Ci sono partite che valgono tre punti, e poi ci sono partite che valgono una stagione intera. Quella che andrà in scena sul prato del catino dell'Anco Marzio non è una semplice sfida di cartello del Girone F: è un duello rusticano in cui chi sbatte le palpebre per primo, rischia di dire addio ai sogni di gloria. Ostiamare contro Teramo, seconda contro terza. Ma, soprattutto, le due uniche vere anti-Ancona faccia a faccia.
Se i colleghi della stampa si limitano a inquadrarlo come un "crocevia", noi preferiamo la cruda realtà dei fatti: è una roulette russa. Perché in questo appassionante thriller a tre per la promozione diretta, c'è un convitato di pietra che si gode lo spettacolo con i popcorn in mano. È l'Ancona capolista, che impegnata contro il Giulianova spera nell'unica combinazione fatale per le inseguitrici: il pareggio. Una "X" all'Anco Marzio non sarebbe un brodino caldo per muovere la classifica, ma una sentenza. Ecco perché Ostiamare e Teramo devono vincere. Ed ecco perché ci aspetta una partita brutale, tattica, bellissima.
I biancoviola padroni di casa hanno un vantaggio piscologico non indifferente: aver già attraversato il deserto. Le scorie del recente periodo di flessione sembrano ormai smaltite. La squadra ha ritrovato la sua identità primordiale: una difesa rocciosa a fare da fondamento e, soprattutto, un attacco che fa paura. Numeri alla mano, l'attacco laziale è il migliore del Girone, persino superiore a quello degli abruzzesi.
Tutto ruota attorno a un nome: Samuele Vianni. Otto reti in campionato non dicono tutto del peso specifico di questo ragazzo. Vianni non è solo un terminale offensivo, è l'epicentro sismico del gioco di un'Ostiamare che ama aggredire gli spazi in verticale. Contenerlo richiederà ai difensori del Teramo una partita ai limiti della perfezione.
Ma se l'Ostiamare affida le sue chiavi all'ariete Vianni, il Teramo risponde con una formula tattica che sta togliendo il sonno agli allenatori avversari. I biancorossi non ti colpiscono con il classico "numero 9" che fa a sportellate in area, ma ti aggirano. Ti anestetizzano, e poi colpiscono dai lati ciechi.
L'asse composto da Gianluca Carpani e Marcello Sereni è pura avanguardia per la categoria. Sette gol a testa, ma con mansioni diametralmente opposte: Sereni inventa, strappa, crea la superiorità numerica; Carpani è il maestro degli inserimenti, il centrocampista ombra che arriva a fari spenti quando la difesa guarda il pallone. Quattordici gol in due, partendo lontano dalla porta. Un rebus che la mediana laziale dovrà sbrogliare tagliando le linee di passaggio prima che la palla arrivi sulla trequarti.
All'Anco Marzio non vincerà chi ha il miglior possesso palla. Vincerà chi saprà gestire i momenti di vuoto, chi sfrutterà la palla inattiva "sporca", chi accetterà di soffrire nei momenti in cui l'inerzia passerà all'avversario. Il Teramo vuole il controsorpasso sfruttando la malizia dei suoi senatori; l'Ostiamare vuole blindare il secondo posto per lanciare l'assalto finale alla vetta spinta dal proprio pubblico.
Novanta minuti per decidere chi sarà il vero cacciatore, e chi dovrà rassegnarsi a un finale di stagione con il naso all'insù verso la lotteria dei playoff. Mettetevi comodi, il Girone F sta per prendere fuoco.
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