Ogni tanto, arriva la tempesta. E anche la Spal finisce nel vortice di una giornata decisamente strana ed imprevedibile. Ieri la doppia seduta di allenamento è saltata: in mattinata la squadra si è ritrovata al campo, non si è cambiata ed è stata avvistata in pieno centro cittadino in abiti “civili”. La sensazione che anche nel pomeriggio i biancazzurri non si sarebbero allenati è stata confermata da quanti erano fisicamente presenti al Centro di via Copparo. I calciatori in cerchio a parlare fitti fitti, prima di entrare negli spogliatoi per continuare una conversazione che, si è capito, non era delle più felici. Altro che mercoledì delle ceneri, la fronte cosparsa di cenere non sembra bastare ad allontanare le ansie di questo club.
Dunque, niente lavoro con mister Sassarini per preparare il match con la Fortis Juventus. Dopo analisi e riflessioni i giocatori si sono re-indirizzati verso le rispettive autovetture. Ciò che più ha preoccupato è stata la mancanza dell'intero staff dirigenziale nel primo pomeriggio a parlare con squadra e giornalisti. Raggiunto telefonicamente Roberto Ranzani, il presidente, ha preferito rimandare ogni comunicato ufficiale ad oggi. «La società ha degli incontri importanti da fare, non si può parlare finchè non sono stati effettuati. Sappiamo benissimo che la squadra non si è allenata». Poche battute che lasciano aperte tutte le ipotesi. E il tifoso spallino non si stupisce nemmeno troppo. Insomma, la giornata di ieri può diventare un guaio. Che parrebbe anche nato da una mossa esagerata da parte dei giocatori. Problemi di stipendi non pagati? Molte fonti concordano: la società non ha arretrati “forti” da saldare. Giusto poco più di un mese. Una situazione tale che non giustificherebbe una presa di posizione così assordante e netta da parte dei giocatori. Un gesto che potrebbe davvero arrecare danni alle tante iniziative collaterali del club, unite all'ossatura centrale che avrebbero permesso un po' di ossigeno al club biancazzurro. Certo, la sensazione - mai confermata dai giocatori - è che la questione sia ancora una volta di natura economica. Ma altrettanto nitido spicca il fastidio di società e amministratori per un gesto sì simbolico, ma apparso fuori da un contesto ragionevole. Che Benasciutti da solo non potesse gestire una realtà così onerosa come è la Spal era arcinoto, parallelamente però finora la situazione è sempre stata tenuta sulla linea di galleggiamento. E gli sforzi non sono stati lesinati. Si pensi che domani sarebbe in agenda una conferenza stampa della “Spal nel cuore” e Made Eventi in cui sarebbe presentata l’iniziativa “Spal cent’anni nel cuore”. Insomma, passione e impegno stanno andando di pari passo e non si scorgeva una situazione da allarme rosso. Non ancora, perlomeno. Ecco perché il mini sciopero di ieri dei calciatori - oltre che essere giunto inaspettato - ha dato la sensazione di aver avuto un tiro troppo alto per la situazione reale. Se poi, invece che silenti, i calciatori volessero spiegare la loro posizione non sarebbe una scelta sbagliata
Autore: Cristiana Serangeli
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