La Serie D, quarto livello del calcio italiano, si sta affermando sempre più come una fucina di talenti e un pilastro fondamentale per il movimento calcistico nazionale. In un'intervista concessa a Gazzetta Regionale, Luigi Barbiero, Coordinatore del Dipartimento Interregionale, ha affrontato vari temi cruciali per il futuro del calcio dilettantistico, sottolineando l'importanza di sostenere e valorizzare questo settore.
La Serie D rappresenta oggi una frontiera tra il calcio dilettantistico e quello professionistico, fungendo da trampolino di lancio per molti giovani talenti. Barbiero ha evidenziato come le società siano indotte dal sistema e dalla nuova legge sullo sport a puntare sempre più sui giovani. "Oggi rappresentando il quarto livello calcistico il nostro campionato, oltre alla frontiera tra il calcio dilettantistico e professionistico, credo si possa collocare come vera fucina di talenti del nostro paese. Al di là dell'obbligatorietà o meno, le società sono indotte dal sistema e dall'entrata in vigore della nuova legge sullo sport a puntare di più sui giovani. Perché oltre la natura tecnica esiste anche l'altra componente, che è la natura economica: rose con tanti under permettono ai club con budget ridotti di poter mantenere fede agli impegni e di onorare al meglio il campionato".
Riforma Professionismo: Un dibattito aperto
Negli ultimi mesi, il dibattito sulla riforma del professionismo ha coinvolto anche la Serie D. Barbiero ha chiarito che qualsiasi riforma dei campionati dilettantistici dipenderà dalle scelte dei campionati professionistici, in particolare della Serie C. "Con il Presidente Abete a settembre abbiamo fatto il punto della situazione con i club e siamo stati chiari: la riforma dei nostri campionati dipende dalle scelte di quelli professionistici. Sulla base di quello, ovviamente a ricaduta, dobbiamo valutare le ipotesi attenzionando soprattutto quanto avverrà in Serie C".
Tuttavia, Barbiero ha sottolineato che, in assenza di riforme, il Dipartimento Interregionale è pronto a trovare nuove strade per migliorare il campionato, come garantire un posto ai playoff nazionali. "In quel caso possiamo attivarci in via autonoma trovando nuove strade per migliorare, valutando insieme alle società. Un'idea è quella di garantire uno dei nove posti attuali alla vincitrice dei play off nazionali. Però, ripeto, dobbiamo prima conoscere quali sono le esigenze del professionismo".
Giovani di Valore: Un progetto di successo
Il progetto "Giovani D Valore" è stato un grande successo, con un aumento delle premialità per ogni girone. Questo ha incentivato le società a puntare sui giovani, dimostrando che è possibile utilizzare rose con molti under anche in contesti competitivi. "Il progetto Giovani di Valore è un grande successo e nelle ultime stagioni si è ulteriormente sviluppato. L'aumento della quota di iscrizione è stato utilizzato per raddoppiare le premialità di ogni girone e se prima i giovani erano un mezzo, passatemi il termine, per quelle società senza troppe ambizioni di classifica di sanare determinate spese, adesso basta dare uno sguardo alle graduatorie per trovare nei primi posti anche chi sogna la promozione. A testimonianza che si possono utilizzare determinate rose anche in contesti dove si vuole vincere".
Partecipazione alla Coppa Italia: un sogno da realizzare
Barbiero ha espresso il desiderio di vedere le squadre di Serie D partecipare nuovamente a manifestazioni come la Coppa Italia, come avveniva fino a cinque stagioni fa. Tuttavia, ha sottolineato che questo richiederebbe una attenta pianificazione economica e organizzativa. "La partecipazione, prevista fino a cinque stagioni fa, alla Coppa Italia era motivo di grande orgoglio. Anche disputare i primi due turni, contro le formazioni di Serie C, rappresentava una grande vetrina. Qualcuno è arrivato fino al terzo turno, sfidando formazioni di B e in alcune occasioni, come in Inghilterra e Spagna, sono state scritte pagine romantiche e indimenticabili. Potrebbe rappresentare una bellissima possibilità, ma da studiare con attenzione, perché c'è sempre il rovescio della medaglia".
Sostegno economico: una necessità impellente
Il movimento dilettantistico italiano riceve il contributo più basso da parte del professionismo in Europa, fermo all'uno per cento previsto dalla legge Melandri. Barbiero ha sottolineato che questo contributo deve abbracciare l'intero movimento dilettantistico: "Uno per cento che, vorrei sottolineare, deve abbracciare tutto il movimento e non solo la Serie D".
