La Serie C non è più un miraggio per l'Ancona. A un solo punto dalla vetta della classifica, i biancorossi si preparano a una volata finale che potrebbe riportare il club marchigiano tra i professionisti. Ma mentre la squadra combatte sul campo, sugli spalti del Del Conero continua a regnare un clima di diffidenza che stride con i risultati ottenuti. A fare il punto della situazione è Libero Brignoccoli, club manager dell'Ancona ed ex arbitro di Serie A, intervistato alla vigilia di una giornata cruciale per il futuro del club.
La lunga esperienza di Brignoccoli come arbitro ai massimi livelli gli consente di esprimere un giudizio tecnico sullo stato dell'arbitraggio nella quarta serie nazionale. Il suo parere - raccolto dal Corriere Adriatico - è netto: «Fino a ora non ho visto arbitri pronti per fare il salto di qualità e approdare quindi tra i professionisti».
Sul tema del VAR, sempre più dibattuto anche nelle categorie minori, il club manager ha le idee chiare: «Un bene e anche la richiesta di visionare le azioni a chiamata come si sta provando a fare in Lega Pro non mi convince per niente. Si sta perdendo anche il gusto di esultare».
Il discorso si sposta poi sulla situazione sportiva dell'Ancona, ormai pienamente inserita nella lotta per il salto di categoria. Brignoccoli non ha dubbi nell'individuare i meriti della rinascita biancorossa: «Noi abbiamo un allenatore che ci ha creduto sempre da tempi non sospetti, lo aveva dichiarato anche prima di partire per il ritiro, tra lo scetticismo generale. Invece ha forgiato un gruppo di ferro che ha saputo reagire alle difficoltà e adesso è in piena corsa per la promozione in C. I ragazzi sono contenti di essere risaliti così in alto ma è un'esultanza misurata. Sanno che il difficile viene adesso a cominciare dalla partita di domenica con il Castelfidardo (di cui è ex dirigente, ndr) a caccia di punti salvezza, la peggiore che ci potesse capitare in questo momento».
Il match domenicale rappresenta infatti una vera e propria insidia per i biancorossi: affrontare una squadra in lotta per la salvezza, guidata da motivazioni estreme, è sempre complicato, soprattutto quando si è in piena corsa per obiettivi importanti.
Ma è sul rapporto tra squadra e città che Brignoccoli manifesta il proprio disappunto. Da anconetano doc, il dirigente fatica a comprendere la distanza che separa i risultati sportivi dalla risposta del pubblico: «Questa e una cosa che mi lascia male da anconetano, qui c'è tutto per far tornare la gente al Del Conero, con una squadra che combatte, lotta e fa anche divertire. Capisco le tante fregature del passato ma in questo momento pensiamo a quello che può diventare una cosa bellissima».
Il riferimento alle "fregature del passato" è chiaro: negli ultimi anni l'Ancona ha vissuto vicende societarie travagliate che hanno minato la fiducia dei tifosi. Tuttavia, secondo Brignoccoli, il presente meriterebbe un atteggiamento diverso, più propositivo e fiducioso.
Il nodo della questione sembra essere proprio la mancanza di fiducia nella società attuale. Su questo punto il club manager lancia un appello: «Diamogli un po' di fiducia con la speranza che soprattutto in caso di salto in Lega Pro, poi si avvicini qualcuno a dare una mano, e questo certamente sarà un passo fondamentale per il futuro dell'Ancona».
Un messaggio duplice, dunque: da una parte l'invito ai tifosi a sostenere la squadra in questa fase cruciale, dall'altra l'auspicio che l'eventuale promozione possa attrarre nuovi investitori capaci di garantire solidità economica e progettuale al club.
Le prossime settimane saranno decisive per capire se l'Ancona riuscirà a coronare il sogno della Serie C e se la città saprà ritrovare quel legame con la propria squadra che in passato ha reso il Del Conero uno degli stadi più caldi delle Marche. Per ora, sul campo, la squadra di Maurizi continua a fare la sua parte. Toccherà poi a tifosi e imprenditori decidere se accompagnare questo percorso di rinascita.
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