in Eccellenza.
In campo, nell'ultima giornata, si è vista una squadra priva di energie e lucidità, incapace di opporre resistenza a un avversario più brillante e concreto. Il passivo subito riflette fedelmente l'andamento complessivo di un campionato vissuto perlopiù in affanno, in cui le difficoltà hanno prevalso sui momenti di luce.
A fare il punto sulla stagione è stato il tecnico Roberto Mantoan, intervenuto nel post partita con una lettura articolata del percorso compiuto. «È stata un'annata difficile, complicata ma intensa, affrontata con serietà e spirito di gruppo», ha dichiarato l'allenatore, che non ha eluso le criticità ma ha anche voluto mettere in risalto alcuni aspetti incoraggianti, come la crescita di alcuni elementi giovani della rosa.
Mantoan ha poi spiegato le ragioni del turnover ampio adottato nell'ultima partita: «Nel finale era giusto dare spazio a chi aveva giocato meno. Parliamo di ragazzi che meritavano minutaggio». Una scelta che tradisce, al di là del risultato, una precisa filosofia gestionale orientata alla valorizzazione dell'intera rosa.
Il tecnico ha inoltre inquadrato il rendimento della squadra all'interno di un contesto competitivo particolarmente selettivo: «È stata una stagione anomala. La quota per salvarsi è stata più alta rispetto ad altri gironi. Squadre importanti hanno lottato fino all'ultimo, e questo rende il nostro percorso più significativo, nonostante l'esito finale». Un argomento che, pur non cancellando la retrocessione, contribuisce a restituire una dimensione più equa delle difficoltà incontrate.
Sul calo evidente nelle ultime settimane, Mantoan è stato esplicito: «Nell'ultimo mese le batterie erano scariche. Dopo una stagione così dispendiosa è normale, ma la squadra ha sempre onorato la maglia». Un riconoscimento all'impegno dei giocatori, anche quando i risultati non arridevano.
Nonostante la delusione per la retrocessione, il tifo organizzato ha voluto comunque tributare un omaggio ai giocatori a fine gara, un segnale di attaccamento che non è passato inosservato nell'ambiente granata.
Sul fronte tecnico, il futuro appare tuttavia incerto. Mantoan ha ammesso che la sua permanenza sulla panchina dell'Adriese è improbabile: «Difficilmente rimarrò qui anche il prossimo anno». Nel congedarsi, l'allenatore ha ringraziato la società nelle persone del presidente Emanuele Mancin e del direttore generale Marco Perazzolo, nonché Massimo Pedriali ed Emanuele Busetto, che lo hanno preceduto e affiancato nel corso dell'avventura.
Attorno all'Adriese iniziano intanto a circolare le prime voci di mercato e di possibili cambiamenti nella struttura dirigenziale, con il nome di Massimo Bovolenta che emerge tra le indiscrezioni. Al momento, tuttavia, non sono emerse conferme ufficiali né notizie concrete su nuovi assetti societari.
Il club si trova ora di fronte a un passaggio delicato: definire con chiarezza un progetto per ripartire dall'Eccellenza, oppure rischiare di affrontare un'ulteriore estate di incertezze. Le basi su cui costruire — a partire dal lavoro sui giovani — esistono, ma molto dipenderà dalle scelte che verranno compiute nelle prossime settimane, sia sul piano tecnico che su quello organizzativo.
Resta, per ora, l'amaro in bocca per un epilogo che segna l'addio alla Serie D. Ma anche la consapevolezza che, nelle difficoltà, qualcosa di concreto su cui ricostruire è stato comunque gettato.
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