Ha inoltre ribadito la necessità di un maggiore sostegno economico da parte delle istituzioni statali, evidenziando come il campionato di Serie D sia l'unica manifestazione dilettantistica quotata nelle scommesse, il che potrebbe rappresentare una fonte di proventi aggiuntiva. "Per esempio il campionato di Serie D è l'unica manifestazione dilettantistica quotata nelle scommesse, per cui se un domani saranno riconosciuti proventi derivanti dalle scommesse, credo che la Lega di Serie D potrà avere la possibilità di goderne. Oltretutto tutto quello di cui può disporre il Dipartimento Interregionale è sempre automaticamente girato alle società sotto forma di contributi o di servizi".
Rappresentative: Un successo continuo
Le Rappresentative di Serie D, guidate da Giannichedda, hanno dimostrato di essere una delle scommesse più vincenti degli ultimi anni. Barbiero ha elogiato il lavoro del CT e del suo staff, sottolineando come la passione e la competenza siano fondamentali per il successo delle Rappresentative. "Una premessa: il Progetto Giovani della LND è ormai consolidato nell'organizzazione sia amministrativa, grazie al lavoro di Alberto Branchesi e Barbara Coscarella, sia tecnica, con il lavoro di Massimo Piscedda come responsabile tecnico di tutte le nostre selezioni. Poi sulla Rappresentativa del Viareggio e sul lavoro di Giuliano va fatto un discorso a parte".
"Senza dubbio quella che partecipa al Viareggio è la Rappresentativa più in vista e di questo dobbiamo ringraziare il lavoro di Giannichedda e del suo staff. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, siamo credibili anche al cospetto delle formazioni più blasonate d'Italia. Il nostro CT è un valore aggiunto importante, perché oltre alla competenza e alla cultura del lavoro ha un pregio che è molto prezioso: la passione. Riesce a monitorare tutto il campionato, quest'anno ha già visionato centinaia di ragazzi. Certo ora arriva il momento difficile, perché i posti sono 23 e bisogna fare delle rinunce anche dolorose, ma quando c'è la passione ogni problema si risolve non in pochi minuti, ma in pochi secondi".
Ex calciatori e il movimento Dilettantistico
Barbiero ha espresso soddisfazione per il crescente interesse di ex calciatori di livello nel movimento dilettantistico, citando l'acquisizione delle quote dell'Ostiamare da parte di Daniele De Rossi come un esempio recente. Tuttavia, ha sottolineato l'importanza di riconoscere anche i meriti dei presidenti storici che da anni fanno sacrifici per le loro squadre. "Mi fa piacere che tanti ex calciatori si sono avvicinati alla nostra realtà, ci sono anche tanti allenatori e direttori sportivi. Se può aiutare il movimento a crescere non so, ma sono contento perché probabilmente hanno riconosciuto una qualità del prodotto importante, della quale magari non si erano accorti durante le loro carriere. Però vorrei rimarcare quei presidenti senza questo determinato status che da anni fanno tanti sacrifici e la fortuna di tante piazze. Bene gli ex calciatori, ma è giusto ricordare i meriti di tutti, sono persone che hanno dato tantissimo."
Rielezione di Gravina: obiettivi per il futuro
Con la rielezione di Gabriele Gravina alla guida della FIGC, Barbiero ha espresso fiducia nel futuro del calcio italiano. Ha sottolineato come il programma di Gravina abbia riscontrato grande attenzione alle esigenze del movimento dilettantistico e ha auspicato che i sacrifici fatti dalle società possano essere presto ripagati con un riconoscimento economico o di servizi. "Il Presidente Abete ha condiviso da subito il programma di Gravina con club e delegati. Abbiamo riscontrato grande attenzione alle nostre esigenze e a quelle che potrebbero sorgere nei prossimi mesi. Noi con il Presidente e il Consiglio Direttivo abbiamo individuato le necessità più impellenti, la riforma dello sport ha costretto le società ad adeguarsi ad un sistema di difficile attuazione e dispendioso. Ora spero che questi sacrifici possano venire presto ripagati da un riconoscimento che sia di natura economica o di servizi. Tutte le società dilettantistiche, dalla D alla Terza Categoria lo meritano e non come una medaglia, ma soprattutto perché non era facile superare questa fase. Il sistema ha retto benissimo anche grazie ai loro sacrifici e questo significa che l'entusiasmo e la passione hanno avuto la meglio anche sulle ristrettezze economiche. È questo valore è il tesoro più prezioso del nostro movimento".
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