Al termine del pesante trapasso casalingo maturato contro il Trento, conclusosi con un netto tre a zero in favore degli ospiti, il direttore sportivo delle Dolomiti Bellunesi, Jacopo Giugliarelli, ha voluto fare chiarezza sulla delicatezza del momento attraversato dal club.

Il dirigente della società bellunese si è espresso senza nascondersi dietro giustificazioni di comodo, rivolgendo un pensiero immediato all'ambiente e facendo un'analisi critica dell'avvio di stagione: «Chiediamo scusa, siamo tutti delusi da questa situazione. Forse all’inizio ci eravamo un po’ illusi rispetto al nostro percorso. Ma, allo stesso tempo, conosciamo le difficoltà del campionato. E sapevamo che sarebbe stata una stagione più complicata rispetto alla precedente: momenti come quello attuale li abbiamo già vissuti. Tuttavia, tengo a ribadire che ci assumiamo ogni responsabilità: in primis i dirigenti, lo staff, la squadra. Di sicuro non siamo qui ad arrenderci, men che meno dopo dieci giornate. I momenti difficili si affrontano insieme. E insieme ne usciremo».

Il responsabile dell'area tecnica ha tracciato la strada per risalire la china, puntando sulla compattezza del gruppo e sul lavoro quotidiano da svolgere sul campo: «Si riparte dalle piccole cose. E dagli aspetti positivi, che non sono mancati neppure in una prestazione negativa. Anche se la ricetta è una soltanto: lavorare quotidianamente, dando supporto a ragazzi che ritengo non vadano colpevolizzati. Facendo sentire al gruppo il nostro calore, come società, dirigenza e ambiente in generale, possiamo condividere l’attuale momento. E superarlo attraverso l’unione».

Proseguendo nella sua disamina, Giugliarelli ha richiamato tutti a una maggiore soglia di attenzione durante la gara per evitare pericolosi passaggi a vuoto: «Perché in alcuni frangenti perdiamo la percezione di quanto accade in campo. E solo attraverso l’attenzione ai dettagli, in ogni singola seduta di allenamento, possiamo uscirne».

In conclusione, il direttore sportivo delle Dolomiti Bellunesi ha voluto spazzare via qualsiasi alibi legato ai problemi fisici che stanno condizionando l'organico: «Infortuni? Nessuno di noi deve accampare questo genere di alibi o rischiamo di fuorviare la realtà. Gli infortuni fanno parte dello sport, spetta a noi andare oltre. Le rose sono composte da 26, 27 elementi? Benissimo, gli atleti in grado di scendere in campo ci sono. Anzi, paradossalmente si possono trovare delle risorse, magari insperate, in giocatori che hanno la testa più sgombra».

Sezione: Serie C / Data: Mar 20 ottobre 2026 alle 22:15
Autore: Redazione Notiziario del Calcio / Twitter: @NotiziarioC
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