Lo scorso anno si è chiuso nel peggiore dei modi la stagione del Siracusa Calcio. Un epilogo indecoroso, segnato dall’assenza del presidente, sparito per mesi dai radar e distante dalle sorti del club. Se l'annata è arrivata al termine in modo regolare, evitando il baratro del fallimento immediato, il merito è solo ed esclusivamente dei tifosi. Con immenso orgoglio e spirito di sacrificio, la tifoseria si è mobilitata per raccogliere i fondi necessari a coprire le spese vive della gestione sportiva. Il futuro, tuttavia, si preannuncia già in ripida salita: a causa dei mancati pagamenti della dirigenza, la società sarà costretta a iniziare il prossimo torneo con una pesante penalizzazione di almeno sette punti.

Il Siracusa Calcio riparte, ma il copione sembra lo stesso. Cambiano i volti, cambiano i nomi, eppure l’impressione è che tutto rimanga immobile, sospeso in un eterno ritorno. La celebre frase del Gattopardo, «se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi», sembra sposarsi alla perfezione con il nuovo corso. Una presidenza caratterizzata da estati di fuoco, proclami altisonanti e promesse di gloria, puntualmente smentite dai fatti non appena il campo inizia a emettere i suoi verdetti inappellabili. Anche quest'anno la piazza assiste allo stesso rituale, tra la speranza del tifoso e lo scetticismo di chi ha già visto questo film.

Si parte da zero, o quasi. La parola d’ordine in casa azzurra è ricostruzione, un termine che a queste latitudini suona spesso come un sinistro sinonimo di ridimensionamento o di mancata programmazione a lungo termine. Bisogna rifondare i quadri societari e, soprattutto, allestire una rosa capace di reggere l’urto del campionato. Le fondamenta di questo nuovo progetto tecnico portano la firma di Gaspare Cacciola, che ha ufficialmente siglato l’accordo per sedere sulla panchina aretusea, affiancato da Emanuele Catania nel ruolo chiave di responsabile dell’area tecnica. A loro l'arduo compito di trasformare le parole della proprietà in punti sul rettangolo verde.

I primi segnali di una gestione che deve rincorrere il tempo, tuttavia, arrivano dalle scelte logistiche. Il ritiro precampionato, inizialmente programmato altrove, è stato improvvisamente spostato al prossimo 3 agosto e si svolgerà interamente in città, tra le mura del "Nicola De Simone". Nel frattempo, il calciomercato ha iniziato a muovere i suoi primi, timidi passi per consegnare a mister Cacciola i tasselli necessari a comporre l'undici titolare.

I volti nuovi iniziano ad arrivare alla corte del tecnico. La difesa parla argentino con gli innesti di Gonzalo Negro, centrale d'esperienza classe 1994, e del giovane connazionale Emiliano Dalloro, classe 2001. A loro si aggiunge la freschezza del promettente Giovanni Aurino, classe 2005, arrivato in prestito dalla Cavese. Il reparto arretrato registra anche un gradito ritorno, quello di Francesco De Caro, classe 2000, che indosserà nuovamente la casacca azzurra dopo le passate esperienze. La cerniera di centrocampo troverà invece sostanza e geometrie nei piedi di Dario Giacomarro, classe 1995, elemento di sicura affidabilità e reduce da una lunga esperienza in Serie C.

I tasselli ci sono, la volontà dei singoli anche, ma l'interrogativo resta. Sarà l'anno della svolta o l'ennesima estate di illusioni? Il verdetto, come sempre, spetterà al campo.

Sezione: Serie D / Data: Gio 30 luglio 2026 alle 23:30
Autore: Pippo Franzò
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