Il Girone A di Serie D continua a delineare le sue gerarchie dopo un'ottava giornata che ha confermato i trend d'inizio stagione, tra capoliste implacabili, favole di provincia e panchine sempre più roventi. In un turno in parte condizionato dal maltempo – con la sfida tra il fanalino di coda Celle Varazze e il Gozzano rinviata a data da destinarsi a causa dell'allerta arancione sulla Liguria – non sono mancate emozioni e ribaltoni degni di nota.

Non fa quasi più notizia, ma impressiona per la sua costanza: l'Alessandria di mister Marco Sesia è una macchina da guerra. La capolista è salita a quota 21 punti, collezionando la settima vittoria in otto gare, macchiate unicamente dal passo falso di metà settembre. Contro il Lascaris, domenica, non è stata una passeggiata: i padroni di casa sono passati in vantaggio in avvio con Ierinò, ma la forza mentale e il cinismo dei Grigi sono emersi nella ripresa. L'uno-due letale firmato da Rizzo e dal solito Alfiero ha ribaltato il match e ribadito chi comanda il girone.

L'unica squadra che sembra poter reggere – almeno per ora – questo ritmo forsennato è la Biellese, che insegue a 17 punti. I piemontesi hanno liquidato senza troppi complimenti la pericolante Valenzana Mado (4-1), chiudendo virtualmente i giochi nei primi 26 minuti grazie a De Mori, Beltrame (una sentenza quest'anno) e Brancato.

Se la corazzata Alessandria era attesa, la vera e propria rivelazione del girone si chiama Millesimo. La formazione guidata in panchina da Fabio Macchia sta scrivendo una pagina di storia incredibile: dopo aver vinto tre campionati consecutivi conquistando tre promozioni di fila, i giallorossi si trovano ora al terzo posto solitario in Serie D con 15 punti. Nell'ultimo turno hanno espugnato il "Ferdeghini" infliggendo un pesantissimo 0-4 a una Fezzanese in totale confusione. Sugli scudi uno straripante Piccardo (doppietta), oltre a Cinquini e Totaro. I savonesi tengono una media di quasi due punti a partita e non sembrano avere la minima intenzione di svegliarsi dal sogno.

Menzione d'onore obbligatoria anche per il Chisola, salito al quarto posto (14 punti) e trascinato da un V. Hrom letteralmente incontenibile: con la doppietta al Saluzzo (0-3 finale aperto dal rigore di Pereira), l'attaccante si conferma spietato, bissando di fatto le doppiette già messe a segno contro Derthona e Celle Varazze nelle due settimane precedenti.

La classifica piange per diverse compagini del territorio ligure e basso-piemontese. In un campionato dove la pazienza delle dirigenze è appesa a un filo, c'è già chi è corso ai ripari e chi si appresta a farlo.

A tenere banco è soprattutto la situazione in casa Sestri Levante. I Corsari (fermi a 8 punti e superati dalla Sanremese, vittoriosa 1-0 con Cheshmedjiev) hanno già vissuto un ribaltone tecnico, esonerando Alberto Ruvo a fine settembre per affidarsi a Matteo Pastorino. Il neo-tecnico, in cerca di riscatto dopo il burrascoso e prematuro esonero vissuto a Vado per divergenze con il presidente Tarabotto, aveva avuto un buon impatto iniziale, ma questa sconfitta frena il tentativo di risalita verso zone di classifica più serene.

L'allenatore che al momento rischia più di tutti è però Giulio Ponte, tecnico della Fezzanese. È innegabile che la squadra verde sia drammaticamente falcidiata dagli infortuni (pesano le assenze, su tutte, di Maddaloni, Vietina e Bruccini), ma lo 0-4 subìto dal Millesimo relega il club al penultimo posto con soli 7 punti, scavalcato in questo turno anche da un Borgosesia in netta ripresa (bravo a rimontare e vincere 4-2 sull'ottimo Imperia). La dirigenza potrebbe decidere per una scossa a breve termine.

Non dorme sonni tranquilli nemmeno Luca Pellegrini, mister di una Valenzana Mado incappata in un autunno da incubo: 5 punti totali, peggior difesa tra le squadre attive e un attacco spuntato (solo il guizzo di Chiwisa a limitare i danni contro la Biellese). Per Salvatore Amirante, subentrato al Celle Varazze in estate al posto di Corradi, la sosta forzata per via del rinvio rappresenta invece prezioso ossigeno in vista delle prossime battaglie.

Il Girone A si sta progressivamente spaccando in tre tronconi. L'Alessandria tenta l'allungo decisivo e approfitterà degli scontri diretti che, inevitabilmente, si creeranno tra le inseguitrici (Biellese, Millesimo e Chisola) nelle prossime settimane per tentare la fuga definitiva. In zona rossa, invece, il tempo degli alibi sembra già scaduto: dal prossimo weekend, chi non fa punti rischia di ritrovarsi con una retrocessione già scritta o, nel più classico dei copioni italiani, con la panchina saltata.

Sezione: Serie D / Data: Mar 20 ottobre 2026 alle 07:00
Autore: Maria Lopez
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