La marcia verso la sfida esterna di Lamezia per il Messina è stata improvvisamente scossa da alcune nubi che si sono addensate sopra il club peloritano. Due diverse segnalazioni sono state recapitate agli uffici della Figc, portando sotto la lente di ingrandimento alcune situazioni interne alla società. Nonostante il rumore di fondo, l'ambiente societario ostenta una calma piatta, filtrando una posizione di assoluta tranquillità riguardo a eventuali ripercussioni sul piano della classifica o dei risultati sportivi già ottenuti sul rettangolo verde.
Il presidente Justin Davis ha scelto la via della comunicazione diretta per spegnere l'incendio sul nascere, affidando ai propri profili social un messaggio grafico dai toni molto netti. Il numero uno del club ha bollato le indiscrezioni come un tentativo orchestrato per minare la stabilità del gruppo in un momento delicato della stagione. Secondo Davis, si tratterebbe di manovre messe in atto da chi ha l'unico scopo di danneggiare il percorso della squadra, definendo tali voci come un "veleno" generato da soggetti ben identificati dalla proprietà stessa.
Il patron ha tenuto a ribadire la solidità del progetto Racing City Group, sottolineando come la società sia pronta a difendere l'onore e il patrimonio sportivo del Messina in qualsiasi tribunale, che sia sportivo, civile o disciplinare. Davis ha puntato il dito contro chi avrebbe scelto la via della diffamazione, assicurando ai tifosi che la proprietà non ha alcuna intenzione di arretrare. L'appello rivolto alla piazza è quello della compattezza, garantendo che il futuro del club è in mani sicure e che l'obiettivo della salvezza resta la priorità assoluta da raggiungere insieme.
Entrando nel dettaglio dei fatti, le criticità sollevate riguardano due esposti ben distinti tra loro che mettono in discussione i contratti di due atleti: un calciatore attualmente nella rosa a disposizione dell'allenatore e un altro che invece ha già lasciato la città dopo essere stato ceduto in questa sessione. Queste segnalazioni non avrebbero una matrice comune, poiché una sembrerebbe essere stata inoltrata da un'altra società militante nello stesso girone, mentre la seconda avrebbe come mittente un privato cittadino che ha deciso di esporre la propria versione dei fatti agli organi competenti.
Attualmente, è bene precisare che la Procura Federale non ha ancora aperto una vera e propria fase istruttoria. La macchina della giustizia sportiva ha i suoi ritmi e, con ogni probabilità, gli accertamenti necessari non troveranno una conclusione prima della fine del campionato regolare. Questo dettaglio temporale permette al Messina di guardare al breve periodo con meno pressione, lasciando la vicenda in una fase puramente preliminare e priva di atti ufficiali notificati alla sede del club siciliano.
La dirigenza resta ferma sulla propria linea difensiva, professando piena regolarità nel proprio operato e convinta che i possibili sviluppi della vicenda non porteranno a stravolgimenti. In assenza di comunicazioni formali da parte della Figc, l'ordine di scuderia è quello di isolare il gruppo squadra da tutto ciò che non riguardi il campo di gioco. Il focus deve restare sulla partita di Lamezia e sulla rincorsa ai punti necessari per blindare la categoria, lasciando che le questioni burocratiche vengano gestite nelle sedi opportune.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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