Alfio Torrisi si presenta davanti ai microfoni con un mix di orgoglio per la risalita e profonda amarezza per l'epilogo del campionato. Il tecnico della Reggina non usa giri di parole per commentare il traguardo sfumato, nonostante il successo casalingo contro il Sambiase.
«C'è tanto rammarico anche perché c'è la consapevolezza di un campionato assolutamente alla portata. Chi vince ha sempre ragione» esordisce l'allenatore, sottolineando come la piazza reggina, per blasone e potenzialità, non dovrebbe avere rivali in questa categoria.
«Il contesto Reggina, sulla carta, non può gareggiare con nessuna, in Serie D deve solo vincere. La Reggina doveva stravincere il campionato, tutti in estate pensavamo non ci fosse storia, nonostante gli investimenti stratosferici della Nissa».
Secondo Torrisi, dopo un avvio traumatico, la squadra era riuscita a riaprire i giochi, ma è mancato il guizzo finale per completare l'opera. «Grazie al grandissimo lavoro dei ragazzi abbiamo rimesso in piedi la stagione e riacceso la speranza, nonostante il caos più totale».
«Dicevo che si poteva rimontare non perché fossi matto, ma perché c'era la consapevolezza di dimostrare qualcosa d'importante. Abbiamo centrato dieci vittorie di fila, la vittoria era alla portata, non siamo stati bravi e non sono stato bravo in primis io».
Il tecnico si assume la piena responsabilità del mancato primato, pur rendendo onore a chi ha tagliato il traguardo per primo. «Dovevo fare più del massimo, ho fatto un buon lavoro, ma non ho fatto un lavoro eccezionale. Vince solo una squadra, complimenti al Savoia».
«Il Savoia l'ha voluto vincere, ha dimostrato che quando si vuole vincere si vince, ha fatto un campionato lineare, noi siamo qui a leccarci le ferite. Però ai ragazzi non posso rimproverare nulla, per il percorso fatto insieme».
Analizzando la sfida odierna, Torrisi osserva come la sbloccare il risultato abbia facilitato il compito dei suoi. «Oggi abbiamo sbloccato subito la partita e diventiamo un'altra squadra, si aprono spazi e cambia tutto».
«A parte il secondo tempo di Lamezia, a questa squadra posso davvero dire poco. A Lamezia è scesa in campo una squadra dismessa, scarica, che non aveva alcuna voglia di vincere quella partita».
Il tecnico amaranto sposta poi l'attenzione sulla gestione delle pressioni, rifiutando di considerarle un peso negativo per i calciatori. «Non esiste la pressione di vincere, è invece la cosa più bella del mondo. Se non ho la pressione di vincere, ho sbagliato lavoro».
«Tutti vorrebbero avere la pressione di vincere, è un privilegio. Non ce l'hanno tutti, vincono sempre i soliti, sempre i soliti non vincono. Non deve essere un alibi la pressione, fare l'allenatore della Reggina è come vivere un sogno».
Torrisi ammette però di aver fallito nel mantenere alta la tensione nervosa del gruppo in alcuni momenti chiave della stagione, specialmente dopo le vittorie più prestigiose. «Non ho trasmesso la giusta intensità mentale in alcune partite».
«Dopo la vittoria di Caltanissetta ho percepito che la squadra stava perdendo un pelo che ci ha portato a mettere ferocia e determinazione. Non sono stato bravo ad invertire la rotta».
«Vincendo la partita di Caltanissetta abbiamo tutti pensato di aver vinto il campionato, in automatico ci siamo rilassati. La responsabilità di tutto ciò è mia e non dei ragazzi, dovevo fare qualcosa di più».
Infine, uno sguardo ai playoff e al futuro, con l'incrocio contro l'Athletic Palermo che evoca ricordi amari. «Affrontare l'Athletic Palermo al Granillo mi dà uno stimolo immenso per quanto accaduto all'andata, deve farci uscire il veleno».
«Se dovesse esserci un futuro con me alla Reggina c'è solo una strada maestra: quella di stravincere, non di partecipare. Dobbiamo creare qualcosa che non può creare dubbi, qualcosa di diverso per cancellare i campionati passati».
In merito alla contestazione dei tifosi verso la proprietà, Torrisi prende le difese del club. «Dispiace per la contestazione, ma tutti noi abbiamo davvero pochissimo da lamentarci con la società. Abbiamo una proprietà molto solida e va sottolineato».
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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