Pergolettese, capitan Scietti: "Serve maggior cinismo sotto porta"

25.09.2015 23:15 di Ermanno Marino  articolo letto 373 volte
Pergolettese, capitan Scietti: "Serve maggior cinismo sotto porta"

San Colombano, Varese, Pizzighettone e Pergolettese. Sono le tappe della carriera del capitano Mario Scietti.
Festeggiatissimo in questa settimana per aver superato la centesima presenza con la maglia giallblù.

Capitano, hai superato le 100 presenze in maglia gialloblù. È raro di questi tempi vedere un calciatore che indossi la stessa maglia per lungo tempo; sei diventato un po’ il simbolo per i tifosi. Penso che sarà un motivo d’orgoglio per te.
“ Sicuramente per me è un motivo di soddisfazione e di orgoglio. La cosa che mi fa piacere, come hai sottolineato, è che raggiungere certi obiettivi in una società in cui ho potuto vincere un campionato e potuto disputare un campionato professionistico come la serie C, sia stato tutto molto stimolante, ed è tuttora molto soddisfacente. È una bella pagina della mia carriera che continua”.

In queste tre stagioni passate in maglia gialloblù, il momento più bello e quello più difficile?
“Mi viene facile rispondere. Il momento più bello è stato la vittoria in campionato nella prima stagione al Pergo, il più doloroso la retrocessione la stagione dopo dalla Lega Pro, anche se è coincisa con la ristrutturazione dei campionati”.

Sei all’ottava stagione in una società con a capo Cesare Fogliazza. Oltre a essere considerato ormai il suo “figlioccio pupillo”, credo che per te sia anche motivo di orgoglio l’essere sempre confermato senza titubanze.
“Come ho già avuto modo di rispondere a questa domanda, io mi sono sempre trovato bene con la famiglia Fogliazza, sia con Cesare, con la moglie Anna e con Andrea Micheli che è anche il Presidente. Mi basta una stretta di mano per andare d’accordo. La considero un po’ come la mia seconda famiglia, perchè non mi fanno mai mancare niente”.

Sei soddisfatto della tua carriera di calciatore sin qui vissuta o hai qualche rimpianto?
“Non posso dire di essere contentissimo, perché per due volte ho toccato la serie C, a Pizzighettone e a Crema e poi è sfuggita subito. Però ormai le cose passate bisogna dimenticarle e vivere solo il presente”.

L’inizio di questa stagione non è stata come ci si aspettava. 2 punti dopo 4 giornate è un bottino un po’ scarno per come sono state disputate le gare.
Se il reparto offensivo è sotto pressione per i pochi gol realizzati (solo 2 di Valente) rispetto alle occasioni avute, anche la difesa, che tu dirigi,  è sotto accusa per i troppi gol subìti con troppa facilità.
“È normale che quando non arrivano risultati e punti un po’ tutti i reparti siano sotto accusa. Chi ha potuto vedere la partite sin qui disputate, si sarà reso conto che abbiamo raccolto poco rispetto alla mole di gioco e occasioni avute. Siamo una squadra che crea tantissimo ma in questo momento concretizza poco. Un dato da rimarcare sono i 38 calci d’angolo avuti in 4 gare; significa che siamo sempre in area avversaria alla ricerca del gol. È anche vero che in fase difensiva abbiamo commesso degli errori individuali che ci sono costati cari, su questo stiamo lavorando molto per migliorarci.

Quest’anno è arrivato in panchina Alessio Tacchinardi che chiede molta più intensità ai giocatori sul piano fisico, sia in allenamento che in partita. Come ti stai trovando?
“Anche in allenamento abbiamo una intensità pazzesca. Ma poi la dimostrazione è alla domenica. Si nota nei secondi tempi, come a Piacenza e domenica scorsa col Ciserano, che nei secondi tempi gli altri calano e noi continuiamo a correre e giocare. L’arrivo di Tacchinardi in panchina a me ha fatto piacere. L’avevo già conosciuto due stagioni fa, quando ci poi ci ha lasciati che eravamo tra i primi in classifica. Può essere solo uno stimolo per cercare di far bene, perché da noi lui si aspetta tanto”.

Domenica arriva a Crema il Ciliverghe, formazione bresciana che già nella scorsa stagione è stata difficile da superare. Anche quest’ano si è presentata al via con una difesa molto solida su cui fa leva nelle gare in trasferta. C’è l’impressione generale che quest’anno il campionato si sia alzato di livello. Come ha più volte dichiarato mister Tacchinardi, è più vicino alla Lega Pro che alla serie D.
“Si, è verissimo. Si è alzato molto il livello del campionato. Sarà una stagione molto equilibrata. Non vedo una formazione che possa ammazzare il campionato o quella materasso che possa mollare in ogni momento. Saranno tutte gare da giocare come se fosse una finale, perché tutte le squadre si sono presentate alla partenza molto attrezzate e agguerrite. Ogni domenica sarà una battaglia; ma noi siamo pronti a combattere”.

Una nota positiva in questo inizio di stagione è l’aumento del pubblico allo stadio. Segnale che l’interesse per la Pergolettese è sempre molto alto.
“Questo ci fa molto piacere. Sappiamo che a Crema c’è una tifoseria molto calda ed esigente. Ovunque giochiamo gli ultras sono sempre presenti. Sta a noi far si che gli spalti del Voltini siano sempre gremiti come ora. Noi possiamo solo promettere sempre il massime impegno; ma sono convinto che presto arriveranno anche i risultati”.