Il clima attorno all’Ischia si fa rovente e il rapporto con l’amministrazione comunale sembra ormai giunto a un punto di non ritorno. In una conferenza stampa tenutasi venerdì, il presidente Luigi Lauro, come riportato minuziosamente dai colleghi de Il Dispari, ha voluto fare chiarezza su una situazione che definisce insostenibile, puntando il dito contro le istituzioni locali per gli ostacoli frapposti al rilancio del club.

Il numero uno gialloblù ha ripercorso le tappe di una gestione subentrata in un momento di grave crisi, riuscendo a risanare le casse sociali con un esborso economico significativo. «Oggi l’Ischia Calcio non ha debiti nei confronti dei calciatori, ha pagato stipendi, bonus e contributi. È una società sana e pronta a programmare il futuro» ha dichiarato Lauro, sottolineando come siano stati investiti circa 450 mila euro da novembre ad oggi per garantire la continuità operativa del club.

Il cuore della contesa resta lo stadio “Enzo Mazzella”, infrastruttura considerata irrinunciabile per ambire a palcoscenici superiori. Lauro ha smentito le voci su pretese irragionevoli, spiegando di aver semplicemente presentato una proposta di affidamento diretto, conforme alle normative, supportata da un piano d’investimenti da due milioni e mezzo di euro. «Lo stadio è la casa dell’Ischia Calcio. Se non possiamo programmare gli allenamenti e gli spazi, diventa impossibile costruire un progetto sportivo serio» ha tuonato il presidente.

Le critiche più aspre sono arrivate però riguardo alla gestione della comunicazione da parte dell’ente pubblico. Il patron gialloblù ha giudicato inaccettabile la recente diffusione di una missiva pec che sollevava dubbi sulla solvibilità del gruppo. «Siamo persone solvibili e l’Ischia Calcio è una società sana. Pubblicare una PEC che mette in dubbio la nostra capacità economica è un fatto grave» ha sottolineato con forza, evidenziando il danno d'immagine arrecato.

Lauro ha inoltre respinto l'ipotesi di dover condividere l'impianto del “Mazzella” con altre realtà locali, rivendicando la necessità di una gestione autonoma per poter sviluppare il settore giovanile e le attività tecniche in linea con le esigenze della Serie D. «Così si uccide il progetto» ha chiosato, denunciando come l'attuale posizione dell'amministrazione stia soffocando sul nascere le ambizioni della società.

Nonostante il clima di scontro, il presidente ha ribadito di aver già avviato contatti importanti con club professionistici e di aver mosso passi concreti per il rafforzamento della rosa. «Senza una prospettiva chiara non possiamo programmare il futuro» ha concluso, ribadendo la ferma volontà di proseguire con serietà, citando tra l'altro la volontà di blindare elementi come Montanino con proposte di contratti pluriennali, a dimostrazione di una progettualità che, al momento, trova risposte tiepide o ostili da parte delle istituzioni cittadine.

Sezione: Serie D / Data: Sab 20 giugno 2026 alle 16:45
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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