La bruciante sconfitta rimediata al Veneziani contro il Monopoli continua a generare onde d'urto pesantissime in casa Casarano, lasciando strascichi che vanno ben oltre il semplice dato statistico del tabellino.
Il presidente Filograna ha deciso di rompere il silenzio con una nota ufficiale dai toni estremamente severi, manifestando tutto il proprio disappunto per l'incredibile rimonta subita nell'ultimo turno di campionato.
Prima della ripresa degli allenamenti, il numero uno del club ha voluto convocare d’urgenza l'intero organico e lo staff tecnico per un confronto diretto e senza filtri, definendo la prestazione offerta in terra barese come un momento di profonda amarezza.
Secondo il massimo dirigente, la delusione più grande non deriva tanto dal risultato negativo in sé, quanto piuttosto dall'approccio psicologico mostrato dai calciatori durante la seconda frazione di gioco.
Filograna ha osservato con estremo rammarico come la squadra sia letteralmente sparita dal campo dopo l'intervallo, evidenziando una preoccupante mancanza di quegli attributi agonistici che dovrebbero contraddistinguere chi indossa questa maglia.
«Nel calcio si può uscire sconfitti, ma sempre lottando a testa alta, dimostrando senso di appartenenza, temperamento e coesione», ha tuonato il presidente, sottolineando come tali doti siano risultate purtroppo non pervenute nella serata di lunedì.
L'analisi del match mette in luce un paradosso: dopo una prima parte di gara giudicata quantomeno discreta, la compagine rossazzurra si è disgregata sotto i colpi degli avversari, palesando un'assenza totale di forza d'animo e determinazione.
Il crollo è stato verticale e immediato, con la squadra che è parsa subire passivamente l'iniziativa del Monopoli, capitolando alla prima vera difficoltà e finendo poi nel baratro in modo quasi naturale e rassegnato.
Il patron ha chiarito di non poter più tollerare simili cali di tensione, definendo la partita del Veneziani come «un’umiliazione sportiva», un termine forte che riflette la gravità della situazione e la pochezza della reazione agonistica vista sul rettangolo verde.
Quello che più preoccupa la proprietà è la fragilità mentale del gruppo, una costante che si è riproposta con eccessiva frequenza durante l'arco della stagione e che impedisce al Casarano di gestire i momenti di pressione.
Nonostante la presenza di numerosi elementi di comprovata esperienza con centinaia di battaglie alle spalle nel professionismo, la difesa continua a mostrare lacune imbarazzanti, un vero e proprio tallone d'Achille che non è mai stato sanato.
Filograna ha ribadito con forza che l'immagine di una città come Casarano, pur piccola ma con una storia calcistica gloriosa e importante, merita di essere difesa con le unghie e con i denti da chiunque scenda in campo.
A sette giornate dalla conclusione del torneo, il messaggio inviato allo spogliatoio è un ultimatum senza appello: non saranno più accettate scuse o giustificazioni di alcun tipo da parte di nessuno, dai senatori ai più giovani.
«Ora pretendo da tutti, calciatori e staff, una reazione degna di questo nome», ha aggiunto il presidente, richiamando i leader del gruppo alle proprie responsabilità affinché possano guidare i compagni fuori da questo tunnel di apatia.
Le partite devono essere interpretate con spirito battagliero dal primo all'ultimo secondo, poiché la piazza esige rispetto e una dignità sportiva che nell'ultimo turno è venuta totalmente a mancare.
Il prossimo appuntamento di campionato rappresenterà dunque un crocevia fondamentale per capire se le dure parole del patron siano state recepite o se, al contrario, l'orgoglio dei calciatori sia ormai un ricordo lontano.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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