La vicenda relativa al passaggio di proprietà della Salernitana continua a registrare sviluppi e solleva questioni procedurali di rilievo. A fare chiarezza sui diversi passaggi dell'operazione è intervenuto il notaio Luca Restaino, che in una dichiarazione rilasciata a LIRATV ha analizzato nel dettaglio gli aspetti normativi e le tempistiche necessarie per completare la transazione.

La situazione attuale, come riportato anche da TuttoSalernitana, appare tutt'altro che prossima a una definizione rapida, presentando invece una serie di adempimenti formali che richiedono tempi tecnici non comprimibili.

Il punto di partenza dell'analisi riguarda l'assetto proprietario attuale del club granata. "Punto primo: noi sappiamo che è stata effettuata una scissione societaria quindi le quote della U.S. Salernitana sono di proprietà della Salerno Coast Investment", ha spiegato Restaino, introducendo subito un primo elemento di complessità procedurale.

L'esperto ha evidenziato come tale operazione sia sottoposta a specifiche disposizioni federali: "C'è l'articolo 20 delle Noif che prevede un'approvazione delle operazioni di scissione da parte di società affiliate alla Federazione che devono essere comunicate e approvate, bisogna capire se è stato fatto e se l'istruttoria si è conclusa. Questo è un primo aspetto".

Si tratta di una verifica preliminare indispensabile, che costituisce il presupposto per la validità dell'intera struttura operativa della transazione in corso.

Superata la questione della scissione, l'attenzione si concentra sulla fase successiva, quella che riguarda il trasferimento effettivo delle partecipazioni societarie. "Dopo di che la Salerno Coast Investment promette di cedere le quote della U.S. Salernitana alla Antarees di Rufini", ha proseguito il notaio, delineando il quadro contrattuale dell'accordo.

Restaino ha quindi illustrato la natura giuridica di questo tipo di impegni: "Normalmente in queste operazioni c'è un termine per la stipula di un contratto definitivo. Dal giorno del preliminare entrambe le parti sono obbligate rispettivamente a cedere e ad acquistare".

Questo significa che, una volta sottoscritto il preliminare, sorge un vincolo reciproco tra le parti, che non possono sottrarsi agli impegni assunti se non esponendosi a conseguenze di carattere legale.

Un passaggio particolarmente rilevante dell'intervento riguarda la distinzione tra normalità e anomalia nell'esecuzione di un contratto preliminare. "Il che vuol dire che la mancata presentazione nello studio del notaio per la stipula del contratto definitivo costituisce non fisiologia ma patologia del sistema, cioè un inadempimento", ha chiarito il notaio con terminologia tecnica ma inequivocabile.

Le implicazioni di un eventuale inadempimento sono state esplicitate senza ambiguità: "Un inadempimento che espone a una serie di conseguenze, cioè al risarcimento dei danni, colui che se ne rende causa. Ma ripeto, è patologia del sistema non fisiologia".

In sostanza, se una delle parti non si presentasse all'appuntamento per la firma del contratto definitivo nei termini previsti, si configurerebbe una violazione contrattuale con tutte le conseguenze risarcitorie del caso.

Il cuore della questione, per quanto riguarda le tempistiche, risiede però in un adempimento di natura federale che precede necessariamente la stipula definitiva. "La normale conseguenza di un contratto preliminare è la stipula di un contratto definitivo rispetto al quale entra in gioco il 20 bis delle Noif", ha sottolineato Restaino.

La norma in questione impone un passaggio amministrativo ineludibile: "Nel senso che il promittente acquirente di una società deve interloquire con la Federazione preventivamente rispetto al contratto definitivo".

Si tratta di un iter di verifica che la Federazione Italiana Giuoco Calcio deve espletare prima che la cessione possa perfezionarsi definitivamente, un controllo che riguarda l'idoneità del soggetto acquirente e la conformità dell'operazione alle normative sportive vigenti.

Proprio la necessità di completare questo passaggio federale rende irrealistiche le aspettative di una conclusione rapida dell'operazione. "E questo ovviamente rende impensabile, per un'operazione che si è chiusa da pochi giorni, la stipula del contratto nell'immediatezza", ha affermato il notaio con nettezza.

La sua valutazione sui tempi è stata esplicita e priva di margini di dubbio: "Quindi io non solo mi sentirei di smentire domani ma mi sentirei di smentire anche giovedì o venerdì".

Una dichiarazione che esclude categoricamente qualsiasi possibilità di perfezionamento della cessione nel brevissimo termine, ponendo un freno alle speculazioni su date imminenti per la firma definitiva.

La ricostruzione fornita da Restaino delinea dunque uno scenario articolato, in cui diversi livelli procedurali si intersecano: quello civilistico del contratto preliminare, quello amministrativo dell'approvazione federale della scissione, quello regolamentare dell'interlocuzione preventiva con la FIGC prevista dall'articolo 20 bis delle Noif.

Ciascuno di questi passaggi richiede verifiche specifiche e comporta tempi tecnici che non possono essere elusi o compressi oltre un certo limite. La cessione della Salernitana, pertanto, appare destinata a seguire un percorso più lungo di quanto alcune indiscrezioni possano aver lasciato intendere.

Per i tifosi granata e per tutti gli osservatori della vicenda, la parola d'ordine sembra essere pazienza: le norme federali e le procedure contrattuali impongono di attendere che ogni tassello vada al suo posto secondo le regole, senza scorciatoie possibili.

Sezione: Serie D / Data: Mar 17 marzo 2026 alle 22:45
Autore: Alessandra Galbussera
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