La Fidelis Andria attraversa un momento di profonda riflessione che ha portato a una decisione drastica sul piano tecnico. Dopo un bottino giudicato insufficiente di soli sei punti raccolti nelle ultime otto sfide, la società ha optato per l'avvicendamento in panchina, sollevando dall'incarico l'andriese Giuseppe Scaringella per puntare su Lillo Catalano.
Una scelta sofferta ma ritenuta inevitabile dai vertici del club federiciano, specialmente dopo la sconfitta rimediata sul campo della capolista Paganese, che ha visto i biancazzurri scivolare fino alla nona posizione nel girone H di Serie D. Una posizione di metà classifica che, pur mantenendo un distacco minimo dalla zona play-off, vede pericolosamente avvicinarsi le sabbie mobili dei play-out.
Il presidente Luca Vallarella ha voluto chiarire personalmente i motivi che hanno spinto la proprietà a questo cambio di rotta, sottolineando la necessità di intervenire tempestivamente sulla psicologia e sui risultati del gruppo. «Bisognava dare una sterzata, prima che la situazione degenerasse ulteriormente», ha ammesso con schiettezza il massimo dirigente, spiegando che l'esonero non rappresenta un atto di accusa esclusivo verso il precedente allenatore. Anzi, Vallarella ha tenuto a precisare che le criticità emerse nell'ultimo periodo coinvolgono l'intero ambiente: «Mi dispiace che le colpe siano ricadute principalmente su mister Scaringella, in quanto vanno sicuramente condivise con tutti, società e squadra compresa».
Per l'individuazione del profilo ideale a cui affidare la rinascita della Fidelis, la dirigenza si è rimessa totalmente alla competenza del proprio uomo mercato. Il patron ha infatti confermato la piena fiducia nell'operato del direttore sportivo Gianni Califano, il quale ha indicato in Catalano l'uomo giusto per traghettare la squadra fuori dalle difficoltà attuali. La missione affidata al nuovo tecnico è chiara e priva di fronzoli: ritrovare stabilità e, soprattutto, punti pesanti per mettere in sicurezza la permanenza in categoria. «Abbiamo chiesto al mister di stabilizzare la situazione e allontanare la zona play-out, cominciando a conquistare i 3 punti già da domenica contro la Virtus Francavilla», ha dichiarato il presidente, spostando l'attenzione sull'imminente e complicato impegno casalingo.
Nel ripercorrere l'andamento di una stagione vissuta su binari altalenanti, Vallarella ha espresso una punta di rammarico per quello che poteva essere e non è stato, senza tuttavia nascondersi dietro facili scuse. Sebbene il club non avesse iniziato il torneo con l'obbligo categorico di centrare la promozione diretta, le prestazioni iniziali avevano autorizzato a sognare in grande. «Non siamo partiti per vincere il campionato, abbiamo ad un certo punto pregustato il sapore dell’alta classifica ma dopo le 3 sconfitte consecutive e dei pareggi scialbi siamo scesi a metà classifica», ha analizzato con lucidità il patron azzurro. Questa involuzione ha spinto la società a riconsiderare i traguardi immediati, mettendo da parte i voli pindarici per concentrarsi sulla realtà del campo.
Il messaggio finale della proprietà alla squadra e alla piazza è improntato al pragmatismo. Non è più tempo di guardare alla vetta con nostalgia, ma di rimboccarsi le maniche per evitare che una stagione complicata possa trasformarsi in un incubo sportivo. La gerarchia dei bisogni in casa Fidelis è stata ridisegnata nelle ultime ore, ponendo al primo posto la salvaguardia della categoria e la risalita in posizioni meno turbolente. «Ora la priorità principale è discostarsi dalla zona bassa della graduatoria», ha concluso in modo perentorio Vallarella, tracciando la linea di confine tra le ambizioni del passato e l'urgenza di un presente che richiede massimo impegno e risultati immediati.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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