Il percorso della Sancataldese nel girone I della Serie D entra ufficialmente nella sua fase più incandescente, quella in cui ogni pallone scotta e ogni punto può valere una stagione intera. Con otto confronti ancora da disputare e un bottino potenziale di ventiquattro punti, i verdeamaranto si trovano davanti a un bivio cruciale per mantenere la categoria, in una graduatoria che continua a mostrare un equilibrio sottilissimo tra il sogno della permanenza diretta e l'incubo della retrocessione.
Attualmente posizionata al quattordicesimo posto, la formazione siciliana si troverebbe a disputare i play-out tra le mura amiche, in un ipotetico scontro fratricida contro il Messina. Tuttavia, le distanze ridotte rendono la classifica una vera polveriera: se l'Enna e il Ragusa navigano in acque leggermente più tranquille, il gruppo che comprende Vibonese, Sancataldese, Messina e Acireale è racchiuso in una manciata di punti, con lo spettro della zona rossa occupata da Castrum Favara e Paternò che resta pericolosamente vicino.
In questo scenario di estrema incertezza, la società ha deciso di affidarsi nuovamente all'esperienza di Orazio Pidatella, il cui ritorno in panchina sembra aver restituito quell'anima che pareva smarrita. Le ultime uscite hanno mostrato una squadra rinvigorita, capace di centrare un successo fondamentale contro l'Enna e di tenere testa a una corazzata come la Reggina, nonostante il risultato finale non abbia premiato una prestazione giudicata comunque di alto livello per intensità e compattezza.
Il calendario mette ora i verdeamaranto di fronte a otto "finali", equamente divise tra impegni interni ed esterni. Il cammino al «Valentino Mazzola» sarà l'ago della bilancia, con le sfide contro Sambiase, Nissa, Gelbison e Vigor Lamezia che rappresentano tappe obbligate per costruire la salvezza. Proprio le gare casalinghe, eccezion fatta per l'atteso e complicato derby contro la Nissa, vedranno la Sancataldese opposta a compagini che sembrano avere ormai poco da chiedere a questo campionato.
Parallelamente, il percorso lontano da San Cataldo riserverà insidie non indifferenti, con trasferte delicate sui campi di Castrum Favara, Vibonese e Ragusa, prima dell'ultimo, proibitivo impegno stagionale contro il Savoia. Si parte domenica prossima proprio contro il Sambiase, una gara che profuma di rivincita: fu proprio la sconfitta dell'andata in Calabria a determinare l'addio temporaneo di Pidatella, aprendo una parentesi tecnica che non ha portato i frutti sperati dalla dirigenza.
Il presidente Ivano La Cagnina ha voluto fare il punto della situazione, esprimendo moderato ottimismo per l'inversione di tendenza vista nelle ultime settimane. «Il ritorno di mister Pidatella ha portato una scossa soprattutto a livello mentale» ha sottolineato il patron, evidenziando come anche la qualità del gioco abbia beneficiato della nuova gestione, con una fluidità di manovra che ha convinto sia contro l'Enna che nella sfortunata trasferta di Reggio Calabria.
Il numero uno del club ha inoltre rivendicato l'operato della società, ricordando gli sforzi economici e organizzativi messi in campo per raddrizzare una stagione nata sotto una cattiva stella. «Dopo avere cambiato due allenatori e quasi tutta la squadra, come società non potevamo fare molto di più» ha spiegato La Cagnina, sottolineando come la dirigenza abbia fatto tutto il possibile per mettere il gruppo nelle condizioni di competere per l'obiettivo prefissato.
La strategia per il rush finale è chiara: trasformare lo stadio di casa in un fortino inespugnabile dove non sono ammessi passi falsi. La convinzione del presidente è che la Sancataldese debba puntare al massimo anche contro le big del torneo, senza timori reverenziali. «Nelle prossime otto partite può succedere di tutto, ma non possiamo sbagliare le partite in casa, provando a fare bottino pieno anche con la Nissa, nonostante la loro forza» ha ribadito con determinazione.
L'ultimo pensiero del massimo dirigente è andato ai sostenitori, da sempre considerati l'anima pulsante della piazza e un fattore determinante nei momenti di difficoltà. L'appello è quello di una mobilitazione generale per spingere la squadra oltre l'ostacolo in queste ultime settimane di passione. «Il pubblico, da sempre il nostro dodicesimo uomo in campo, dovrà darci una grande mano e sostenere la squadra» ha concluso La Cagnina, auspicando una cornice di pubblico degna delle grandi occasioni.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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