L'ambiente del Treviso calcio vive giorni di trepidante attesa. La promozione in Serie C appare ormai a portata di mano, ma nello spogliatoio biancoceleste nessuno si concede distrazioni. Il pareggio strappato nel recupero contro il Cjarlins Muzane a Sevegliano, grazie alla rete di Chiabotto al minuto 93, ha confermato il carattere di una squadra che non conosce la parola resa.
Quella sfida ha segnato anche il ritorno da titolare di Matteo Salvi, pilastro difensivo della formazione trevigiana. Il centrale, che compirà 26 anni il prossimo 20 marzo, era assente dall'8 febbraio scorso, quando aveva indossato per l'ultima volta la maglia da titolare nella trasferta di Lignano. Uno stiramento di primo grado al soleo lo aveva costretto a un lungo periodo di stop, ma domenica è tornato a guidare la retroguardia dal primo minuto.
«Sono contento di aver ripreso presto la forma», ha dichiarato il difensore, come riportato dal quotidiano "La Tribuna". «Domenica il fisico ha risposto bene, ho superato questo periodo senza troppe difficoltà nonostante un infortunio al polpaccio che mi ha tenuto fermo un mese».
I numeri parlano chiaro: il reparto arretrato del Treviso è il migliore dell'intero girone C di Serie D. In 27 partite disputate, la squadra ha incassato appena 14 reti, di cui soltanto 4 su azione. Un dato che fotografa una solidità difensiva straordinaria e rappresenta uno dei segreti del dominio in classifica.
Per la gara di Sevegliano, il tecnico Gorini ha optato per una soluzione tattica inedita, schierando una difesa a tre con Salvi centrale, affiancato da Sean Martinelli sul lato sinistro e Andrea Munaretto a destra. Un esperimento che ha convinto il numero 6.
«Era la prima volta che giocavamo così», ha spiegato Salvi. «Abbiamo difeso bene nonostante qualche piccola sbavatura, ma il giudizio complessivo è positivo. Mi sono trovato a mio agio in mezzo; non è un ruolo nuovo per me, l'ho ricoperto spesso in passato. Di Martinelli e Munaretto mi fido ciecamente: avere la loro copertura è un vantaggio enorme».
Al di là dell'aspetto tecnico e tattico, ciò che emerge dalle parole del difensore è la consapevolezza di appartenere a un gruppo dal carattere eccezionale. Il pareggio conquistato in extremis in Friuli non rappresenta solo un punto prezioso per la classifica, ma racchiude un messaggio preciso rivolto alle avversarie.
«Quel pareggio al 93' dimostra che il Treviso non molla mai», ha sottolineato con orgoglio Salvi. «Abbiamo un carattere immenso e lo abbiamo dimostrato ancora una volta».
Nonostante il vantaggio di 14 punti sull'Union Clodiense, seconda forza del campionato, nell'ambiente biancoceleste non si respira aria di trionfalismo. La concentrazione rimane massima e l'approccio al lavoro quotidiano non è cambiato rispetto all'inizio della stagione.
«Il rischio di rallentare inconsciamente ci sarebbe, ma noi continuiamo ad allenarci forte», ha ammonito il difensore. «Siamo consapevoli di non aver ancora concluso nulla».
I calcoli per la promozione matematica sono presto fatti: servono ancora 7 punti per raggiungere la certezza aritmetica del salto di categoria. Il calendario offre ora al Treviso due opportunità consecutive davanti al pubblico amico dello stadio Tenni, con gli impegni casalinghi contro Luparense e Obermais.
«Dobbiamo cercare di chiudere il campionato il prima possibile, prima finisce e meglio è», ha ribadito Salvi, tracciando la rotta verso il traguardo.
Se la squadra dovesse ottenere due vittorie consecutive e l'Union Clodiense non dovesse commettere passi falsi, i festeggiamenti potrebbero scattare durante la settimana pasquale, in occasione della trasferta di Altavilla Vicentina. Un appuntamento che potrebbe entrare nella storia del club.
Ripercorrendo i mesi trascorsi dal ritiro estivo di fine luglio, il centrale non nasconde la soddisfazione per il cammino compiuto dalla squadra. Una trasformazione che ha coinvolto non solo l'aspetto tecnico-tattico, ma anche quello umano e caratteriale.
«Il miglioramento della squadra è stato enorme, sia tecnico che caratteriale», ha analizzato Salvi. «Molti di noi sono cambiati profondamente dal primo giorno di ritiro. È un grande gruppo, uno di quelli che mi rimarrà dentro per sempre, soprattutto a livello morale».
Con il ritorno di uno dei suoi leader difensivi, il Treviso si appresta ad affrontare le settimane decisive della stagione con rinnovata fiducia. Una difesa che non concede nulla agli avversari, un centrocampo solido e un attacco capace di risolvere le partite anche nei minuti finali: gli ingredienti per completare un'annata memorabile ci sono tutti.
Ora spetta alla squadra trasformare un sogno cullato per mesi nella realtà della Serie C. Con la consapevolezza che, come ha dimostrato il gol di Chiabotto al 93', questo Treviso non molla mai.
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