Un pareggio che vale tantissimo, una vera iniezione di fiducia e un segnale forte lanciato al campionato. La prestazione del Manfredonia, capace di fermare sul pari la capolista Fasano giocando per circa ottanta minuti in dieci uomini, ha riempito d'orgoglio Mister Luigi Pezzella.
«È una partita che vale quattro punti», ha esordito il tecnico, esprimendo grande euforia per la determinazione con cui è arrivato il successo. La settimana era stata scandita dalla rabbia per quanto era successo a Pagani, una sconfitta subita al 90° che «a me non mi era passata». Pezzella ha descritto la squadra come un gruppo che gioca con «un'arma in più che è il cuore», e che merita di più.
Il pari è stato frutto di una prestazione eroica: «Va fatto un applauso a tutti i ragazzi perché hanno giocato una partita, sono stati eroici». Il gruppo, ha aggiunto il tecnico, lo «emoziona» e lo «rappresenta in tutto e per tutto». La prova difensiva è stata stratosferica: il Fasano, che Pezzella ha definito «la prima della classe» e una squadra con «25 giocatori importanti», non ha «mai tirato verso lo specchio della porta», a parte qualche tentativo da lontano o su calcio da fermo. Il Manfredonia, invece, è riuscito a concedere «zero» e a creare qualche occasione per segnare.
L'allenatore ha poi spostato l'attenzione sull'episodio che ha condizionato la gara: l'espulsione di Lamin dopo appena diciotto minuti. Pezzella ha criticato aspramente la decisione: «Purtroppo non lo so se c'è l'espulsione, un fallo del genere a centrocampo e l'arbitro dopo 20 minuti, 18 minuti ci lascia in 10 per 80 minuti».
La polemica non si è limitata all'espulsione: «Non è stato solo il fallo, sono stati tanti episodi», compreso uno al 94° in cui, a detta dei suoi giocatori, la palla era uscita di due metri, ma è stata concessa una punizione al Fasano. Il tecnico ha lanciato un monito chiaro: «Vorrei che passasse anche un messaggio che noi lavoriamo, lavoriamo tanto e se giochiamo col Fasano o giochiamo con un'altra squadra di vincere il campionato bisogna essere bisogna avere delle regole per tutte e due le squadre». Pezzella ha voluto rimarcare che il Manfredonia, dato per «già retrocessa» dagli addetti ai lavori, sta dimostrando il contrario.
Nonostante il nervosismo, Pezzella ha voluto elogiare la tifoseria e il legame che si è creato con la città, dove vive a pochi metri dallo stadio. Questo apprezzamento come uomo e allenatore gli fornisce una «motivazione che ho dentro» e che sta trasmettendo alla squadra.
Il punto è arrivato nonostante un organico ridotto ai minimi termini per i troppi infortuni (Carullo, Nobile, Badba, Knights fuori). Il gruppo, che è «forte» e «solido» a livello mentale, sta dimostrando la propria maturità sopperendo alle assenze. Pezzella ha ringraziato anche chi ha giocato di meno, come Giglio, ribadendo la sua filosofia: «Quando faccio le scelte io non guardo in faccia a nessuno», ma solo chi dimostra «fame e ambizioni».
Infine, l'appello al mercato è esplicito: «In questo momento bisogna anche mettere qualche giocatore dentro, andare sul mercato perché siamo siamo veramente corti». La speranza è di recuperare gli infortunati e ricevere rinforzi, perché in un campionato difficile «soffriremo» e solo con «questa unione» tra squadra, società e tifosi, si potrà raggiungere l'obiettivo della salvezza.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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