Nonostante l’ufficialità del suo insediamento debba ancora concretizzarsi, la nuova guida della Ternana si presenta già con le idee estremamente chiare, delineando con fermezza i contorni di un progetto che punta dritto al vertice. È quanto emerge chiaramente dalle recenti dichiarazioni raccolte dal portale Calciofere tramite un intervento dell'imprenditore di Cascia ai microfoni di Renoir TV.
A ottantatré anni, Franco Fedeli si dice pronto a immergersi in questa nuova avventura sportiva con lo spirito di chi ha ancora molto da dare e, soprattutto, da costruire. «Sono rientrato nel calcio perché avevo bisogno di ripartire. È una passione che ti dà stimoli e ti fa sentire vivo» ha confidato l'imprenditore, definendo questa sua attrazione per il rettangolo verde quasi come una condizione imprescindibile del suo quotidiano. «Il calcio è una passione, una malattia se vogliamo chiamarla così. Non ne puoi fare a meno» ha aggiunto, sottolineando come la macchina operativa sia ormai in fase di avvio.
Il cronoprogramma è serrato e gli adempimenti burocratici sono in via di definizione, con la prospettiva di un'operatività totale entro tempi brevissimi. «Faremo il versamento delle quote, apriremo il conto della nuova società e nel giro di dieci-quindici giorni dovremmo partire» ha spiegato Fedeli, tracciando il solco di una nuova gestione che si propone di essere immediata e incisiva, capace di superare le fisiologiche divergenze caratteriali con l'attuale proprietà.
Proprio in merito al sodalizio con Stefano Bandecchi, il nuovo numero uno non nasconde la necessità di una distinzione dei ruoli, pur mostrando grande fiducia nella sintonia che si verrà a creare. «Conoscendo il suo carattere e il mio, basta stabilire bene i compiti. Io mi occuperò della squadra e della società. Con le persone intelligenti non ci litighi mai, trovi sempre una soluzione. Bandecchi è intelligente» ha precisato, sgombrando il campo da eventuali timori su possibili frizioni gestionali.
Il fulcro del suo pensiero, tuttavia, resta il terreno di gioco e la mentalità che la compagine rossoverde dovrà adottare per imporsi fin da subito. «Devi fare una Ternana per vincere. In Serie D bisogna vincere» ha affermato senza mezzi termini, ricordando i successi passati. «A San Benedetto il primo anno vincemmo il campionato con nove giornate di anticipo. Bisogna costruire una squadra che faccia divertire la gente e riporti il pubblico allo stadio» ha dichiarato, ponendo l'accento sulla necessità di un legame solido con la tifoseria.
Le priorità immediate riguardano la guida tecnica e la rosa, con la piena consapevolezza che non sono ammessi errori in una categoria complessa come la Serie D. «Dobbiamo anzitutto scegliere l’allenatore, speriamo di non sbagliare» ha spiegato, ammettendo, riguardo a possibili nomi circolati, che «Lucarelli? Non lo conosco».
Infine, un avvertimento categorico per chi vestirà la maglia della Ternana, a conferma di un rigore gestionale che mette al primo posto l'attaccamento alla causa. «Vallocchia vorrei tenerlo, mi hanno parlato bene di Pettinari, però bisogna che siano prima di tutto motivati. Non si viene a Terni a svernare, chi viene qui a strappare un contratto ha sbagliato» ha concluso Fedeli, dettando le regole ferree del nuovo corso.
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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